Ilaria Salis condannata per licenziamento ingiustificato di due dipendenti

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Ilaria Salis condannata per licenziamento ingiustificato di due dipendenti

Una decisione giudiziaria arriva a chiarire le conseguenze di licenziamenti decisi senza giusta causa e senza preavviso, nell’ambito dei rapporti di collaborazione legati a un mandato parlamentare. Il Tribunale di Milano, sezione Lavoro, ha condannato Ilaria Salis per il recesso di due collaboratori, riconoscendo l’assenza delle condizioni necessarie e quantificando un risarcimento complessivo per i mancati guadagni fino alla fine del mandato.

condanna per licenziamento senza giusta causa a ilaria salis

Secondo quanto risulta dalla sentenza del Tribunale di Milano - sezione Lavoro, Ilaria Salis è stata condannata per aver proceduto al licenziamento di due collaboratori senza giusta causa. Il provvedimento precisa che i collaboratori avevano un rapporto contrattuale con scadenza prevista al termine del mandato parlamentare, ma i recessi sono avvenuti solo dopo pochi mesi e senza preavviso.

ruolo dei collaboratori e mansioni nel mandato

Il contesto contrattuale descritto nella sentenza riguarda due rapporti di collaborazione avviati con durata collegata al mandato parlamentare. I contratti risultavano entrambi con scadenza fissata al 16 luglio 2029.

Le attività svolte dai collaboratori presentavano contenuti sovrapponibili, con una retribuzione mensile indicata come 2.900 euro e 3.000 euro. Le mansioni riguardavano lo sviluppo di progetti per valorizzare il ruolo della parlamentare europea, oltre alla progettazione e gestione di campagne ed eventi in Italia e all’estero. Rientravano inoltre attività di assistenza per i contatti con le autorità e consulenze in ambito politico, con impostazione strategica e tattica.

recessi anticipati e motivazioni contestate

Il quadro delineato nella sentenza racconta un passaggio dalla collaborazione a una rottura progressiva. Per un’assistente è stato disposto un recesso anticipato, motivato dal venir meno del rapporto fiduciario e descritto come una situazione di incompatibilità ambientale e personale. Per un collega, invece, l’incarico è stato revocato con effetto immediato, richiamando la manifesta insoddisfazione rispetto ai contenuti della collaborazione.

Nel percorso giudiziario, la contestazione si concentra sul punto decisivo della giusta causa. Il Tribunale evidenzia che, nel giudizio, spetta alla datrice di lavoro l’onere della prova della giusta causa, indicando che tale prova non sarebbe stata adeguatamente assolta.

contumacia e mancato assolvimento dell’onere della prova

La sentenza riporta che, rimanendo contumace, Ilaria Salis non avrebbe assolto all’onere necessario. Di conseguenza, il Tribunale ha affermato l’insussistenza della giusta causa nei recessi impugnati.

Nel verdetto dello scorso marzo, inoltre, emerge un ulteriore elemento legato alla notifica del ricorso introduttivo: la mancata riuscita della notifica sarebbe collegata all’indirizzo ufficiale di residenza risultante non raggiungibile, con i due ex collaboratori assistiti dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto.

risarcimento per mancati guadagni e spese legali

Il provvedimento quantifica un risarcimento complessivo. La cifra indicata in sentenza ammonta a 300.900 euro per il danno legato ai mancati guadagni fino alla fine del mandato. A questa somma si aggiunge l’importo di 10mila euro per le spese legali.

Il giudizio viene così a definire l’esito economico della controversia, collegando i recessi anticipati alla necessità di riconoscere ai collaboratori le somme corrispondenti ai periodi non lavorati entro la durata contrattuale.

contesto politico e riferimento al mandato

Ilaria Salis, dopo l’esperienza giudiziaria collegata alla detenzione in Ungheria per fatti avvenuti durante manifestazioni del cosiddetto Giorno dell’Onore, viene eletta europarlamentare nel giugno 2024 con Alleanza Verdi e Sinistra.

Nel quadro descritto, la collaborazione con i due assistenti contribuisce alla fase iniziale del mandato, salvo poi interrompersi con i provvedimenti di recesso che hanno dato origine alla controversia davanti al Tribunale di Milano.

persone citate nella vicenda

La sentenza e le ricostruzioni riportano i seguenti nominativi legati alla procedura e agli elementi citati:

  • Ilaria Salis
  • Franco Caroleo
  • Francesca Verdura
  • Tiziana Laratta
  • Sergio Romanotto
Categorie: PoliticaCronaca

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