Love letters e separazioni: due film sulla famiglia e sulla comunità lgbtq+

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Love letters e separazioni: due film sulla famiglia e sulla comunità lgbtq+

Due storie accendono lo sguardo sulle relazioni familiari e sulle nuove forme di genitorialità, intrecciando attese, assenze e passaggi complessi della vita. Separazioni porta in montagna un dramma costruito su silenzi e distanza, mentre Love Letters affida a una commedia sentimentale la luce su dubbi, sostegni e ostacoli burocratici legati all’attesa di un primo figlio.

separazioni: dramma in bianco e nero tra perdita e ricerca

Con Separazioni, Stefano Chiantini raggiunge il decimo film della sua carriera. Da sempre vicino alle dinamiche familiari, il regista concentra la narrazione su relazioni difficili o nascoste dietro silenzi, distanza e apparenze. La vicenda si apre nel cuore nevoso della montagna abruzzese durante un inverno immobile, reso dal bianco e nero di Paolo Carnera.

La fotografia di Carnera, vincitore quest’anno del suo secondo David di Donatello per La Città Proibita, scolpisce lo scenario in cui la coppia interpretata da Adriano Giannini e Barbora Bobulova affronta una crisi. La coppia ha due figli adolescenti: durante una salita, la figlia minore, nonostante sia esperta di escursionismo, risulta dispersa.

tempi dilatati e tensione: attese per le ricerche e elaborazione della perdita

Il film sviluppa un dramma che richiama l’idea della stanza del figlio per quanto riguarda il nodo emotivo centrale, mantenendo però un tono più asciutto e meno incline alle lacrime. La regia costruisce un crepuscolo tensivo che alterna l’attesa per le ricerche alla lenta elaborazione della perdita. I tempi dilatati seguono un ritmo composto e razionale, con uno sguardo attento alla solidità delle storie.

La narrazione valorizza anche momenti in cui i sensi di colpa emergono solo attraverso un canale inatteso, ad esempio quando un ragazzo li mostra solo al nonno. Intorno ai protagonisti si muovono figure attraversate da segreti e da risonanze intime.

paesaggio dominante e simboli visivi: natura, sacro e profano

Esteticamente, Carnera rende la natura un elemento che sovrasta e condiziona lo spazio emotivo. L’immagine include un’iconica Madonnina della seggiovia e un’inquadratura della Bobulova con un fardello invisibile che richiama un dipinto: Il viandante sul mare di nebbia, riletto però al femminile. Il film alterna sacro e profano, con la natura bianca descritta come un muro emotivo che sottomette i protagonisti al mistero, pur mantenendo un effetto capace di abbracciare il pubblico anche in un contesto percepito come caldo sullo sfondo.

distribuzione e sostegni: Fandango e Abruzzo Film Commission

La distribuzione è affidata a Fandango. Il film rientra tra i primi sostenuti dalla nuova Abruzzo Film Commission. L’impianto complessivo viene presentato con tutte le potenzialità per una diffusione anche all’estero.

love letters: attesa del primo figlio e cavilli legali nella coppia

Se Separazioni guarda la famiglia attraverso il paradigma della perdita, Love Letters parte dall’attesa per una nuova nascita. La storia si colloca a Parigi nella primavera del 2014, quando la Francia approva la proposta di legge per il matrimonio tra persone dello stesso sesso. L’incipit introduce Nadia e Céline, in attesa del loro primo figlio, concepito grazie a un donatore selezionato all’estero.

una commedia sentimentale tra fragilità e compliciità

L’opera prima di Alice Douard, già vincitrice del César 2024 per il miglior cortometraggio con L’Attente, mette al centro la vita di due donne durante la gravidanza. Sul grande schermo scorrono dubbi, sostegno, fragilità, attriti e complicità, con emozioni che si succedono come una vera girandola che accompagna il percorso di coppia.

La regia affronta anche un punto delicato con lucidità: emergono cavilli legali che risultano complessi da gestire per la madre non incinta. Il film chiarisce che solo quella naturale acquisisce automaticamente i diritti da genitrice, mentre l’altra, pur essendo sposata con la prima, deve ricorrere a un iter burocratico che porta all’adozione. Il tutto è accompagnato da tasse esorbitanti.

interpretazioni e gioco emotivo: Monia Chokri e Noémie Lvovsky

Con il suo cinema del reale, Douard realizza una commedia sentimentale capace di non banalizzare la sceneggiatura sottile e densa di spunti sul cammino verso una parità di diritti nell’ambito del mondo Lgbtq+. L’equilibrio non perde la giocosità che accompagna ogni nascita.

Il film alterna momenti quasi tragicomici in cui pregiudizi, ingenuità e piccole ottusità etero si insinuano in scambi e frecciatine rivolte ai parenti. Emergono anche difficoltà di comprensione in mariti alle prese con il tema e incontri con dottorini ancora inesperti nel rapporto con il paziente. L’insieme restituisce l’idea che anche un piccolo film possa raccontare molto sulle nuove famiglie e far emergere sfumature capaci di ostacolare, o di rendere più sensibili, i percorsi di vita.

messaggio: l’importanza delle piccole cose nella vita di coppia

La narrazione insiste sul valore delle piccole cose che per le coppie etero sarebbero percepite come un fluire scontato. In Love Letters la medesima naturalezza diventa terreno da riconquistare tra regole, tempi e scelte.

personaggi e interpreti principali

  • Adriano Giannini
  • Barbora Bobulova
  • Monia Chokri
  • Noémie Lvovsky
  • Stefano Chiantini
  • Alice Douard
  • Paolo Carnera
‘Love Letters’ e ‘Separazioni’: due film da non perdere sui temi della famiglia, della perdita e dei diritti Lgbt

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