Flavio cobolli intervista al papà coach: Wimbledon segnali positivi e obiettivo Atp finals

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Flavio cobolli intervista al papà coach: Wimbledon segnali positivi e obiettivo Atp finals

Il via di Wimbledon per Flavio Cobolli si apre con segnali concreti e un clima di fiducia costruito sul lavoro quotidiano. Il padre e allenatore Stefano Cobolli, parlando da Londra, descrive l’atteggiamento del figlio nei primi match dello Slam inglese e mette a fuoco i passaggi decisivi che hanno permesso di superare due prove impegnative, dopo un periodo che aveva richiesto recupero e riallineamento.

wimbledon: cobolli supera due ostacoli e ritrova ritmo psicofisico

Stefano Cobolli racconta che Flavio è arrivato a Wimbledon con un certo affaticamento, legato agli impegni successivi a Parigi. Da giovedì, però, il gruppo è tornato ad allenarsi con regolarità e a riposo in modo corretto. I primi riscontri arrivano subito dai primi incontri: nella prima partita, secondo il padre-coach, Flavio ha trovato le energie necessarie per superare un avversario e ha ritrovato la fame utile per chiudere la sfida.

Nel secondo turno, contro Duckworth, Cobolli avrebbe alzato il livello contro uno specialista, mostrando ritmo psicofisico e capacità di adattamento. Per Stefano Cobolli, l’inizio dello Slam conferma un equilibrio ricostruito e pronto a sostenere le difficoltà tipiche del torneo.

La lettura complessiva resta prudente: wimbledon sarà un torneo complicato, ma i primi due match rappresentano un passaggio fondamentale. “Al momento devo fargli i complimenti”, è la sintesi con cui Stefano Cobolli inquadra la situazione.

periodo dopo roland garros: riposo, halle e crescita per wimbledon

Dopo il Roland Garros, Flavio si è concesso alcuni giorni di riposo prima di andare ad Halle per allenarsi. Il padre sottolinea che la settimana è servita a preparare Wimbledon nel modo migliore, indicando che in doppio Flavio ha giocato bene e che nel singolare ha incontrato subito Tiafoe, che poi ha vinto il torneo.

Stefano Cobolli specifica che, in quel momento, Flavio non era ancora pronto per affrontare un avversario di quella caratura, ma la presenza a Halle avrebbe comunque funzionato come stimolo e preparazione. Inoltre, una finale Slam lascia un impatto inevitabile sul piano della consapevolezza e della forza mentale.

Per mantenere continuità, l’obiettivo dichiarato è non perdere equilibrio. Risultati del genere nascono da lavoro costruito nei mesi precedenti e dalla capacità di gestire ogni giornata del torneo. A Parigi, secondo Stefano, Flavio avrebbe gestito molto bene gli aspetti richiesti, con la speranza che arrivi presto un’altra occasione per giocarsi una finale con lo stesso livello.

rammarico per come è finita la finale? contano anche fastidio fisico e merito di zverev

Alla domanda sul rammarico, Stefano Cobolli risponde negando la presenza di rimpianti. L’analisi si concentra sul fatto che, dopo l’arrivo al quinto set, diventa naturale iniziare a credere nella possibilità di vincere. Nel passaggio decisivo, però, si inserisce un elemento fisico: nella transizione tra il quarto e il quinto set Flavio avrebbe accusato un fastidio alla gamba e rientrato negli spogliatoi per capire la situazione.

Quel episodio avrebbe inciso nel momento determinante. All’inizio del quinto set, infatti, l’intensità si sarebbe abbassata e Flavio si sarebbe innervosito perché percepiva di non essere più al cento per cento e vedeva svanire l’occasione. In un match così lungo, secondo Stefano, episodi del genere possono capitare.

Accanto alle spiegazioni legate al corpo, viene riconosciuto anche un aspetto tecnico: merito dell’avversario. Zverev viene descritto come autore di una partita di livello, senza lasciare spazio a letture unilaterali.

mentalità e mental coaching: piedi per terra tra numero 3 e numero 40

Stefano Cobolli richiama una frase attribuita a Flavio dopo la finale: Parigi è stata speciale, ma non significa automaticamente un altro traguardo a Wimbledon. Per Stefano, questa impostazione conferma una mentalità da coltivare, soprattutto per chi non rientra nella categoria dei giocatori capaci di dominare sin da subito.

Il padre-coach afferma che, se non si è “destinati a dominare fin da subito” come Sinner o

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