Allergie: adrenalina subito disponibile come i defibrillatori
Le allergie alimentari sono più comuni di quanto spesso si immagini e, quando vengono sottovalutate, possono evolvere rapidamente verso situazioni critiche. Alcune reazioni possono infatti trasformarsi in un’emergenza medica nel giro di pochi minuti e, nei casi più severi, determinare conseguenze fatali. Dopo un episodio recente di shock anafilattico che ha coinvolto il campione olimpico di scherma Aldo Montano, gli allergologi rinnovano l’esigenza di aumentare la consapevolezza del rischio e di rendere più capillare la disponibilità di autoiniettori di adrenalina nei luoghi pubblici.
allergie alimentari e intolleranze: differenze decisive per la sicurezza
Mario Di Gioacchino, professore di Allergologia all’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara ed ex presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC), evidenzia una criticità ancora molto diffusa: la confusione tra allergie e intolleranze alimentari. Secondo l’esperto, la distinzione è sostanziale e impatta direttamente sulle procedure di prevenzione e gestione.
Le allergie sono definite come potenzialmente mortali e non dipendono dalla quantità di allergene ingerita. Anche un’esposizione minima, sottolinea Di Gioacchino, può provocare una reazione gravissima. Le intolleranze, invece, non vengono descritte come equivalenti per rischio e inquadramento clinico.
Per chi convive con queste condizioni, è centrale avere sempre con sé un autoiniettore di adrenalina e conoscere con precisione il suo utilizzo: si tratta del farmaco salvavita nei casi di shock anafilattico.
anafilassi in italia: migliaia di episodi e diagnosi che arrivano tardi
Il problema viene presentato come tutt’altro che marginale. Ogni anno in Italia si registrano migliaia di episodi di anafilassi. Nella maggior parte dei casi i soccorsi riescono a intervenire in tempo, ma non è sempre garantito l’esito favorevole.
Di Gioacchino osserva che molti casi non vengono neppure diagnosticati perché i pazienti giungono in ospedale già deceduti. Nel dibattito pubblico finiscono spesso per emergere soltanto le situazioni più drammatiche: tra queste, viene citata la morte di un sedicenne di Casoria, avvenuta lo scorso maggio, e la morte di Sofia, quindicenne deceduta ad aprile durante un ritiro di basket a Ostia a seguito di una grave reazione allergica.
cultura della prevenzione e autoiniettori nei luoghi pubblici
Gli specialisti collegano questi fatti alla mancanza, in Italia, di una cultura della prevenzione e di una gestione strutturata del rischio allergico. Da questa esigenza nasce un gruppo interparlamentare focalizzato sulle allergie alimentari, con l’obiettivo di sostenere una normativa che favorisca la disponibilità di autoiniettori di adrenalina in spazi ad alta frequentazione.
Tra i luoghi considerati prioritari rientrano scuole, ristoranti, impianti sportivi e ulteriori contesti pubblici. L’adrenalina, secondo l’impostazione proposta, dovrebbe essere accessibile in modo paragonabile a quanto avviene per il defibrillatore, così da assicurare la possibilità di somministrazione immediata anche quando il paziente non dispone dell’autoiniettore personale. In questo modo aumenterebbero le chance di sopravvivenza durante l’emergenza.
formazione nel settore della ristorazione e prevenzione delle contaminazioni
Accanto alla disponibilità dei dispositivi, la SIAAIC ha promosso corsi rivolti a ristoratori e personale di cucina. La formazione mira a migliorare la gestione dei clienti allergici e a ridurre il rischio di errori che possono portare a conseguenze severe.
La preparazione è orientata a tre aspetti: gestire correttamente i clienti, prevenire le contaminazioni accidentali e conoscere le reazioni crociate. Questi fenomeni possono esporre una persona allergica a rischi anche con alimenti apparentemente differenti, rendendo indispensabile una corretta comprensione del problema.
diagnostica molecolare e disparità territoriali nel servizio sanitario
Un ulteriore fronte di intervento riguarda l’accesso alla diagnostica molecolare, indicata come fondamentale per identificare con precisione gli allergeni responsabili e valutare il rischio individuale. Di Gioacchino rileva che questo tipo di esami è assicurato dal servizio sanitario pubblico soltanto in un numero limitato di regioni.
Le disparità territoriali vengono descritte come un fattore che incide sulla possibilità di arrivare a una diagnosi precoce e di impostare una prevenzione efficace.
focus sulle figure citate
Nel quadro descritto compaiono i seguenti nominativi direttamente richiamati:
- Aldo Montano
- Mario Di Gioacchino
- Sofia
- sedicenne di Casoria
