Attentato Ranucci sotto esame telefoni e appunti di Lavitola
L’inchiesta della Procura di Roma sull’attentato compiuto nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci entra in una fase cruciale degli accertamenti tecnici. Il lavoro degli investigatori si concentra sul materiale acquisito durante le attività di sequestro, con l’obiettivo di verificare gli elementi necessari a ricostruire preparazione dell’azione e relazioni tra i soggetti coinvolti.
accertamenti tecnici sulla documentazione sequestrata
La Procura ha avviato l’analisi del materiale sequestrato nei giorni scorsi a Valter Lavitola, indicato come imprenditore ed ex editore, indagato con l’accusa di essere il presunto mandante dell’attentato. Durante le attività svolte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e Frascati sono stati acquisiti sette manoscritti e sette blocchi di appunti riconducibili a Lavitola, oltre a tre telefoni, due chiavette drive e altri supporti informatici.
Gli accertamenti sui dispositivi e sulla documentazione sono considerati passaggi chiave dell’indagine, perché mirano a individuare eventuali riscontri utili per ricostruire la fase di preparazione dell’attentato e chiarire i rapporti tra gli indagati.
interrogatorio di valter lavitola davanti ai pm
L’avvio degli accertamenti tecnici si affianca alle attività giudiziarie legate alla posizione di Lavitola. Convocato in Procura martedì per l’interrogatorio, davanti al procuratore capo Francesco Lo Voi e ai magistrati titolari del fascicolo, l’imprenditore ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Nonostante questo, ha comunque reso una lunga dichiarazione spontanea nella quale ha respinto ogni addebito.
Secondo quanto riferito, Lavitola ha sostenuto di essere estraneo ai fatti e di non avere alcuna spiegazione in merito al possibile movente
