Willem suo padre era perbene e la frase sul film con lo stupratore

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Willem  suo padre era perbene e la frase sul film con lo stupratore

Willem Dafoe mette a fuoco il rapporto tra carriera e identità, parlando di un percorso che intreccia inevitabilmente successi e fallimenti. In parallelo, il nuovo progetto cinematografico riporta al centro un tema diverso: il modo in cui il tempo trasforma la memoria, rendendo qualcuno improvvisamente “riscoperto” da chi non ha vissuto l’epoca raccontata.

Il 22 luglio, l’attore compirà 71 anni. Nel frattempo, la sua attenzione sembra concentrarsi sul lavoro in corso, più che sul passato o su celebrazioni personali.

Willem Dafoe e Late Fame: poeta dimenticato e nuova rinascita

Il film “Late Fame”, diretto da Kent Jones e tratto dall’omonima novella di Arthur Schnitzler, è stato presentato lo scorso anno al Festival di Venezia nella sezione Orizzonti. L’uscita è prevista in autunno e la distribuzione in Italia sarà affidata a iWonder.

Willem Dafoe interpreta Ed Saxberger, un poeta newyorkese che lavora alle poste e viene considerato dal tempo, fino a quando un gruppo di giovani artisti lo “riscopre” con entusiasmo, legandosi a un periodo che non hanno vissuto.

cast di Late Fame e protagonisti

Oltre a Willem Dafoe, nel cast figurano Greta Lee ed Edmund Donovan. La combinazione tra la figura del poeta e l’energia degli artisti più giovani costruisce l’asse narrativo dell’operazione cinematografica.

diari quotidiani e distanza dal passato: l’approccio di Willem Dafoe

Dafoe descrive una pratica personale iniziata quando aveva 20 anni: ogni giorno tiene un diario in cui annota eventi, pensieri e il tentativo di fare il punto con se stesso. Il risultato è un insieme di taccuini conservati in una cantina, ormai pieni.

Il contenuto accumulato nel tempo, secondo quanto raccontato, risulta spesso poco leggibile: in molti casi l’inchiostro si è colato o evaporato. Per questo, si rivelano pagine con poche righe. L’attore riferisce anche un’idea rimasta sul piano del pensiero: trasformarli in una carta da parati insieme a una galleria d’arte.

Nonostante l’ampiezza dell’archivio, Dafoe sottolinea di non averne riletto uno “per davvero”. La scelta dichiarata è vivere il presente, mentre guardare indietro non rientra tra le priorità.

perché Willem Dafoe interpreta spesso i cattivi: scelte di casting e fantasia proibita

Alla domanda sul perché, agli esordi, abbia interpretato spesso i cattivi, l’attore risponde senza sfumature. Secondo la sua ricostruzione, se un attore non rientra nei canoni del “bello” convenzionale, gli viene proposto con maggiore frequenza di interpretare ruoli da villain. Dafoe afferma di aver incarnato dozzine di villain nei primi anni della carriera.

Il rischio principale è quello di andare oltre le righe, ma Dafoe sostiene che i personaggi “folli” restano divertenti da interpretare. L’indicazione che emerge è anche legata al pubblico: i villain rappresenterebbero una forma di fantasia proibita, perché per molti è eccitante poter compiere qualcosa di illecito.

l’aneddoto familiare più spiazzante: il padre e lo stupratore

Tra i racconti più sorprendenti, Dafoe cita suo padre. Lo descrive come un uomo perbene, un chirurgo stimato che lavorava molto, andava a messa ogni domenica, non beveva e, soprattutto, ebbe la stessa donna per tutta la vita.

Secondo quanto riferito, un giorno il padre lo fermò in disparte e gli disse di provare un apprezzamento particolare per quel film in cui Dafoe interpretava lo stupratore. L’aneddoto aggiunge un elemento inatteso al modo in cui viene ricordato il rapporto tra lavoro artistico e giudizio familiare.

personaggi e cast citati

  • Willem Dafoe, attore
  • Ed Saxberger, poeta newyorkese
  • Greta Lee, attrice
  • Edmund Donovan, attore
  • Kent Jones, regista
  • Arthur Schnitzler, autore della novella
“Mio padre era perbene e un chirurgo stimato che andava a messa tutte le domeniche. Un giorno mi ha preso in disparte dicendomi: Adoro quel film in cui interpreti uno stupratore”: così Willem Dafoe

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