Wimbledon vieta i mondiali di calcio niente tv né maxischermi anche per i giocatori

• Pubblicato il • 5 min
Wimbledon vieta i mondiali di calcio niente tv né maxischermi anche per i giocatori

Nel cuore di Wimbledon, dove il silenzio viene trattato quasi come una regola sacra, l’arrivo dei Mondiali di calcio accende un inevitabile confronto tra tradizione tennistica e passioni nazionali. Sul Centre Court, basta un attimo fuori tempo per attirare l’attenzione dell’arbitro; un boato da stadio, invece, rischierebbe di cambiare del tutto l’atmosfera. Per questo, all’All England Club, la gestione dei giorni dedicati al calcio ha già una linea definita, pensata per mantenere il torneo fedele alla propria identità.

wimbledon e mondiali di calcio: la regola del silenzio al centre court

Wimbledon si prepara ad affrontare la simultaneità con i Mondiali imponendo un principio chiave: niente partite sui maxischermi, niente televisori accesi e nessuna eccezione, estesa anche all’area riservata ai protagonisti. La scelta punta a preservare l’attenzione sul tennis senza trasformare l’impianto in una piattaforma per seguire gli incontri calcistici.

La decisione riguarda tutta la struttura, dalla normale fruizione dell’evento alle aree interne dedicate alla competizione. Anche nella sala giocatori non sarà possibile guardare il Mondiale sui televisori messi a disposizione dall’organizzazione, mantenendo il focus sulle attività del torneo.

all england club: niente maxischermi e niente tv per i mondiali

La conferma è arrivata dall’amministratore delegato dell’All England Club, Sally Bolton, che ha ribadito la volontà di restare ancorati alle procedure consolidate. L’indicazione è esplicita: le partite non verranno trasmesse sui maxischermi presenti nello stadio e l’impianto resterà dedicato principalmente al tennis.

gestione dell’evento: cosa succede ai tifosi che cercano di seguire il mondiale

Per chi intende seguire gli incontri del Mondiale nei giorni coincidenti con Wimbledon, la scelta organizzativa comporta un adeguamento pratico. Il riferimento, nella giornata indicata, riguarda il sedicesimo di finale tra Inghilterra e Repubblica Democratica del Congo, previsto nella data specificata. Per vederlo, chi lo desidera dovrà probabilmente ricorrere ai propri dispositivi personali, sfruttando tempi morti o momenti lontani dai campi.

telefonini nel pubblico: controllo non possibile

Sally Bolton ha chiarito anche il limite operativo: se le persone hanno il proprio telefono, l’organizzazione non può impedire che vengano seguite le partite. La gestione, quindi, riguarda la cornice ufficiale del torneo, mentre non è previsto un divieto generalizzato sull’uso dei dispositivi personali.

zone esclusive del centre court: telefoni più che sconsigliati

La tolleranza non è uniforme in tutto l’impianto. Nelle aree più riservate del Centre Court, come il Royal Box, l’impostazione è più netta: l’uso dei cellulari risulta fortemente sconsigliato. In questi spazi, la priorità rimane la cornice del torneo e il mantenimento della concentrazione durante le fasi di gioco.

nessuna richiesta dei tennisti: smentita l’ipotesi di rinvii

Con il calendario dei Mondiali sovrapposto alle settimane londinesi, si è diffusa l’ipotesi che alcuni tennisti potessero avanzare richieste per evitare di scendere in campo quando gioca la propria Nazionale. Secondo le informazioni diffuse, l’All England Club ha però smentito questa ricostruzione.

Bolt on ha dichiarato che non è stata ricevuta alcuna richiesta di questo tipo, chiudendo sul nascere le indiscrezioni.

quando il calcio entrò a Wimbledon: episodio al centre court nel 2024

La possibilità che il calcio si infiltri nella giornata tennistica ha già trovato un precedente nella memoria degli appassionati. Nel 2024, sul Campo Centrale, Novak Djokovic affrontava Alexei Popyrin nel terzo turno. All’improvviso un boato interruppe il silenzio del match: per qualche secondo non si capì immediatamente la natura del rumore.

Il suono proveniva dalle tribune, dove centinaia di spettatori stavano seguendo sul proprio cellulare una sequenza di rigori tra Inghilterra e Svizzera agli Europei. L’esultanza esplose quando Trent Alexander-Arnold trasformò il penalty decisivo che portò l’Inghilterra in semifinale. Sul Centre Court, per un momento, l’attenzione si spostò dal tennis verso quell’onda emotiva.

Djokovic si voltò verso il pubblico, riconoscendo la ragione dell’entusiasmo e reagendo con un sorriso. Poi improvvisò una scena che fece il giro del mondo: mimò la rincorsa e il tiro di un rigore immaginario, mentre Popyrin alzò le braccia come se stesse effettuando una parata. L’umore del pubblico cambiò e l’arbitro attese il ritorno al silenzio, dopodiché la partita riprese regolarmente.

il ricordo di djokovic: “febbre del calcio” durante i giorni del torneo

Nei giorni successivi, lo stesso Djokovic ricordò l’accaduto con divertimento. La descrizione attribuita all’atleta richiama una sensazione precisa: mentre parte degli spettatori seguiva il confronto calcistico, restava presente anche il monitoraggio della Nazionale. L’ambiente risultava attraversato da un fermento che trasformava le settimane in un periodo “carico”, descritto come febbre del calcio.

incrocio tra sport e calendario: il torneo continua a chiedere silenzio

Con i Mondiali che attirano l’attenzione di gran parte del Paese, Wimbledon mantiene l’impostazione legata al tennis e alla disciplina del silenzio. La coincidenza tra i due sport resta un tema concreto: anche se l’impianto non trasmetterà direttamente le partite sui suoi schermi e non fornirà televisori per seguirle, l’esistenza degli smartphone nel pubblico può comunque generare momenti in cui le due passioni si sfiorano, come già accaduto in passato.

Personaggi citati:

  • Novak Djokovic
  • Alexei Popyrin
  • Trent Alexander-Arnold
  • Alexei Popyrin
  • Sally Bolton
  • Tsitsipas
Per Wimbledon il silenzio conta più dei Mondiali di calcio: divieto assoluto di trasmettere le partite su maxischermi e tv, anche per i giocatori

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