Kalkan pkk contrario al conflitto tra iran, stati uniti e israele

• Pubblicato il • 6 min
Kalkan pkk contrario al conflitto tra iran, stati uniti e israele

Nel pieno di un confronto militare che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran, Duran Kalkan, esponente del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), ha espresso una posizione netta contro l’idea che la crisi attuale produca cambiamenti reali per le popolazioni del Medio Oriente. Le dichiarazioni rilasciate durante un’intervista su Medya Haber TV collegano il conflitto a una lunga catena di interventi e a interessi geopolitici e ideologici maturati nel tempo.

durin kalkan e il rifiuto del conflitto tra stati uniti, israele e iran

Kalkan, che ha annunciato lo scioglimento del proprio gruppo lo scorso anno nel quadro di un processo descritto dalle autorità turche come “Turchia senza terrore”, si è dichiarato contrario al confronto in corso tra le potenze coinvolte. Secondo quanto affermato, la contesa non apporterebbe benefici concreti ai popoli della regione e continuerebbe a riprodurre dinamiche già presenti da decenni.

il conflitto come continuità storica: dalla guerra del golfo a oggi

Nel corso dell’intervista, Kalkan ha indicato che la guerra non rappresenta un episodio recente, ma la prosecuzione di un percorso iniziato molto tempo prima. Le sue parole collegano la crisi a una lunga durata, richiamando la Guerra del Golfo e sostenendo che gli attacchi statunitensi nel Medio Oriente siano in corso da tempo, non da “dieci o undici giorni”.

Un passaggio centrale riguarda la ricostruzione del 1990: Kalkan ha riferito che nel mese di autunno del 1990 gli Stati Uniti avrebbero schierato 150.000 soldati nella regione, dalla Arabia Saudita fino al Kuwait, impiegando aerei e navi.

“sistema della modernità capitalista globale” e guerra di egemonia

Kalkan ha spiegato che, a livello di interpretazione politica, le operazioni militari sarebbero espressione di un più ampio sistema economico e ideologico. Le forze coinvolte, secondo la sua lettura, appartengono a ciò che viene definito “sistema della modernità capitalista globale”.

Nel dettaglio, le sue dichiarazioni richiamano l’obiettivo di cambiare la forma di statalismo su cui si baserebbero molte nazioni contemporanee, al fine di accrescere profitti del capitale e neutralizzare chi difende tale modello. La guerra viene descritta anche come competizione per egemonia e influenza.

esiti del conflitto e questione della democrazia

Kalkan ha sollevato un interrogativo sugli effetti di un’eventuale vittoria. Ha chiesto se un successo di Stati Uniti e Israele comporterebbe maggiore democrazia o libertà per la regione. Secondo la sua impostazione, anche in caso di rovesciamento degli attori antagonisti, l’egemonia israeliana e l’influenza statunitense sostituirebbero la sovranità iraniana, senza garantire un cambiamento sostanziale.

affermazioni attribuite su democrazia e monarchie

Nel ragionamento di Kalkan vengono richiamate posizioni considerate indicative: viene menzionato che lo stesso presidente degli Stati Uniti avrebbe sostenuto che la democrazia non significherebbe nulla. Inoltre, viene riferito che l’inviato per il Medio Oriente, Steve Witkoff, avrebbe dichiarato che la democrazia non si addirebbe ai popoli mediorientali, prospettando invece che le monarchie sarebbero preferibili. In tale contesto, Kalkan ha citato l’idea che si stia preparando un nuovo Scià.

sopravvivenza del regime iraniano e ritorno al passato

Se invece il regime iraniano sopravvivesse, Kalkan ha indicato che si tornerebbe a un periodo precedente: ha affermato che si tratta di un ritorno noto e che la questione coinvolge anche la posizione dei curdi. Ha sottolineato che, per molti, resta problematico schierarsi; le parti in conflitto vengono descritte come non così diverse tra loro, con una sostanziale convergenza di mentalità.

posizione del pkk: rifiuto di capitale globale e nazionalismo dello stato-nazione

Kalkan ha spiegato che il PKK non intende schierarsi né con i “sistemi capitalistici globali” né con i sostenitori del nazionalismo dello Stato-nazione. La linea politica, per come viene presentata, si concentra sulla costruzione di un modello di repubblica democratica e sulla risoluzione dei problemi tramite consenso democratico, con un percorso di integrazione democratica.

