Ndrangheta, il potere di Platì e i rapporti con gli spioni di equalize: parla l’ex pentito Romeo

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Ndrangheta, il potere di Platì e i rapporti con gli spioni di equalize: parla l’ex pentito Romeo

Un interrogatorio registrato nel 1996 e una sentenza d’Appello emessa il 24 giugno 2026 riportano al centro il tema del potere della ’ndrangheta di Platì e dei suoi equilibri. A emergere non è soltanto il quadro delle attività contestate, ma soprattutto la rete di rapporti e presunti canali di influenza che, secondo quanto ricostruito, avrebbe attraversato affari, relazioni e decisioni considerate determinanti per gli assetti mafiosi.

Nel contesto del processo collegato alla società Equalize, dove gli approfondimenti hanno riguardato anche accessi abusivi a database e la produzione di report ritenuti illeciti, si apre uno spazio di lettura che punta ai “convitati di pietra” menzionati nelle ricostruzioni. Le conversazioni attribuite a figure provenienti da Platì ruoterebbero attorno a sequestri di persona, interessi di uno Stato deviato e alle dinamiche tra boss e assetti di vertice. Il bar Cimmino di piazza Fontana viene indicato come luogo di incontro, descritto come snodo grazie a conoscenze già consolidate.

’ndrangheta di platì e processo equalize: il focus sugli equilibri locali

Le ricostruzioni richiamano famiglie di Platì, tra cui i Barbaro, i Papalia, i Perre e i Trimboli. In particolare, il riferimento centrale riguarda il ruolo dei Barbaro, descritti come il gruppo che comanda. Nel processo Equalize, nel filone relativo a una tentata estorsione con metodo mafioso, risultano oggi imputati due soggetti indicati come appartenenti a quel clan, definiti ancora incensurati nelle ricostruzioni.

Un passaggio importante riguarda la figura di Rosario Barbaro, ritenuto dai magistrati capo di Platì e legato a un quadro operativo delineato attraverso l’indagine Saggezza. La sentenza di Appello del 24 giugno 2026 impone una condanna non definitiva: 12 anni per associazione mafiosa, qualificandolo come esponente di vertice del locale di Platì. La decisione incorpora uno sconto di pena rispetto alle valutazioni precedenti.

La posizione giudiziaria si collega anche alla figura di Pasquale Barbaro, indicato come padre di Rosario Barbaro e indicato come incensurato. Pasquale Barbaro risulta oggi imputato nel processo Equalize per un’ipotesi collegata alla tentata estorsione.

annunziatino romeo: verbale del 1996, contestazioni e cambio di versione

Il contenuto dell’interrogatorio del 16 maggio 1996 viene attribuito ad Annunziatino Romeo, altro imputato del procedimento Equalize. Romeo risulta collaboratore a partire dal 1995 e, un anno dopo, registra un interrogatorio davanti al magistrato Roberto Pennisi. Quel materiale, rimasto inedito fino a tempi recenti, viene depositato nell’ambito del processo milanese da parte del pubblico ministero Francesco De Tommasi.

Il documento viene descritto come una trascrizione registrata, con data e luogo dell’interrogatorio, ma priva di controfirma sia del pm sia dell’allora collaboratore. In aula a Milano, e in precedenza durante il processo definito ’Ndrangheta stragista a Reggio Calabria, Romeo avrebbe rinnegato le affermazioni, sostenendo che a parlare non sarebbe lui oppure dichiarando di non ricordare.

Ne deriva un sospetto articolato dai magistrati: l’ipotesi di minacce come possibile spiegazione del ritrattamento. A sostegno della credibilità parziale del racconto si richiama la conferma, trent’anni dopo, di elementi presenti nella sentenza d’Appello.

interrogatorio 1996 e presunti vertici di platì: famiglie, cerchie e decisioni

Secondo la trascrizione, Romeo colloca la propria posizione all’interno di un’organizzazione facente capo a Saverio Morabito e ai fratelli Sergi di Platì, operanti a Corsico. Romeo dichiara di essere collegato con Rosario Barbaro, indicato come il riferimento principale, e di svolgere un ruolo descritto come factotum. Nel racconto emergono anche contatti con soggetti indicati come Saverio Barbaro U Pillari e Giuseppe Barbaro U Nigru, oltre a Giuseppe Perre u Maistru. Il locale di Platì viene descritto come “numero uno” in Calabria.

