Generale vannacci perché non potrebbe seguire un profilo come il tuo o sarebbe una sconfitta
Tanti anni fa, sui Navigli, si è verificato un incontro destinato a restare impresso: un uomo sui sessant’anni, con capelli brizzolati e occhi azzurro purissimo, dal tono non freddo ma caldo, accogliente e umano. L’atmosfera del momento si è concretizzata al tavolo di un bar, quando l’uomo ha scelto di presentarsi con un’uscita inattesa: “Non indovinerai mai che lavoro faccio”.
La conversazione è diventata subito un gioco: sono state chiamate in causa diverse possibilità professionali, con una sequenza di ipotesi che non è riuscita a cogliere la risposta finale. Chimico, spazzino, minatore, venditore di cammelli, idraulico, fisioterapista, industriale, tessitore, psicologo, gruista e proctologo: nessuna delle opzioni proposte ha centrato la verità. La reazione dell’uomo è rimasta divertita, mentre incalzava con un atteggiamento da sfida continua: “Ti arrendi? Non ci arriverai mai”. Poi è arrivata la rivelazione.
incontro sui navigli e la rivelazione: generale dell’esercito italiano
La risposta, inattesa e spiazzante, ha chiuso il cerchio della domanda iniziale. L’uomo si è descritto come un generale dell’esercito italiano. La sorpresa è stata duplice: da un lato l’incredulità per l’incastro tra ruolo militare e interesse verso le vicende di un filmmaker descritto come poeta e fancazzista, dall’altro la gratificazione di un gesto concreto, perché non si è limitato a seguire quelle avventure.
Il generale ha infatti voluto conoscere personalmente la persona coinvolta nell’episodio e, come parte dell’incontro, offrire un gin tonic sui Navigli. Il quadro che ne è derivato è quello di un contatto diretto, costruito con curiosità reciproca e una dose di ironia che rende l’episodio ricordabile.
varietà del pubblico e tipologie incontrate: da gigolò a psichiatri
La varietà dell’essere umano viene messa in relazione con la varietà del pubblico: nel racconto compaiono molte categorie descritte come parte dell’ampiezza di persone incontrate. Tra queste si citano gigolò, no vax, complottisti, poeti, private banker e psichiatri. Il panorama si amplia con la presenza di fotografi, necrofori e transessuali siciliani, fino a includere chi vive depressione cronica.
All’interno di questa gamma, l’elemento mancante percepito è proprio quello del generale dell’esercito, rendendo l’incontro sui Navigli un tassello inatteso. Il messaggio complessivo che emerge è che, secondo quanto riportato, il rapporto con il pubblico consente di arrivare a ogni tipologia umana.
posizioni politiche e idea di accoglienza multicolore
Nel racconto vengono delineate convinzioni esplicite: l’impostazione di un eventuale progetto politico verterebbe su un ordine di priorità dichiarato come “prima i migranti, poi gli italiani”. Il quadro presentato sostiene di essere schierati dalla parte dei più deboli, di chi fugge da miseria o guerra, con un’idea di accoglienza multicolore e musicale.
Si afferma inoltre una visione basata su una costante fusione interrazziale, con una formulazione che collega tale concetto anche alla dimensione culturale. Nel testo viene posta attenzione sullo scambio etnico culturale e su una pigmentazione arcobaleno. Il sentimento espresso verso alcuni aspetti della cultura italiana è presentato tramite un’immagine alimentare ricorrente, con riferimento a mozzarelline e a specifiche varianti, utilizzate come veicolo di critica.
linguaggio e legislazione della razza: “incresciose” e conseguenze
Nel racconto compare un passaggio collegato al linguaggio usato da Vannacci. Viene riportata una frase pronunciata alla Versiliana, dove l’espressione impiegata per descrivere la legislazione della razza ai tempi del Duce è “incresciose”. La registrazione verbale viene associata alla valutazione della legislazione come leggi incresciose e viene citata l’idea che, a giudicare dal linguaggio attribuito, emergano anche valutazioni su campi di sterminio e sulla Shoah.
Il testo inserisce inoltre un confronto con un’altra figura chiamata Sallusti-Nosferatu, descritta nell’atto di annuire con un ghigno e con camicia bianca sbottonata. In parallelo, viene riportata una sequenza di parole ricorrenti attribuite a chi si sostiene stia agitando il tema: “sicurezza”, ripetuta più volte.
remigrazione, equità sociale e ricerca della “felicità”
All’interno del racconto emerge la proposta definita tramite un termine specifico: “remigrazione”. Il contenuto attribuisce a tale idea l’intenzione di rimandare le persone coinvolte e chi le vota da dove sono venuti, con due immagini usate per descrivere i presunti scenari: un sacchetto di patatine scadute oppure un libro ingiallito e polveroso del “ventennio”.
La critica si estende al modo in cui viene utilizzato il concetto di sicurezza: viene proposto di sostituire sicurezza con equità. La formula successiva indica l’obiettivo di equità sociale per tutti. Accanto a ciò vengono richiamate parole come condivisione, accoglienza e ospitalità, presentate come passaggi verso la “vera” parola liberatrice: felicità.
confronto tra i due generali: varietà umana e idea che “le uniformi uccidono”
Il racconto stabilisce un’opposizione tra un generale citato esplicitamente come Vannacci e il generale incontrato sui Navigli. Viene affermato che un generale con le parole attribuite non potrebbe seguire una persona descritta con il profilo indicato nel testo. La possibilità di un’adesione viene presentata come segnale di una sconfitta spirituale.
Il generale incontrato sui Navigli, invece, viene associato a un effetto descritto come forma di felicità. Il motivo indicato riguarda lo stupore per la varietà umana e, in particolare, la varietà dei generali presenti nella narrazione. Nel chiudere il quadro, la vita viene rappresentata come uno spettacolo di varietà, dove più colori corrisponderebbero a più felicità possibile, sostenendo che le uniformi uccidono.
personaggi citati nell’episodio
- Vannacci
- Sallusti-Nosferatu
- generale dell’esercito italiano incontrato sui Navigli
