Funzionario del tribunale di milano tenta di girare 1 milione alla ndrangheta

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Funzionario del tribunale di milano tenta di girare 1 milione alla ndrangheta

Una contestazione dai contorni delicati riguarda un funzionario amministrativo in servizio all’ufficio gip del Tribunale di Milano, accusato dalla Procura di un tentativo di truffa e falso, con l’aggravante mafiosa. Al centro dell’inchiesta una somma che si aggira intorno a un milione di euro, sottratta al Fondo Unico Giustizia, con l’obiettivo — secondo l’accusa — di farla arrivare a un esponente della ‘ndrangheta, indicato come appartenente alla cosca Condello.

accusa da procura milano: tentata truffa e falso sul fondo unico giustizia

La Procura di Milano contesta a un dipendente amministrativo, 54 anni, in concorso con un 40enne, condannato in via definitiva per associazione mafiosa. Le contestazioni includono anche riferimenti alle verifiche svolte dai vertici del Tribunale, chiamati a chiarire eventuali criticità nella gestione amministrativa di somme in sequestro.

Secondo quanto ricostruito, l’elemento cardine della vicenda riguarda un tentativo di appropriazione di 989mila euro, prelevati o comunque gestiti con finalità fraudolente, a fronte di un importo complessivo di quasi 2 milioni di euro congelati nel Fondo Unico Giustizia dopo una confisca.

989mila euro: modulo, firma e richiesta di restituzione

Nel dettaglio, il funzionario avrebbe compilato un modulo con firma in calce, corredandolo con una disposizione di restituire la somma al 40enne. La somma oggetto di contesa risulterebbe essere stata indicata come da sbloccare e trasferire, con l’obiettivo — per l’accusa — di farla pervenire all’uomo collegato alla cosca Condello.

equitalia giustizia chiede chiarimenti: nessun provvedimento e stop immediato

Dopo la ricezione della richiesta di sblocco e restituzione del denaro, Equitalia Giustizia avrebbe avanzato una richiesta di chiarimenti il 15 luglio alla presidenza della sezione Gip. Dagli accertamenti risulta che non era presente alcun provvedimento giudiziario che autorizzasse la restituzione.

Nei giorni immediatamente successivi, dunque, sono scattati gli accertamenti e la cifra è rimasta ferma nel Fondo Unico Giustizia.

perquisizione e sequestro documenti: ufficio gip sotto vincolo

Una svolta sul piano operativo è avvenuta quando i carabinieri, nell’ambito di attività di polizia giudiziaria, hanno effettuato una perquisizione e un sequestro di diversi documenti custoditi nell’ufficio del dipendente. Dal contesto emerge che l’area di lavoro risulta sotto sequestro, come indicato anche da un cartello posto sulla porta.

Il funzionario, collocato al settimo piano del Palazzo di Giustizia milanese, risulta avere un’esperienza più che ventennale e, secondo quanto riportato, era considerato da colleghi e conoscenti una persona fidata. In base alle informazioni disponibili, al momento risulterebbe anche in ferie.

analisi per verificare altre irregolarità su beni sequestrati o confiscati

Le indagini mirano a fare luce non solo sull’episodio legato ai 989mila euro, ma anche sull’eventualità che, negli anni, il funzionario abbia potuto commettere ulteriori irregolarità relative a beni sequestrati o confiscati. L’obiettivo è passare in rassegna, andando a ritroso nel tempo, le procedure gestite dal dipendente per escludere che quanto emerso costituisca soltanto una parte del quadro complessivo.

Il funzionario avrebbe inoltre tentato di fornire una spiegazione, richiamando un presunto problema tecnico connesso alla gestione del procedimento oggetto di contestazione.

risposte della dirigenza gip e tribunale: collaborazione e verifica criticità

Sulla vicenda sono intervenuti, con una nota, Ezia Maccora e Fabio Roia, presidenti rispettivamente dello stesso ufficio gip e del Tribunale. Nella comunicazione si afferma che la dirigenza sta prestando collaborazione con la Procura della Repubblica, poiché l’anomalia sarebbe stata tempestivamente segnalata. La nota richiama anche verifiche parallele volte ad accertare eventuali criticità nella gestione amministrativa di somme in sequestro.

collegamento con la ‘ndrangheta: cosca Condello e latitanza di Domenico Condello

Negli atti relativi alle perquisizioni, il pm Stefano Ammendola — in procedimenti coordinati nell’ambito della Procura diretta da Marcello Viola — annota un ulteriore elemento: il 40enne indagato in concorso con il funzionario avrebbe aiutato la latitanza di Domenico Condello.

Il capo della cosca risulterebbe essere divenuto tale dopo la cattura di Pasquale Condello, indicato come “il supremo”. Le indagini dovranno proseguire con finalità di accertamento, con l’obiettivo di rintracciare elementi di prova a sostegno delle ipotesi di reato contestate.

Personaggi e riferimenti principali citati nella vicenda:

  • Domenico Condello
  • Pasquale Condello (detto “il supremo”)
  • Stefano Ammendola (pm)
  • Marcello Viola (direttore della Procura)
  • Ezia Maccora (presidente della sezione gip)
  • Fabio Roia (presidente del Tribunale)
  • “cosca Condello” (gruppo di riferimento per l’ipotesi accusatoria)
Funzionario del Tribunale di Milano “aiuta la ‘ndrangheta”: così ha tentato di girare un milione di euro alla cosca
Categorie: Cronaca

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