Carburanti italiani: cosa dicono i sui prezzi, oltre le parole dell’urso

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Carburanti italiani: cosa dicono  i  sui prezzi, oltre le parole dell’urso

Il ministro Adolfo Urso ha collegato l’andamento dei prezzi dei carburanti in Italia a un quadro di monitoraggio e controlli ritenuti più efficaci rispetto ad altri Paesi europei. A Bologna, a margine dell’inaugurazione di Cosmoprof, sono state citate elaborazioni basate su confronti internazionali pubblicati dal ministero e fondati su dati della Commissione europea. Il punto centrale riguarda la crescita dei prezzi della benzina e del gasolio: secondo il Mimit, in Italia l’aumento sarebbe risultato più contenuto rispetto a Germania, Francia e Spagna.

prezzi carburanti italia: crescita più contenuta secondo il mimit

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy sostiene che il prezzo dei carburanti nel Paese abbia mostrato un incremento molto inferiore rispetto agli altri grandi Stati europei. La comparazione citata include Italia, Germania, Francia e Spagna e, come base tecnica, utilizza il Weekly Oil Bulletin della Commissione europea.

Alla luce dei numeri riportati dal Mimit, viene indicato che l’Italia registra la crescita più limitata tra i principali Paesi europei e che i prezzi medi di benzina e gasolio risulterebbero inferiori rispetto alle grandi economie industriali dell’Unione europea, in particolare Francia e Germania.

benzina: aumento italiano più basso nel confronto europeo

Nel confronto mensile indicato dal ministero, il prezzo della benzina in Italia sarebbe aumentato dell’7,5% nell’ultimo mese. Il dato viene presentato come inferiore rispetto a quanto registrato in altri Paesi: Francia +15,4%, Spagna +17,8% e Germania +13,8%.

gasolio: incremento italiano inferiore rispetto a spagna, francia e germania

Per il gasolio, la dinamica descritta dal Mimit confermerebbe una crescita più contenuta. L’incremento in Italia sarebbe pari al 18,9%, ritenuto significativamente inferiore rispetto agli altri Paesi europei citati: Spagna +32,3%, Francia +27,8% e Germania +22,9%.

settimana 17-23 marzo: prezzi medi in italia e confronto con francia e germania

Il ministero riporta poi dati puntuali relativi alla settimana compresa tra 17 e 23 marzo. In tale periodo, il prezzo medio in Italia risulta pari a 1,779 euro/litro per la benzina e 2,023 euro/litro per il gasolio.

Nel medesimo intervallo, il confronto indicato dal Mimit colloca la Francia su 1,973 euro/litro per la benzina e 2,109 euro/litro per il gasolio, mentre la Germania sarebbe a 2,075 euro/litro per la benzina e 2,130 euro/litro per il gasolio.

misure del governo: credito d’imposta e controlli sul prezzo

Il Mimit collega i risultati citati all’efficacia del sistema di monitoraggio introdotto dal Governo nel gennaio 2023 e ai controlli attivati dall’inizio delle tensioni legate all’Iran.

Tra le misure indicate rientra anche il credito d’imposta per gli autotrasportatori, presentato come strumento per limitare il trasferimento degli aumenti sui prezzi dei beni trasportati, con l’obiettivo di contenere l’inflazione. Il ministero afferma inoltre che, nonostante l’evoluzione dei prezzi, l’inflazione in Italia resterebbe tra le più basse d’Europa, con 1,5% a febbraio, contro il 2,1% della media europea, secondo dati Eurostat.

criticità del confronto: punti discussi e dinamiche di misure nazionali

Accanto alla lettura ufficiale, vengono richiamati aspetti che inciderebbero sulla comparazione proposta tra Paesi. Una prima osservazione riguarda il rischio di selezionare dati favorevoli omettendo elementi utili per una valutazione più completa, mentre una seconda parte segnala la necessità di considerare il calendario delle misure adottate.

In particolare, viene citato che, mentre il ministero si riferiva all’andamento dell’inflazione italiana, l’OCSE avrebbe formulato previsioni per il futuro con un +2,4%. Inoltre, viene ricordato che i prezzi italiani avrebbero beneficiato anche di uno sconto introdotto dal governo, identificato come 25 cent di riduzione varati il 18 marzo, con scadenza fissata all’7 aprile e descritti come già parzialmente erosi dagli aumenti precedenti e successivi.

Un ulteriore punto riguarda lo scenario spagnolo. Nel racconto riportato, si evidenzia che il confronto basato sul Weekly Oil Bulletin fotograferebbe una finestra temporale costruita sul valore medio della settimana precedente, mentre in Spagna sarebbe stato approvato un taglio strutturale dell’IVA sui carburanti dal 21 al 10% fino almeno al 30 giugno. Ne deriverebbero effetti più immediati sul prezzo nel weekend, con un conseguente scostamento tra dati medi riportati e prezzi più aggiornati.

spagna: aggiornamento prezzi e variazione degli incrementi percentuali

Per rappresentare una fotografia più recente, viene indicato un riferimento alternativo ai dati quotidiani del ministero della Transizione ecologica spagnolo, con disponibilità del file dei prezzi dei distributori sul territorio. Secondo la ricostruzione fornita, oggi un litro di benzina in Spagna costerebbe in media 1,57 euro (anziché un valore di 1,733 citato in altra sede), mentre un litro di gasolio si attesterebbe a 1,77 euro (anziché 1,883).

Di conseguenza, nella ricostruzione riportata, gli aumenti percentuali accumulati dal 23 febbraio scenderebbero: per la benzina dal 17,8% al 6,7% e per il gasolio dal 32,3% al 24,38%.

reddito e comparabilità: confronto prezzi senza riferimento al potere d’acquisto

Viene sollevata infine una questione di comparabilità: il senso del confronto tra Paesi europei senza un riferimento al reddito e al potere d’acquisto degli abitanti. A supporto vengono citati dati di Eurostat sul reddito netto di una famiglia.

La ricostruzione indica che il reddito netto di una famiglia italiana di due persone senza figli sarebbe pari a 50.700 euro, mentre per la Francia, a parità di potere d’acquisto, sarebbe di 57.700 euro. Per la Germania, una coppia avrebbe 73.000 euro, mentre anche per la Spagna viene riportato un valore superiore a quello italiano: 54.000 euro a coppia. In chiusura, viene ribadito che, secondo i dati richiamati, la benzina risulterebbe comunque meno cara.

nominativi citati

Adolfo Urso, Commissione europea, Eurostat, OCSE, Pedro Sanchez

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