Nel quadro della sua visione, il popolo nel Rojhilat (Kurdistan iraniano, dove il PKK ha un partito gemello, PJAK) viene descritto come impegnato da decenni in resistenza e consapevolezza, legate anche a patriottismo. In caso di possibili attacchi, secondo Kalkan, la risposta dovrebbe includere organizzazione, protezione e posizionamento difensivo, con attenzione a non limitarsi al solo Rojhilat.

La libertà dei curdi del Rojhilat viene indicata come parte della democratizzazione dell’Iran. Viene inoltre richiamata l’esigenza di costruire amicizie e alleanze finalizzate allo stesso obiettivo.

convivenza curdi e azzeri e rischio del nazionalismo etnico

Kalkan ha richiamato la convivenza storica tra azeri e curdi in regioni legate al territorio iraniano, evidenziando che tra i curdi esistono anche legami più stretti con il popolo persiano. Il pericolo principale, secondo la sua prospettiva, sarebbe legato al nazionalismo dello Stato-nazione e allo sciovinismo razzista capaci di contrapporre i popoli tra loro.

Le parole di Kalkan affermano che i curdi dovrebbero evitare di lasciarsi coinvolgere in logiche di contrapposizione identitaria, mantenendo una distanza netta da tali dinamiche.

guerra a bassa intensità in turchia e ruolo del processo contro il pkk

Secondo Kalkan, il conflitto attuale evidenzia l’importanza di un percorso di eradicazione della guerra a bassa intensità in corso da anni in Turchia tra PKK e Ankara. In questo contesto, viene richiamata l’idea secondo cui alcuni ritengono che la presenza della NATO e dei suoi missili possa garantire protezione, mentre altri sostengono che la sicurezza dipenda da pace e dal processo di costruzione di una società democratica, garantito dal leader Apo.

Viene citato che Apo rappresenta il soprannome di Abdullah Öcalan, indicato in ergastolo da 25 anni, e che la sua garanzia sarebbe parte della cornice evocata da Kalkan.

Il membro del direttivo del PKK sostiene che, pur riconoscendo in Turchia la portata delle minacce, la situazione nel resto della regione sarebbe percepita come caratterizzata da relativa calma e fiducia.

akan fidan e la diplomazia di ankara: consultazioni e messaggi a iran

Nell’ambito del ruolo internazionale attribuito ad Ankara, viene descritta la decisione di inviare il ministro degli Esteri, Akan Fidan, in paesi del Golfo. Durante una conferenza stampa in Qatar, Fidan ha accusato Israele di aver innescato e intensificato il conflitto, esortando gli altri attori alla moderazione e mettendo in guardia contro una possibile estensione regionale.

Le comunicazioni turche includerebbero anche messaggi rivolti all’Iran affinché eviti di allargare il conflitto oltre il suo ambito attuale. Secondo quanto riportato, Ankara avrebbe sottolineato che un’ulteriore escalation metterebbe a rischio l’intera regione.

consultazioni regionali e tour per fermare le ostilità

All’inizio della settimana, Fidan ha dichiarato che la Turchia avvierà una serie di consultazioni con gli attori regionali per trovare la strada per porre fine alle ostilità. I funzionari turchi avrebbero progressivamente enfatizzato dialogo e coordinamento multilaterale, mentre le tensioni continuano ad aumentare.

La giornata delle consultazioni in Qatar risulta parte di un più ampio tour del massimo diplomatico turco. Prima della visita in Qatar, Fidan avrebbe incontrato omologhi di diversi paesi a Riyadh per discutere dell’intensificarsi del conflitto e di possibili risposte coordinate.

colloqui negli emirati arabi uniti

Nel quadro dell’iniziativa diplomatica, Fidan si è poi recato negli Emirati Arabi Uniti per colloqui focalizzati sia sulle relazioni bilaterali sia sugli sviluppi regionali, con l’obiettivo di esplorare opzioni per fermare la guerra e prevenire un’ulteriore destabilizzazione in Medio Oriente.

personaggi citati

  • Duran Kalkan
  • Abdullah Öcalan (Apo)
  • Steve Witkoff
  • Recep Tayyip Erdoğan
  • Akan Fidan
Kalkan (Pkk) contrario al conflitto in corso tra Iran, Stati Uniti e Israele: “I curdi non saranno soldati di nessuno”
Categorie: Politica

Per te