Garozzo: il fair play nella scherma è parte del nostro dna
Daniele Garozzo, campione olimpico di fioretto e vicepresidente vicario della Federazione Italiana Scherma, ha commentato il riconoscimento ricevuto a Firenze: il Premio internazionale Fair Play Menarini. La consegna è avvenuta ieri sera, nel corso di una cerimonia al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, con premiazione nella categoria “Promozione dello Sport”.
premio internazionale fair play menarini e significato per la scherma
Garozzo ha espresso grande orgoglio nel ricevere il premio, evidenziando che il riconoscimento rappresenta anche lo sport di cui è esponente istituzionale. Nel suo intervento ha collegato il fair play a una dimensione già profondamente presente nella scherma, descrivendo comportamenti tipici del contesto tecnico e competitivo della disciplina.
Tra i gesti citati, ha richiamato un episodio considerato quasi naturale nello sport schermistico: un atleta può trovarsi coinvolto in un’assegnazione arbitrale e scegliere di correggere il risultato segnalando che il punto appartiene a un altro. Garozzo ha raccontato di un caso in cui l’arbitro assegna una stoccata e lo stesso atleta, alzando la mano, dichiara che il punteggio deve essere attribuito diversamente.
il fair play come pratica riconoscibile durante le gare
Il vicepresidente vicario della Federazione Italiana Scherma ha spiegato il senso del gesto attraverso un paragone: un comportamento analogo a quello che si vedrebbe in un altro sport, quando un attaccante cade in area e, rialzandosi, indica all’arbitro che non si tratta di un fallo da rigore. L’obiettivo della riflessione è mostrare come, nella scherma, la correttezza possa emergere con frequenza e immediatezza.
Da qui la convinzione espressa da Garozzo secondo cui scherma e fair play sono due concetti che si integrano perfettamente. Il commento finale ha ribadito l’orgoglio sia nell’esperienza da atleta sia nel ruolo istituzionale.
valore educativo della scherma e ruolo dei giovani
Garozzo ha posto l’attenzione anche sul profilo formativo della disciplina, definendola estremamente educativa sotto molteplici aspetti. Ha ricordato che la scherma viene percepita come “sport minore” soprattutto per l’attenzione mediatica concentrata in modo particolare durante i Giochi Olimpici, quando la visibilità aumenta con cadenza quadriennale.
Allo stesso tempo, ha sottolineato che il movimento lavora per far crescere la disciplina anche sotto questo punto di vista. Secondo le sue parole, i risultati sportivi hanno sempre confermato la bontà del percorso, mentre ulteriormente significativo resta il fatto che, pur in una comunità relativamente piccola, si riesca a formare persone capaci di portare valore aggiunto alla società.
numero di tesserati e ambiente di crescita
La Federazione Italiana Scherma conta circa 25-30 mila tesserati. Garozzo ha interpretato questo dato come il segnale di un contesto contenuto ma sano e ricco di opportunità per i più giovani. Ha affermato che nella federazione crescono ragazzi che diventano i professionisti del domani, descrivendo l’ambiente come educativo sia da un punto di vista sportivo sia umano.
Da qui l’invito rivolto ai genitori: avvicinare i figli alla scherma. Garozzo ha dichiarato che, quando diventerà padre, intende portarli volentieri in palestra, richiamando l’idea di un valore culturalmente ed educativamente solido.
orizzonte campionati del mondo di hong kong e obiettivi della squadra
Lo sguardo futuro si è poi concentrato sui Campionati del Mondo in programma a luglio a Hong Kong, dove Garozzo sarà presente in qualità di capo delegazione. Nel bilancio sportivo recente ha richiamato la vittoria agli Europei, descritta come una soddisfazione particolarmente importante, ottenuta in Francia.
scenario internazionale e necessità di continuità
Garozzo ha evidenziato anche un cambiamento di contesto: il livello internazionale sarebbe aumentato in modo deciso. Ha ricordato che la scherma oggi è uno sport globale, con medaglie conquistate in Asia e riferimenti a Hong Kong come sede di un punto di forza rilevante.
Ha citato l’esistenza dell’attuale campione olimpico del fioretto a Hong Kong, indicando che ha ottenuto l’oro a Parigi battendo Filippo Macchi. Garozzo ha aggiunto che lo stesso atleta aveva già superato lui nella finale olimpica di Tokyo. Ha inoltre menzionato che anche le nazioni africane stanno conquistando medaglie.
Ne deriva, secondo le sue parole, la necessità di continuare a lavorare con serietà e professionalità per mantenere alto il livello. La chiusura del ragionamento è improntata alla fiducia: l’Italia, anche questa volta, saprà farsi trovare pronta e non deluderà le aspettative.
nomi citati
- Daniele Garozzo
- Filippo Macchi