Calabresi sindaco di milano ci sta pensando mi piacerebbe
Un possibile cambio di scenario nella corsa a Palazzo Marino prende forma con sempre maggiore concretezza. Mario Calabresi, ex direttore de La Stampa e di Repubblica, dopo mesi di indiscrezioni, valuta la possibilità di candidarsi come sindaco di Milano. La conferma arriva dalle sue parole durante un intervento pubblico, riaccendendo l’attenzione sul potenziale peso politico della sua candidatura e sulle prime valutazioni provenienti da esponenti del quadro cittadino.
mario calabresi valuta la candidatura a sindaco di milano
Calabresi, 56 anni, ha partecipato ieri sera alla Festa dell’Unità di Vizzolo Predabissi rispondendo a una domanda sul tema. Nel merito ha spiegato di essere ancora in fase di valutazione: “Sono in attesa di capire che tipo di percorso verrà deciso e se potrò fare la mia parte”. Le voci su una sua possibile candidatura circolavano da tempo, con una durata di almeno un anno, fino ad arrivare a una presa di posizione che, pur senza trasformarsi in una candidatura ufficiale, indica l’esistenza di un percorso in esame.
In passato, Giuseppe Sala aveva già espresso apprezzamento nei confronti di Calabresi, definendolo una “persona di livello”. Ora il confronto si sposta sul significato politico di questa eventuale discesa in campo e sulle conseguenze ipotizzate da chi si concentra sulla dinamica elettorale cittadina.
gabriele albertini: calabresi potrebbe essere imbattibile
Ad analizzare la notizia interviene anche Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano per due mandati, commentando la valutazione di Calabresi attraverso le sue dichiarazioni ad ANSA. Per Albertini, la candidatura del giornalista rappresenterebbe un fattore decisivo sul piano elettorale: “Calabresi sarebbe imbattibile, potrebbero non fare la campagna elettorale”.
impatto sui voti del centrosinistra secondo la lettura di albertini
Albertini collega questa convinzione alle distanze tra le coalizioni così come emergono dalle ultime elezioni e dai sondaggi più considerati. Secondo l’ex sindaco, la situazione di partenza vedrebbe il centrosinistra partire con uno svantaggio dell’ordine di 10-14 punti rispetto al centrodestra. In questo quadro, un candidato come Calabresi, nella sua ricostruzione, “praticamente riceverebbe il voto della lista” e, con ogni probabilità, anche parte del voto dei centristi. Albertini sostiene inoltre l’ipotesi di molti voti disgiunti del centrodestra, configurando una possibile attrazione ampia dell’elettorato.
punti di forza: livello intellettuale, morale ed empatia
Nel descrivere Calabresi, Albertini lo definisce una figura con caratteristiche ritenute eccezionali. La sua candidatura, secondo l’ex sindaco, sarebbe sostenuta da una personalità “assolutamente straordinaria”, con riferimento a un livello intellettuale, a qualità di morale ed a elementi di empatia e cultura.
criticità indicate: capacità gestionale e organizzativa
Accanto ai punti di forza, Albertini individua anche un elemento di possibile rischio legato alla gestione. La criticità principale, nella sua prospettiva, riguarda la “capacità gestionale”. L’ex sindaco motiva questo dubbio richiamando il fatto che, nel ruolo di direttore di due giornali importanti, Calabresi “non è stato brillantissimo”, mentre il sindaco di una grande città richiede competenze da organizzatore, responsabile e amministratore delegato di un’impresa di servizi. In questa cornice, i clienti vengono indicati come soggetti coincidenti con i padroni e gli azionisti, rendendo la gestione un tema centrale per valutare l’incognita operativa.
rapporti politici e giudiziari citati da albertini
Albertini affronta anche un punto che considera potenzialmente rilevante per il voto: in base alla sua lettura, sarebbe il primo ad avere un problema sul voto disgiunto qualora Calabresi fosse candidato. Il riferimento è a un rapporto legato alla storia personale e politica: l’ex sindaco richiama gli anni del suo mandato, in cui afferma di aver rimosso “la lapide” che accusava il padre di Calabresi, Luigi Calabresi, di omicidio nei confronti di Giuseppe Pinelli.
Albertini aggiunge che le accuse sarebbero state smontate in sede giudiziaria, ricordando l’assoluzione di Calabresi, richiamando un giudice indicato come Gerardo D’Ambrosio. L’ex sindaco qualifica questa vicenda come una garanzia di non partigianeria.
figure citate e collegamenti nel racconto
Nel quadro descritto emergono diversi nominativi coinvolti, direttamente o tramite riferimenti ai loro ruoli e alle loro dichiarazioni.
- Mario Calabresi
- Giuseppe Sala
- Gabriele Albertini
- Luigi Calabresi
- Giuseppe Pinelli
- Gerardo D’Ambrosio
