Mondiali 2030 con 64 squadre torneo XXL per l’italia e cosa decide fifa

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Mondiali 2030 con 64 squadre torneo XXL per l’italia e cosa decide fifa

I Mondiali 2026 sono ormai prossimi alla chiusura, ma il dibattito resta acceso già sul prossimo appuntamento iridato, quello del 2030. Al centro delle discussioni c’è la possibilità di trasformare ulteriormente il torneo, arrivando a un ampliamento delle partecipanti: dall’attuale ipotesi di 48 squadre fino a 64. Le indicazioni arrivano dal presidente della Fifa Gianni Infantino, che ha ribadito l’importanza di una Coppa del Mondo davvero globale, non legata a sole aree geografiche.

mondiali 2030 e proposta 64 squadre, la posizione fifa di infantino

Secondo quanto riportato, la Fifa sta valutando un aumento del numero delle nazionali ammesse, passando da 48 a 64. Il tema entrerà nel vivo attraverso l’analisi nelle commissioni competenti dopo i Mondiali 2026. Infantino collega la scelta organizzativa a un principio di base: la Coppa del Mondo deve essere pensata per tutto il mondo, con un’apertura che includa anche i contesti meno rappresentati.

Il presidente Fifa sostiene che la competizione debba consentire a ogni paese di puntare al sogno della partecipazione. In tale prospettiva, l’allargamento a 48 squadre, a suo giudizio, si è rivelato un successo, smentendo i timori di una fase iniziale meno qualitativa. Infantino afferma che la qualità delle squadre risulta elevata e in continua crescita in tutto il mondo.

Il ragionamento viene ulteriormente sintetizzato in un passaggio chiave: se ai paesi più piccoli non viene offerta l’opportunità di prendere parte ai Mondiali, verrebbe a mancare lo stimolo a continuare a migliorare. In questa logica, un’edizione con 64 squadre rappresenterebbe una chance aggiuntiva per le nazionali meno accreditate e, nel quadro sportivo, offrirebbe spazio anche a chi, come l’Italia, ha mancato l’obiettivo di accedere alla fase finale nelle ultime tre edizioni.

allargamento ai mondiali, effetti e obiettivo globale

Nel quadro delle dichiarazioni, l’aumento delle partecipanti viene presentato come leva per aumentare l’inclusione e la spinta competitiva a livello internazionale. Il passaggio a 48 squadre viene interpretato come un risultato positivo, con conseguenze positive sia sull’andamento del torneo sia sul livello complessivo delle squadre coinvolte.

Il punto centrale resta la convinzione che una Coppa del Mondo più larga possa sostenere il miglioramento dei programmi nazionali. In assenza della possibilità di partecipare, la crescita sarebbe meno sostenuta nel lungo periodo, perché verrebbe meno la motivazione che deriva dall’accesso a una competizione di tale portata.

impostazione del torneo e questione opportunità per i paesi meno rappresentati

La prospettiva espressa da Infantino mette in collegamento opportunità e sviluppo: la partecipazione ai Mondiali viene indicata come fattore capace di alimentare la progressione delle compagini nazionali, soprattutto nei contesti che in passato hanno incontrato maggiori ostacoli nell’accesso alla fase finale.

mondiali 2030: sudamerica e organizzazione tra 6 nazioni e 3 continenti

La proposta di un Mondiale extralarge si inserisce in un contesto già complesso per i Mondiali 2030, indipendentemente dal numero delle squadre. La competizione è prevista in 6 nazioni distribuite su 3 continenti. L’impianto logistico richiamato include Uruguay, Argentina e Paraguay, con un avvio della manifestazione che vede Uruguay come paese ospitante del 1930 e Argentina come vincitrice dell’edizione 2022. Il Paraguay ospita invece una partita in quanto sede della Conmebol, la confederazione sudamericana.

Le restanti partite, con lo scenario indicato, verrebbero disputate tra Marocco, Portogallo e Spagna. In base al conteggio citato, il totale delle partite cambierebbe a seconda della quantità di squadre: viene indicata la differenza tra 101 gare nello scenario con 48 squadre e un numero maggiore in caso di espansione.

proposte e tempistiche: uruguay e conmebol

L’idea di un super Mondiale a 64 squadre viene attribuita a una proposta formulata dal dirigente uruguaiano nel marzo dell’anno precedente. Successivamente, a novembre 2025, la questione viene ripresa dal paraguayano Alejandro Dominguez, presidente della Conmebol e vicepresidente della Fifa. Il quadro delle posizioni esterne vede Uefa e Concacaf non particolarmente favorevoli all’ipotesi XXL, mentre l’interesse sudamericano viene descritto come collegato alla pianificazione organizzativa.

ragioni del sudamerica: calendario ospitalità e vantaggio logistico

La spinta dell’area sudamericana è connessa alle regole che riguardano la disponibilità di un continente a ospitare la Coppa del Mondo: la Fifa prevede che ogni continente possa ospitare la competizione una volta ogni tre edizioni. Nel caso specifico, lo schema dei Mondiali 2030 con il coinvolgimento di Argentina, Paraguay e Uruguay comporterebbe l’esclusione dell’organizzazione per quel continente almeno fino al 2042.

Un torneo a 64 squadre viene presentato come soluzione capace di aumentare la sostenibilità organizzativa per Uruguay, Argentina e Paraguay, consentendo a ciascun paese di ospitare un intero girone. Questo aspetto risulterebbe utile per rendere più gestibile il lungo periodo di inattività organizzativa previsto dalle regole per le tre edizioni successive.

personalità citate nelle dichiarazioni sul formato dei mondiali

Le posizioni riportate fanno riferimento ad alcune figure chiave coinvolte nel dibattito sulla dimensione del torneo e sull’organizzazione futura.

  • Gianni Infantino
  • Alejandro Dominguez

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