Venezuela censura : giornalisti bloccati a La Guaira
Una nuova stretta colpisce l’accesso dei media nella regione venezuelana di La Guaira, area tra le più duramente interessate da uno sciame sismico che il 24 giugno ha devastato cinque regioni del Paese, causando oltre 1.400 morti e 50mila dispersi. La decisione, adottata dal Ministero venezuelano per la Comunicazione, introduce censura e restrizioni per giornalisti e corrispondenti esteri, giustificandole con ragioni di “sanità pubblica” e con l’esigenza di mantenere una maggiore tranquillità durante le operazioni di soccorso.
censura sull’accesso a la guaira per giornalisti e corrispondenti esteri
Il provvedimento vieta l’ingresso a La Guaira per i professionisti dell’informazione che operano dall’estero. La misura è stata comunicata lunedì dal Ministero venezuelano per la Comunicazione, presentando motivazioni collegate alla salute pubblica e alla necessità di limitare possibili fattori di disturbo nel contesto delle attività di emergenza. Secondo quanto riportato, la restrizione dovrebbe scadere dopo 48 ore.
La comunicazione arriva mentre i corrispondenti erano in attesa di un trasferimento organizzato. La partenza era prevista tramite un pullman governativo che avrebbe dovuto condurli dalla Base aerea militare “Libertador” (La Carlota) fino a La Guaira. Il mezzo non è mai arrivato, e la notizia della chiusura dell’area è stata appresa durante l’attesa.
procedure imposte ai media: generalità, visto speciale e braccialetto
Durante l’incontro con le autorità governative, i corrispondenti hanno dovuto fornire tutte le proprie generalità, restando in attesa dell’ottenimento di un visto speciale. È prevista inoltre l’introduzione di un braccialetto pensato per identificare i giornalisti durante la permanenza in Venezuela.
ritardi e sospensione della trasferta verso la regione colpita
Le aspettative di partenza non si sono concretizzate nei tempi indicati. Un cronista colombiano, rimasto anonimo per timore di possibili rappresaglie, ha riferito di una convocazione domenicale e dell’annuncio di un trasferimento con pullman. La situazione è poi degenerata in una chiusura improvvisa: le porte si sarebbero chiuse dopo il mancato arrivo del mezzo. Ulteriori dettagli arrivano anche da una inviata del Regno Unito, Cat Lucy, che ha raccontato di una trasferta programmata per le otto del mattino e poi slittata senza chiarimenti, fino alla ricezione di un messaggio via SMS con l’informazione che la trasferta era stata sospesa.
Secondo la ricostruzione, la mancanza di spiegazioni avrebbe rappresentato l’elemento principale del disorientamento. Il quadro generale viene collegato alla necessità di comunicare in modo ordinato l’attività di emergenza, mentre la scelta brusca incide sulla possibilità di svolgere reportage sul terreno nella zona colpita.
reazioni sindacali: informazione verificata e soccorso come priorità
La decisione ha suscitato una risposta formale da parte dello Squadry nazionale de trabajadores de prensa (Sntp), che ha sottolineato come ostacolare i reportage sul terreno non risolva l’emergenza. Nella nota pubblicata su X, la posizione evidenzia il rischio che con il passare delle ore la situazione sanitaria possa aggravarsi, e richiama il bisogno del Paese di informazione verificata, con particolare riferimento alle necessità dei familiari delle vittime.
denunce e criticità sul campo: cadaveri, reperti nei luoghi colpiti e ostacoli ai soccorritori
Accanto alla censura sull’accesso ai media, emergono anche segnalazioni dettagliate sulle condizioni nella regione e sul funzionamento delle operazioni di gestione dell’emergenza. Fonti diplomatiche riferiscono che la scelta rientrerebbe in un’escalation interna legata alla diffusione di immagini provenienti dalla zona. Sullo sfondo vengono indicate anche numerose segnalazioni che mettono in risalto lacune dell’azione di governo di fronte alla crisi.
Nel racconto di Carlos Miura Uzcategui, la linea adottata mira a “normalizzare le cose”, con l’obiettivo di ripulire La Guaira nel minor tempo possibile per attenuare la crisi almeno in termini di percezione. Secondo la descrizione, la zona risulterebbe ancora piena di cadaveri.
collasso dell’obitorio e gestione dei corpi nel porto di la guaira
Dopo il collasso dell’obitorio di Pariata, le autorità avrebbero spostato i corpi nel Porto de La Guaira. La ricostruzione menziona sacche mortuarie sparse sul pavimento e racconta che i familiari, una volta raggiunte le installazioni, sarebbero costretti a muoversi fra i corpi in un percorso definito “pellegrinaggio” da chi cerca i propri cari.
testimonianze familiari e stime sulle vittime
È riportata la vicenda di Alejandro Marcano, che per due giorni avrebbe cercato sua figlia. La prima ricognizione non avrebbe dato esito; il riconoscimento sarebbe avvenuto successivamente tramite un anello precedentemente regalato. Nel frattempo, una stima viene descritta come “strariante”: solo nella regione, tra le macerie, potrebbero esserci oltre diecimila morti. La descrizione associa l’area a una situazione paragonabile a una città devastata da mesi e mesi di bombardamenti.
denunce su polizia e militari: prelievi da case vuote e indifferenza verso i soccorritori
Giungono anche denunce legate al comportamento di agenti di polizia e militari, descritti in filmati mentre entrano in case vuote e prelevano elettrodomestici e altri beni dalle abitazioni distrutte e abbandonate. Al quadro si aggiunge anche l’indifferenza segnalata nei confronti dei soccorritori, descritti come intenti a tentare di recuperare gli ultimi superstiti.
accuse di ostacolo ai soccorritori e timore di infiltrazioni
Nelle ultime ore, ulteriori contestazioni riguardano l’ostacolo al lavoro di alcuni soccorritori. Secondo la denuncia riportata, a Francisco Larmanda, a capo dei soccorritori cileni, sarebbe stato rivolto un avvertimento: “Potresti essere una spia!”. L’accusa specifica fa riferimento a un militare entrato nell’area del disastro mentre i soccorritori tentavano di aprire tunnel salvavita, con la richiesta di documenti per la squadra.
La ricostruzione afferma che Caracas non avrebbe controllo pieno sui propri agenti e che lo stesso controllo assoluto viene contestato anche agli Stati Uniti, che dichiarerebbero una capacità totale di gestione della situazione nel Paese. In questo contesto viene ricondotta la censura come politica che funzionerebbe a Caracas, finalizzata a impedire la conoscenza della reale portata del dramma in La Guaira e nei dintorni.
personaggi citati
- Cat Lucy
- Carlos Miura Uzcategui
- Alejandro Marcano
- Martín González
- Francisco Larmanda
