Andrea Roncato non ho bisogno della barca e dell’aereo privato: l’anno in cui fai otto film e quello in cui non ne fai nemmeno uno
Andrea Roncato è un nome legato alla commedia italiana e a una comicità immediata, costruita su tempi comici e presenza scenica. Il percorso dell’attore conosce un passaggio decisivo quando incontra Gigi Sammarchi: tra la fine degli anni 70 e l’avvio della sua carriera televisiva, prende forma un duo destinato a restare tra i più riconoscibili del panorama dello spettacolo.
La storia artistica si intreccia poi con ruoli memorabili, collaborazioni cinematografiche e una visione del lavoro fatta di continuità, rinascite e desiderio di restare nel proprio mestiere. Anche le parole su famiglia, abitudini quotidiane e rapporti con il pubblico completano il quadro di un percorso costruito su scelte coerenti e su una disciplina che continua nel tempo.
andrea roncato e l’incontro con gigi sammarchi
A metà degli anni 70 Andrea Roncato e Gigi Sammarchi iniziano a esibirsi in alcuni locali bolognesi, tra cui Club 37. L’esperienza in ambienti dal vivo porta presto al debutto televisivo: nel 1978 i due approdano in Rai con il game show Io e la Befana, dove affiancano Raimondo Vianello e Sandra Mondaini.
Da lì nasce il duo “Gigi e Andrea”, che diventa una delle coppie più note del cinema italiano grazie a uno stile scanzonato e irriverente.
andrea roncato da solista: ruoli iconici e cinema
Quando il sodalizio artistico si scioglie, Roncato prosegue la carriera in autonomia. Tra i ruoli più celebri compare “Loris Batacchi”, l’esilarante seduttore in Fantozzi. L’opera in cui il personaggio risulta particolarmente riconoscibile è legata a Neri Parenti e vede la storia svilupparsi nel 1983.
Nel 1990 arriva una nuova chiamata da Enrico Oldoini per Vacanze di Natale ’90. Il film vede la collaborazione con Massimo Boldi e Christian De Sica e segna l’inizio della fase più fortunata legata ai cinepanettoni.
lo sguardo sul lavoro: fame, rinascite e miglioramento
Durante un’intervista, l’attore sottolinea un legame diretto tra felicità e professione. Roncato dichiara: non sono miliardario, specificando che la sua impostazione non richiede risorse superflue come barca, motoscafo o aereo privato. Afferma di vivere facendo quello che farebbe anche gratis, perché il lavoro rappresenta l’elemento più importante e preferito.
Parlando dei ritmi del mestiere, evidenzia la variabilità delle produzioni: esiste l’anno in cui si arriva a realizzare otto film, accanto a quello in cui non se ne gira nemmeno uno. Il punto centrale, secondo le sue parole, sono le rinascite come strumento per proseguire: chi non rinasce, sostiene, si blocca al primo colpo; chi non sbaglia mai non migliora. L’idea finale è che il presente sia migliore rispetto al passato, perché l’esperienza passa attraverso errori e apprendimento.
vita quotidiana, famiglia e idea di normalità
Riguardo alla motivazione personale, Roncato afferma di avere ancora fame del lavoro e delle cose normali. Nel quotidiano racconta l’importanza di stare in famiglia, guardare la televisione e uscire con gli amici. Gli amici citati possono appartenere a professioni diverse, come muratori, commercialisti, notai o macellai, definiti come “persone normali”.
Nel suo ragionamento torna anche il modo in cui la compagnia quotidiana contribuisce alla crescita: vivere a contatto con persone comuni rende, a suo dire, più grandi.
donne, fama e finzione: parole su ruoli e percezioni
Le dichiarazioni su donne e notorietà mettono al centro una differenza tra vita reale e rappresentazione scenica. Roncato afferma di non aver mai contato quante donne avrebbe avuto, aggiungendo che i titoli dei giornali possono generare interpretazioni. Sottolinea che ha spesso lavorato con le attrici più belle d’Italia e che nei film interpreta personaggi in cui la conquista avviene come parte della finzione.
Il punto ricorrente è la confusione tra racconto cinematografico e realtà: Roncato precisa che le attrici tornavano la sera a casa dai rispettivi mariti o fidanzati. Racconta anche che alcune attrici famose avrebbero potuto avere un fidanzamento legato al lavoro insieme, paragonandolo alla dinamica per cui un farmacista potrebbe innamorarsi di una collega.
Nel commento finale ribadisce l’idea secondo cui usare frasi su presunte frequentazioni, come uscire con Carol Alt al posto di qualcun’altra, avrebbe potuto attirare più attenzione, ma non era, nel suo racconto, che un rapporto di amicizia.
principali riferimenti di persone e collaborazioni
Le collaborazioni e le figure citate nelle vicende professionali includono:
- Andrea Roncato
- Gigi Sammarchi
- Raimondo Vianello
- Sandra Mondaini
- Neri Parenti
- Enrico Oldoini
- Massimo Boldi
- Christian De Sica
- Carol Alt


