Scandalo Balogun, uefa contro infantino: credibilità del mondiale compromessa, malagò avverte

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Scandalo Balogun, uefa contro infantino: credibilità del mondiale compromessa, malagò avverte

Lo scandalo Balogun riaccende l’attenzione sul calcio europeo e apre un confronto acceso tra i regolamenti e le decisioni prese durante un torneo internazionale. Al centro della polemica c’è la sospensione, per un periodo di prova di un anno, dell’applicazione della squalifica automatica di una giornata legata a un cartellino rosso. La vicenda è stata letta come un possibile punto di rottura della certezza delle regole, con conseguenze sull’equità del torneo e sulla credibilità delle istituzioni coinvolte.

scandalo balogun e decisione uefa contro fifa

La posizione dell’UEFA è netta: la scelta di sospendere l’effetto ordinario di una squalifica automatica minima non sarebbe compatibile con il principio regolamentare che disciplina l’espulsione e le sue ricadute immediate. Nel comunicato viene chiarito che la squalifica automatica di almeno una giornata conseguente a un cartellino rosso non rappresenta una discrezionalità e non richiede l’intervento di un organo competente per produrre effetti. Secondo l’UEFA, si tratta di un punto sancito dal regolamento, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno durante un torneo in cui altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la squalifica prevista.

belgio in ricorso dopo la sospensione della squalifica

La federazione calcistica belga, secondo quanto riportato, ha deciso di presentare ricorso contro la decisione. È indicato che la federcalcio belga avrebbe inviato una lettera alla FIFA, e che un membro del comitato d’appello dell’organismo sarebbe stato incaricato di pronunciarsi sul caso con massima urgenza. Il Belgio, in parallelo, si prepara a disputare gli ottavi contro gli USA.

precedente nello scenario del torneo: rischio per equità e credibilità

La vicenda viene descritta come un grave precedente legato all’espulsione del bomber statunitense oggetto della decisione contestata. L’espulsione era stata comminata inizialmente contro la Bosnia durante i sedicesimi di finale dei Mondiali, per poi essere revocata con la concessione della sospensione della pena per un anno.

La lettura dell’UEFA insiste sul fatto che, quando l’affidabilità delle regole non viene garantita dai custodi, l’integrità del gioco risulta a rischio e la credibilità della competizione viene compromessa. L’istituzione sottolinea inoltre che una decisione di questo tipo genererebbe un precedente diretto nel torneo in corso, rendendo necessario un trattamento equo per situazioni simili, con riflessi potenzialmente negativi sulla competizione stessa.

reazioni europee e richiesta di chiarimento fifa

Le critiche non restano confinate alla posizione dell’UEFA: anche altre federazioni europee avrebbero espresso disappunto, mostrando solidarietà al Belgio considerato danneggiato dalla decisione. Al centro del confronto emerge anche la richiesta di trasparenza sulle circostanze che avrebbero preceduto la sospensione.

bernd neuendorf: influenza politica e integrità della competizione

Bernd Neuendorf, presidente della Federcalcio tedesca, chiede che la FIFA faccia chiarezza in merito a notizie secondo cui la decisione sulla sospensione del cartellino rosso sarebbe stata preceduta da una telefonata tra Donald Trump e Gianni Infantino. Neuendorf afferma che l’impressione di un’influenza attiva della politica sullo sport deve essere dissipata rapidamente e in modo convincente, perché in gioco sarebbero integrità della competizione e credibilità della FIFA.

giovanni malagò su radio anch’io sport: meritocrazia e precedente

Giovanni Malagò, nuovo presidente FIGC, interviene collegandosi al tema del precedente considerato pericolosissimo. Viene riportata l’esigenza che le parti interessate se ne rendano conto: secondo la sua posizione, quando una decisione risulta favorevole a una parte perde la meritocrazia che costituisce la base del calcio.

Malagò racconta anche le modalità con cui sarebbe venuto a conoscenza della vicenda: un afflusso di messaggi da uffici stampa, giornalisti e dirigenti lo avrebbe informato della storia. Descrive la situazione come un’assurdità e afferma di aver esaminato l’articolo 27 del codice disciplinare FIFA, sostenendo che non sarebbe replicabile ai campionati nazionali. Nel suo ragionamento aggiunge che, nel caso contrario, si arriverebbe a uno scenario estremamente critico. Richiama inoltre un precedente con Cristiano Ronaldo legato a una squalifica multipla e un altro caso risalente addirittura al 1962, definendoli con un evidente sapora politico.

accuse a infantino e risposta di joseph blatter

Tra le altre voci che esprimono la propria posizione emerge il commento dell’ex presidente della FIFA Joseph Blatter, che attacca Infantino sostenendo che i cartellini rossi non vengono ribaltati tramite telefonate politiche, bensì tramite regole, prove e organismi indipendenti.

Le critiche, secondo il quadro riportato, ruotano ancora una volta attorno al possibile ruolo di Donald Trump: viene formulata una domanda sulla direzione della FIFA, collegata all’idea che un intervento da parte di un presidente degli Stati Uniti e il coinvolgimento del presidente della FIFA possano portare a uno scenario in cui un giocatore venga scagionato prima di una partita a eliminazione diretta della Coppa del Mondo. In questa prospettiva, il calcio non dovrebbe trasformarsi in un terreno per il potere politico.

personalità citate nella vicenda

  • Folarin Balogun
  • Gianni Infantino
  • Donald Trump
  • Bernd Neuendorf
  • Giovanni Malagò
  • Joseph Blatter
  • Cristiano Ronaldo
Scandalo Balogun, l’Uefa contro Infantino: “La credibilità del Mondiale è compromessa”. Malagò: “Un precedente pericolosissimo”

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