Fo e l’attivismo politico nel 74 il fotografo bordoni e la magia nei suoi scatti

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Fo e l’attivismo politico nel 74 il fotografo bordoni e la magia nei suoi scatti

Nel 1974, quando l’università diventava palcoscenico e le piazze si trasformavano in luoghi di scontro e confronto, alcune fotografie in bianco e nero hanno fissato un frammento decisivo di un’epoca. Le immagini raccontano il fermento nelle facoltà occupate di Roma e riuniscono, nello stesso fotogramma, Dario Fo, un pubblico di giovani attentissimi e simboli politici che non lasciano margini a interpretazioni. A riaprire quel cassetto dei ricordi è Enrico Bordoni, ex fotoreporter di Paese Sera, che riconosce quegli scatti e ricostruisce il contesto attraverso i dettagli che emergono direttamente dalle fotografie.

fotografie in bianco e nero del 1974 a valle giulia

Le immagini sono state realizzate durante un periodo segnato da occupazioni e contestazioni giovanili. Il luogo è la facoltà di Architettura a Roma, collegata all’occupazione di Valle Giulia. Nel racconto di Bordoni, le fotografie non si limitano a ritrarre un personaggio: diventano la testimonianza visiva di un’Italia in mobilitazione, dove i luoghi della cultura assumevano una funzione politica centrale.

Nelle foto compaiono striscioni e simboli legati alla militanza dell’epoca. Uno striscione riporta la frase “Liberiamo i compagni arrestati”, mentre altre scritte e segni insistono su un orientamento politico riconoscibile. Tra i simboli presenti figurano la falce e martello e la parola “Comunismo”. La densità iconografica delle immagini permette di cogliere con immediatezza il clima di appartenenza e di lotta che attraversava l’assemblea studentesca.

enrico bordoni e il lavoro per paese sera

Enrico Bordoni conferma la paternità degli scatti: lavorava per Paese Sera e, in quell’anno, fu inviato a seguire l’occupazione alla facoltà di Architettura. Il momento immortalato avviene durante un periodo in cui le proteste erano ricorrenti: Bordoni descrive una routine fatta di iniziative quasi quotidiane, diffuse in più facoltà.

proteste, vietnam e autunno caldo

Nel ricostruire la cornice storica, Bordoni collega la stagione delle mobilitazioni alle contestazioni relative al Vietnam e al clima successivo all’Autunno Caldo. Dai dettagli citati, le immagini sembrano trattenere anche la dimensione della propaganda e della comunicazione militante: compaiono materiali e elementi riconducibili ai manifesti di lotta.

strage italicus e l’avvio delle brigate rosse

Il 1974 viene indicato anche come un anno tragico. Bordoni richiama la strage del treno Italicus e ricorda che, in quegli stessi anni, si iniziavano a sentire con maggiore intensità le Brigate Rosse, con l’avvio di una spirale in cui cominciava a “farsi sentire” la violenza. La memoria del contesto amplifica la lettura delle fotografie: non si tratta soltanto di un fervore politico studentesco, ma di un periodo in cui la tensione complessiva stava crescendo.

dario fo sul palco e il pubblico dei giovani

Al centro della scena c’è Dario Fo. Bordoni sottolinea che il discorso proferito in quell’aula possedeva una particolare modalità: nasceva da lontano, attraversava vari temi e arrivava progressivamente alla dimensione politica. Pur mantenendo un’impronta personale e argomentativa ampia, il filo complessivo rifletteva un orientamento coerente con la sua collocazione politica.

una capacità di tenere l’attenzione

La caratteristica ritenuta più evidente da Bordoni riguarda l’effetto prodotto sul pubblico. Una volta scattate le foto, il fotografo si ferma ad ascoltare: descrive una platea di ragazzi rapiti dalla dialettica, con un’attenzione evidente nei loro sguardi. Secondo Bordoni, Fo riusciva a catturare l’interesse andando oltre il solo contenuto concettuale, mostrando una forte componente teatrale.

Questo magnetismo coinvolse anche lo stesso Bordoni, allora giovane: non si limitò alla documentazione. Rimase ad ascoltare quanto veniva detto, lasciando che il suo lavoro fotografico si affiancasse all’esperienza diretta del discorso.

echi degli anni settanta e sguardo sul presente

Nel presente, a distanza di decenni, Bordoni individua alcune somiglianze con la stagione descritta. Tra le analogie cita il ritorno di anarchici e il riemergere di proteste studentesche. Pur riconoscendo l’esistenza di coincidenze parziali, invita a considerare con attenzione questi segnali, in un contesto in cui la memoria storica può contribuire a interpretare dinamiche e mutamenti.

Il fotografo mette però in evidenza una differenza sostanziale: ritiene che manchi una figura con la stessa specificità di Fo. Secondo Bordoni, oggi molti personaggi pubblici si espongono, ma non con lo stesso impatto. Dario Fo viene descritto come unico per la capacità di parlare per ore, toccando argomenti diversi, con un andamento non sempre lineare ma con una conclusione finale che chiude il discorso.

un incontro di lavoro raro e il ritmo delle tre edizioni

Le fotografie risultano l’unica occasione in cui Bordoni incrocia Fo per ragioni professionali. Il fotografo afferma che Fo non veniva spesso a Roma e che, in quel caso, si trattò di un’eventualità eccezionale.

Subito dopo gli scatti non ci fu tempo per presentazioni: Bordoni doveva rientrare in redazione. Nei tempi descritti, il lavoro giornalistico era articolato in tre edizioni, mattino, pomeriggio e notte. La necessità era fornire le foto rapidamente: si sviluppava il rullino, si stampavano le immagini, si asciugavano e si portavano al caporedattore. Il flusso di lavoro appartiene a un’epoca in cui i tempi di produzione e consegna erano scanditi da procedimenti manuali e immediati.

nostalgia per il tempo e per la fotografia

Bordoni conclude con un sentimento di nostalgia, riferita non soltanto alla gioventù ma anche a un mondo capace di concedere il lusso del tempo. Nel racconto emergono la possibilità di dedicarsi allo sviluppo della fotografia a mano, la possibilità di ascoltare un discorso per ore e la sensazione che un pensiero potesse sedimentare nel tempo. A distanza di decenni, quelle fotografie continuano a parlare: evocano Fo, il gruppo di ragazzi presenti, gli striscioni e le speranze collegate a un’intera generazione.

personaggi e protagonisti citati

  • Dario Fo
  • Enrico Bordoni
  • redazione di Paese Sera
Categorie: PoliticaCronaca

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