La tragica vicenda di Tolosa, conclusasi con la morte del killer dopo un assedio di 30 ore della polizia francese,  è già strumento di polemiche. Al centro delle questioni c’è una vignetta del comico Vauro. Il vignettista di Servizio Pubblico è stato subito attaccato per aver pubblicato un disegno di fratellanza e pace, realizzato senza riferimenti a distinzioni di religione e razze. Il messaggio, però, è stato prontamente frainteso e considerato, a torto, come un affronto.

L’opera di Vauro raffigura un bambino palestinese che dice “Shalom” in ebraico e che, da una nuvola e con una lacrima che gli scende sul viso, lancia un fiore sulla Terra in ricordo dei bambini uccisi a Tolosa qualche giorno fa.
Per alcuni questa vignetta non sarebbe stata altro che un modo per strumentalizzare la vicenda e ironizzare sulla morte dei bambini; per altri deriva da sentimenti antisionisti; per altri ancora sarebbe un modo per gridare ad altre “10-100-1000 Nassiriya”.

Naturalmente, nulla di tutto ciò è vero. Vauro voleva semplicemente lanciare un messaggio di pace e fratellanza, spiegare che i bambini uccisi ovunque nel mondo non sono altro che vittime di giochi più grandi di loro portati avanti dagli adulti; che, da qualche parte lassù in cielo, bambini palestinesi e bambini israeliani riescono a vivere in pace tra loro.

Attaccare una vignetta del genere sembra assolutamente fuori luogo. Così come associarvi interpretazioni politiche, religiose o razziali del tutto lontane dallo spirito del messaggio che si vuole far emergere.

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