Nel contesto processuale successivo, Romeo aggiorna la posizione, negando rapporti con Rosario Barbaro e precisando di non aver mai fatto il suo autista. Le dichiarazioni attribuite all’interessato cambiano dunque nel tempo, con una versione che si discosta da quella riportata nell’interrogatorio del 1996.

strategie mafiose: leadership di platì e ruolo politico nei racconti di romeo

La trascrizione attribuita a Romeo inserisce Platì in un disegno di potere articolato su più livelli. Viene indicato che a Platì esisterebbero quattro famiglie, ma che farebbero tutte riferimento a Rosario Barbaro. Nel racconto compare un soggetto, descritto come fratello di un noto ex generale dei carabinieri, indicato come X, definito massimo esponente della politica in Calabria.

Secondo la ricostruzione riportata, l’obiettivo sarebbe stato far sì che Platì assumesse la leadership della ’ndrangheta in Calabria. La stessa dinamica viene collegata a un accordo preso con la Camera di Platì, indicata come vertice composta da Rosi Barbaro, Peppe u Nigru e Domenico Papalia.

Di Domenico Papalia Romeo viene riportato come un soggetto che rappresenta la propria famiglia e, nel racconto, sarebbe anche definito come rappresentante nazionale della ’ndrangheta. In tale prospettiva, il testo lo qualifica come “il cervello” e collega la compattezza e la posizione di preminenza di Platì alla presenza di figure considerate influenti.

massoneria e incontri riservati: collegamenti e trasmissione delle decisioni

Le affermazioni attribuite a Romeo includono anche incontri a carattere riservato nei quali sarebbe presente una dimensione massonica nella zona della Locride. Nel racconto, la partecipazione sarebbe connessa alla vicinanza a Rosario Barbaro e a un presunto accesso privilegiato.

Le riunioni descritte si svolgerebbero ad Africo con una cadenza mensile: le decisioni adottate nel contesto locale verrebbero poi trasportate a Reggio Calabria, dove i rappresentanti della massoneria si riunirebbero anche da Don Stilo una volta al mese per definire le strategie da mettere in atto. Nel racconto emerge anche il collegamento di X al contesto massonico e la finalità di prendere in mano tutta la strategia, con l’indicazione che un gruppo di ’ndrangheta, un locale, anche forte per numeri e capacità economiche, possa fare ben poco senza un appoggio in politica.

Nel quadro riferito, uno dei vantaggi sarebbe la possibilità di mantenere “buono” il soggetto politico indicato, così da comprendere se vi fossero indagini o procedimenti aperti. Il racconto si chiude con l’idea che il potere di Platì rappresenti un elemento valido nel tempo, “ieri come oggi”.

convitati di pietra e rete di contatti: la soglia di milano e il bar cimmino

Accanto alle ricostruzioni giudiziarie, la narrazione complessiva inserisce i rapporti tra soggetti legati a Platì e ambienti esterni. Vengono richiamati incontri che, secondo l’accusa e le ricostruzioni, arrivano fino alla soglia dell’ufficio al quinto piano di un palazzo in via Pattari a Milano. In tale contesto viene citata la società Equalize e la sua struttura descritta come centrale di dossieraggi illegali, finita nel mirino della Procura.

Le relazioni sarebbero inoltre passate dal bar Cimmino di piazza Fontana, dove i soggetti provenienti da Platì avrebbero discusso di temi come affari, sequestri di persona, equilibri mafiosi e interessi attribuiti a uno Stato deviato. Le conversazioni sarebbero state favorite, nelle ricostruzioni, anche dalla conoscenza con Carmine Gallo.

In questa cornice, la centralità della figura di Platì viene rafforzata da una catena di elementi: dagli incontri alle presunte strategie, fino alla conferma parziale contenuta nella condanna di Appello per Rosario Barbaro, non definitiva, per associazione mafiosa.

Personaggi menzionati:

  • Annunziatino Romeo
  • Roberto Pennisi
  • Francesco De Tommasi
  • Rosario Barbaro
  • Pasquale Barbaro
  • Pasquale Barbaro (citato come padre di Rosario Barbaro)
  • Carmine Gallo
  • Samuele Sam Calamucci
  • Enrico Pazzali
  • Saverio Morabito
  • Sergi (fratelli)
  • Saverio Barbaro U Pillari
  • Giuseppe Barbaro U Nigru
  • Giuseppe Perre u Maistru
  • Rosi Barbaro
  • Peppe u Nigru
  • Domenico Papalia
  • X (fratello di un noto ex generale dei carabinieri)
  • Generale dei carabinieri (citato tramite il fratello indicato come X)
‘Ndrangheta, il potere di Platì e i rapporti con gli spioni di Equalize. L’ex pentito Romeo: “Tutti fanno capo a Rosario Barbaro. Sono i numeri uno”
Categorie: Cronaca

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