Il genio visionario della Apple, noto a tutti come Steve Jobs, era tenuto sotto osservazione dall’Fbi. Le forze governative americane, nel lontano 1991, aveva avviato una serie di indagini per stabilire l’integrità morale e personale del guru.

Il fascicolo di 191 pagine con le informazioni raccolte ci rendono un’immagine del Jobs tutt’altro che candida. In quegli anni Steve aveva lasciato l’azienda perchè il Governo di George Bush Senior lo valutava per un incarico di consulenza sul commercio estero.

Gli agenti federali, in gran segreto, saggiarano accuratamente la sua cerchia di amicizie, notando delle contraddizioni intrinseche di non poco peso. Alcune delle persone più vicine al co-fondatore della mela morsicata dichiararono senza indugi: “E’ un bugiardo e un disonesto. Sarebbe capace di traviare la verità e distorcere la realtà pur di raggiungere i suoi obiettivi“.

E’ inoltre emerso che il tanto compianto Ceo (mancato il 5 ottobre 2011, ndr.), in gioventù, faceva un uso spropositato di droghe pesanti e che si era completamente disinteressato di una figlia, nata anni prima da un rapoorto extra-coniugale.

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10 commenti

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