L’azienda Ducati, nota in tutto il mondo, si appresta a cambiare asseto proprietario. Il marchio Ducati nacque 86 anni fa per costruire apparecchi radiofonici, ed oggi possiede il 10,5% del mercato mondiale di moto (in crescita dall’8,5% di due anni fa) con 42000 unità annue vendute, un fatturato di circa 480 milioni di euro annui e un rapporto tra i debiti e gli utili prima degli interessi, svalutazioni e ammortamenti all’1,7% (indicativo di buona salute).

Attualmente è controllata da “Investindustrial”, un gruppo italiano che fa capo alla famiglia Bonomi. Il presidente di Investindustrial, Andrea Bonomi, in un intervista al Financial Times ha dichiarato che “Ducati è attualmente un’azienda perfetta, ma per un’ulteriore crescita ha bisogno di un partner industriale di classe mondiale. Quest’anno lavoreremo per trovare quel partner”.

Investindustrial – scrive il Financial Times – l’anno scorso ha dato mandato a Detusche Bank e a Goldman Sachs di condurre gli studi su una possibile quotazione di Ducati nella borsa di Hong Kong ma – aggiunge – l’opzione che meglio di altre internazionalizzerebbe ulteriormente il marchio resta quella di una vendita ad un’altra azienda motociclistica o automobilistica per 1 mld di euro.

Bonomi ha spiegato che nel mondo solo un ristretto numero di gruppi industriali sono i probabili interessati. Tra queste figurerebbe il gruppo motociclistico indiano “Mahindra” e le tedesche Wolkswaghen, Mercedes e Bmw (che però ha già comunicato di non essere interessata).

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