Hannoun carcere: aiutare i palestinesi non è terrorismo
Dal carcere di massima sicurezza, Mohammad Hannoun consegna una “Lettera a un giudice” in cui ricostruisce l’attività svolta negli anni a sostegno della popolazione palestinese e chiede un accertamento obiettivo dei fatti. Le sue dichiarazioni si inseriscono in un procedimento in cui l’accusa contesta l’ipotesi di finanziamento al terrorismo palestinese, mentre la difesa insiste sulla trasparenza e sulla natura umanitaria dei progetti promossi dall’associazione.
mohammad hannoun dal carcere: lettera, coerenza e richieste di accertamento
Hannoun afferma che, qualora le attività di sostegno alle vittime, la denuncia delle sofferenze della popolazione civile e la difesa dei principi di umanità dovessero essere interpretate come elementi di terrorismo, risulterebbe confermata la coerenza delle convinzioni e delle azioni. La lettera nasce dall’esigenza di ottenere verifiche e un giudizio fondato su elementi concreti.
arresto e contestazioni: finanziamento al terrorismo e quadro cautelare
Il presidente dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (Abspp odv) è stato arrestato il 27 dicembre 2025, con l’accusa di finanziamento al terrorismo palestinese. Secondo quanto riportato, la Procura di Genova ritiene che parte dei fondi raccolti come aiuti umanitari sia arrivata ad associazioni riconducibili a Hamas.
Il Tribunale del Riesame aveva confermato il quadro indiziario, escludendo però il materiale proveniente dall’intelligence israeliana. Successivamente, ad aprile, la Cassazione ha annullato con rinvio le ordinanze cautelari, chiedendo di verificare fonti dell’indagine, natura delle organizzazioni finanziate e consapevolezza degli indagati rispetto alla destinazione dei fondi.
stato detentivo e comunicazioni con i familiari
Hannoun resta in carcere. Dal giorno dell’arresto, riferisce il legale, non gli sarebbe stato consentito di incontrare i familiari in presenza, ma soltanto tramite videochiamata, nonostante le richieste ripetute dei difensori.
fondi e finalità associative: trasparenza, leggi e cooperazione umanitaria
Hannoun sostiene che i fondi raccolti siano stati destinati integralmente a progetti coerenti con le finalità statutarie dell’associazione: solidarietà internazionale, cooperazione tra i popoli e sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle condizioni di vita della popolazione palestinese.
progetti di carattere umanitario e sociale
Nella lettera, Hannoun descrive programmi di adozione a distanza destinati a bambini rimasti orfani, con l’obiettivo di garantire sostegno economico, assistenza sanitaria e migliori opportunità di crescita e formazione. Sono indicate anche iniziative rivolte al sistema scolastico palestinese, con fornitura di materiale didattico e supporto agli studi superiori e universitari.
Viene inoltre richiamata l’assistenza alle fasce più vulnerabili tramite distribuzione di pasti caldi, pacchi alimentari, kit igienici e contributi economici per far fronte a bisogni essenziali.
manifestazioni e iniziative di sensibilizzazione
La cornice delle attività include la partecipazione a manifestazioni pubbliche e iniziative di sensibilizzazione basate sui valori della pace, della giustizia, dell’uguaglianza e della fratellanza tra i popoli. Hannoun riferisce di aver espresso pubblicamente posizioni critiche sulle politiche e sulle azioni che avrebbero determinato gravi conseguenze per la popolazione civile palestinese, dichiarando anche di aver denunciato ogni atto di terrorismo.
Nel testo viene indicato inoltre il richiamo a dichiarazioni pubbliche attribuite a esponenti israeliani, definite da Hannoun come significative per comprendere il contesto in cui si sarebbero sviluppati tali eventi.
distinzione tra aiuti umanitari e Hamas: dichiarazioni pubbliche e posizionamento
Hannoun ribadisce una netta distinzione tra sostegno alla popolazione palestinese e sostegno a Hamas. Nel novembre 2023, durante una manifestazione per chiedere che il governo facilitasse una missione per portare aiuti umanitari e medicinali a Gaza, avrebbe scandito al microfono che i palestinesi non sono Hamas e che l’obiettivo sarebbe stato fermare la guerra e lo stop al massacro. Nella stessa occasione avrebbe condannato ogni forma di terrorismo, includendo quello dello Stato israeliano definito come responsabile di uno sterminio a Gaza.
In un’intervista riportata, viene attribuita a Hannoun l’affermazione di condannare ogni forma di terrorismo senza distinguere tra musulmani, cristiani ed ebrei, con l’indicazione di un focus sulla necessità di salvare vite umane.
principi richiamati nella lettera: tutela della vita e diritto internazionale
Nella lettera, Hannoun richiama una contrapposizione tra chi opera per tutela della vita, giustizia e uguaglianza, e chi perseguirebbe logiche di dominio tramite ricorso alla forza e guerra. Viene ribadita la scelta associativa di schierarsi “dalla parte delle vittime”, con identificazione nelle aspirazioni del popolo palestinese verso libertà, autodeterminazione e piena tutela dei diritti riconosciuti dal diritto internazionale.
impianto accusatorio e sviluppi giudiziari: rinvii, verifiche e punti contestati
L’impianto accusatorio viene descritto come analogo ad altri procedimenti già esaminati a Genova e Roma, poi archiviati. In quelle sedi, i giudici avrebbero escluso che destinare aiuti anche, tra gli altri beneficiari, agli orfani di “miliziani palestinesi” fosse sufficiente a dimostrare un finanziamento ad Hamas. Sarebbe stata inoltre ribadita la necessità di distinguere tra fondi destinati ad attività terroristico-militari e aiuti rivolti a finalità socio-assistenziali, anche quando gli enti operano in territori governati da Hamas.
posizione della difesa e contestazioni sui provvedimenti cautelari
Per Dario Rossi, insieme a Fabio Sommovigo, la seconda ordinanza cautelare riprenderebbe in larga parte quella già annullata con rinvio dalla Cassazione. L’accusa si concentrerebbe sul denaro inviato a Gaza e sui rapporti di Hannoun con Osama Alisawi, indicato come legato ad Hamas. Secondo la difesa, resterebbero congetture basate su un’interpretazione ritenuta unilaterale e forzata degli elementi indiziari.
Rossi richiama anche quanto richiesto dalla Cassazione: accertare se le associazioni destinatarie fossero realmente un paravento per finanziare Hamas. La difesa sostiene che il nuovo provvedimento non avrebbe colmato i vuoti indicati.
tracciabilità dei finanziamenti e caso degli orfani
Secondo quanto riportato, agli atti sarebbero presenti ricevute dei beneficiari e altri elementi che documenterebbero la tracciabilità dei finanziamenti e il loro impiego per attività benefiche. Il legale cita il caso degli orfani: l’accusa contesta il sostegno a 21 minori indicati come figli di “martiri”, mentre la difesa afferma che il Tribunale li equipari a terroristi.
Rossi sostiene che si tratterebbe di 21 minori su circa 1500 orfani assistiti dall’associazione nel corso degli anni.
messaggio finale di Hannoun
Hannoun ribadisce che la solidarietà, la beneficenza e l’assistenza umanitaria rappresentano la ragione dell’esistenza associativa. Conclude con la richiesta che nella sede giudiziaria prevalgano i principi del diritto, l’accertamento obiettivo dei fatti e il rispetto delle garanzie fondamentali
