Francia vieta i social agli under 15: prima in europa

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Francia vieta i social agli under 15: prima in europa

Il Parlamento francese ha approvato in via definitiva una riforma destinata a cambiare le regole di accesso ai social media per i più giovani. Il provvedimento stabilisce il divieto per i minori di 15 anni, con l’obiettivo dichiarato di tutelare la salute di bambini e adolescenti. Dopo il passaggio al Senato il 21 luglio, la legge è stata approvata anche dall’Assemblea Nazionale, consolidando un impianto normativo che prevede verifica dell’età e regole specifiche sull’uso dei telefoni in contesto scolastico.

legge francese: vietato l’accesso ai social ai minori di 15 anni

La riforma è stata votata dall’Assemblea Nazionale con 279 favorevoli e 81 contrari. La misura, fortemente sostenuta da Emmanuel Macron, introduce due pilastri operativi: da un lato l’adozione di sistemi di verifica dell’età da parte delle piattaforme; dall’altro il divieto di utilizzo dei telefoni cellulari nelle scuole superiori.

emmanuel macron e la cornice politica della misura

Nel contesto del provvedimento, Macron ha rivendicato pubblicamente il significato della decisione francese. In un video diffuso sui social, il capo dell’Eliseo ha dichiarato che “la Francia apre la via in Europa per la protezione dei nostri bambini, dei nostri adolescenti”. Dopo il voto, ha anche indicato che il percorso legislativo proseguirà con un passaggio formale, affermando che spetterà al Consiglio costituzionale pronunciarsi, prima di rendere pienamente concreta la misura per la protezione dei minori online.

tempistiche di attuazione e verifica dell’età: cosa cambia

La scadenza per rendere operativo il divieto solleva dubbi, in particolare sulla possibilità di attivare da subito i sistemi di controllo. La ministra responsabile del Digitale, Anne Le Hénanff, ha chiarito che la responsabilità operativa ricade sui social network: le piattaforme dovranno trovare una soluzione tecnica per verificare l’età degli utenti.

La ministra ha inoltre indicato che le tempistiche sono considerate fattibili perché strumenti di verifica esistono già. Come esempi sono stati richiamati France Identité e Docaposte, citati anche per attività di limitazione legate, ad esempio, all’accesso a contenuti a sfondo pornografico.

nuovi profili e profili esistenti: il calendario della riforma

La misura non entra in vigore in modo uniforme per tutti gli account. La scadenza del primo settembre riguarda i profili di nuova creazione. Per gli utenti già presenti sulle piattaforme, è prevista una finestra di adeguamento con quattro mesi in più, fino all’entrata in vigore fissata per il primo gennaio 2027.

Durante questi quattro mesi, il percorso di adeguamento comporterà per gli utenti un passaggio di verifica: “tutti noi francesi saremo chiamati a dimostrare l’età”. Per chi risulta avere meno di 15 anni, l’account verrà chiuso, secondo quanto spiegato dalla responsabile governativa. La legge prevede anche che le piattaforme presentino non una sola opzione, ma più strumenti di verifica, in modo da lasciare una possibilità di scelta.

eccezioni previste e assenza di sanzioni

La riforma non include sanzioni sia per i bambini sia per i genitori. Pur restando il principio del divieto, sono contemplate eccezioni. Tra i casi richiamati nella legge figurano le “enciclopedie online” e i “progetti digitali a vocazione educativa”.

il divieto in Europa: ruolo della Francia e confronto con altre iniziative

Con l’approvazione definitiva, la Francia si posiziona come pioniera in Europa nell’introduzione di un divieto legato all’età per i social. La misura era già stata adottata in Australia lo scorso dicembre, con un limite fissato a minori di 16 anni, ma senza ancora arrivare fino all’Unione europea. Sul fronte italiano, un’iniziativa analoga, di impostazione bipartisan, è stata presentata tempo fa da Lavinia Mennuni e Marianna Madia, risultando però ancora ferma, nonostante il parere favorevole del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

coalizione per la protezione dei minori e visione culturale della misura

Macron ha indicato l’intenzione di promuovere una “coalizione di volonterosi” per proteggere bambini e adolescenti. La protezione viene presentata come un tema non riducibile a un semplice esercizio regolatorio, ma come una questione di civiltà.

Personaggi citati:

  • Emmanuel Macron
  • Anne Le Hénanff
  • Lavinia Mennuni
  • Marianna Madia
  • Giuseppe Valditara
La Francia vieta i social agli under 15: è il primo Paese in Europa

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