Referendum: Ficarra e Picone e la promessa se voti sì spariscono criminali, brufoli e stitichezza

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Referendum: Ficarra e Picone e la promessa se voti sì spariscono criminali, brufoli e stitichezza

La maratona “La Costituzione è nostra” al Teatro Italia di Roma diventa un palcoscenico ideale per la satira. Ficarra e Picone trasformano il confronto sul referendum del 22 e 23 marzo in un racconto comico e pungente, concentrandosi sulla riforma legata alla giustizia e trattandola non come misura tecnica, ma come promessa miracolosa e come possibile terreno di resa dei conti.

ficarra e picone: satira sul referendum 22-23 marzo e sulla riforma nordio

Il punto di partenza dell’esibizione è l’assurdità delle aspettative legate alla vittoria del “Sì”. Ficarra, interpretando il cittadino convinto e entusiasta, descrive la consultazione come un “ultimatum”: la riforma viene presentata come una manovra indirizzata contro i magistrati che, secondo la narrazione ridicolizzata, non si sarebbero ancora “arrendersi”. La conseguenza prospettata è ancora più estrema: se si vota , i magistrati uscirebbero “con le mani alzate”.

promesse “curative” e battute surreali sui risultati del sì

L’ironia prosegue spostandosi sugli effetti quasi terapeutici che il fronte del attribuirebbe alla riforma. Con una sequenza di battute, Ficarra elenca benefici presentati come universali e infallibili: ladri, stupratori e assassini sarebbero destinati a scomparire. La comicità cresce quando vengono inseriti anche problemi di salute di comune gestione, fino ad arrivare all’affermazione che “guarisce l’acne”. Persino questioni considerate banali o legate a condizioni croniche, come stitichezza e colecisti, verrebbero risolte con il sostegno alla riforma, secondo la logica distorta proposta nello sketch.

politici ironizzati: “ministro all’evacuazione” e ammonimenti sui droni

Il paradosso raggiunge un ulteriore picco attraverso riferimenti a esponenti politici. Tajani viene trasformato in una figura caricaturale, rinominato “ministro all’evacuazione” per la presunta capacità di affrontare problemi intestinali tramite il voto. Nel quadro della battuta, viene anche citata la frase “Evacuate lontano dalle finestre che arrivano i droni”, usata come ulteriore elemento di accelerazione comica e di rottura della coerenza.

picone come spalla razionale: il diritto trasformato in mercato delle pene

Picone, nel ruolo della spalla più razionale, prova a riportare il discorso su coordinate più solide. Il tentativo però viene travolto dalla logica alterata del compagno. Dalla scena emerge un’idea immaginaria in cui sarebbe possibile trarre profitto dalla nuova giustizia, arrivando a costruire un “tribunale privato”. In tale prospettiva, il diritto si riduce a una questione di convenienza economica: la durata delle pene viene trattata come merce con prezzi e disponibilità. In questo scenario, una rapina sarebbe valutata dallo Stato con un tornaconto immediato: “Tre anni e sei fuori”.

riferimenti alla politica e chiusura sul governo meloni e sul costo della benzina

L’intervento non resta confinato alla satira astratta e richiama anche l’attualità politica più immediata. Viene citato il sostegno alla riforma da parte di figure note come la Santanchè e Briatore. Nel gioco ironico compare anche un riferimento a un defunto Licio Gelli, associato all’asserzione che avrebbe “lasciato detto di votare ”.

La chiusura introduce un’ulteriore leva comica legata al governo. L’attenzione si sposta su Meloni e sul tema del carburante: viene richiamata l’idea che “ha abbassato il prezzo della benzina” collegandola al referendum, con la battuta finale secondo cui “Martedì lo tagliano”.

Figure citate:

  • Ficarra
  • Picone
  • Tajani
  • la Santanchè
  • Briatore
  • Licio Gelli
  • Meloni
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