Al 100% sui farmaci generici 2028: cosa cambia e perché

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Al 100% sui farmaci generici  2028: cosa cambia e perché

Donald Trump rilancia un’offensiva commerciale mirata al settore farmaceutico e indica un calendario preciso di esenzioni e poi di inasprimenti tariffari sui farmaci generici importati negli Stati Uniti. La misura, presentata come leva per spingere le aziende a riportare la produzione sul territorio americano, apre però un fronte di preoccupazioni che coinvolge anche l’Europa e le catene globali che sostengono i flussi di medicinali e principi attivi.

tariffe sui farmaci generici importati: scadenze e crescita dei dazi

Su Truth, il presidente americano annuncia che a partire dal 1° agosto 2026 i farmaci generici importati continueranno a entrare negli Stati Uniti senza dazi per un periodo di due anni. Terminata la fase transitoria, il provvedimento prevede un aumento repentino: per un anno scatteranno tariffe del 100%, con l’ulteriore progressione fino a tariffe del 200%.

L’impostazione della politica commerciale viene collegata a un obiettivo industriale dichiarato: riportare la produzione dei generici negli Stati Uniti e penalizzare le aziende che non realizzano impianti e infrastrutture produttive entro i termini previsti.

obiettivo dichiarato: riportare la produzione negli stati uniti

Trump ribadisce la finalità del nuovo schema tariffario: spingere le aziende a trasferire la produzione sul mercato statunitense. Nel messaggio pubblicato sul social viene indicato che l’intento è penalizzare chi sceglie di non investire in capacità produttive nel Paese nei tempi stabiliti.

Nel perimetro del provvedimento, Trump specifica anche un elemento di distinzione: le regole relative ai farmaci innovativi e coperti da brevetto vengono indicate come invariate.

preoccupazioni dall’europa: catene globali e rischio per l’approvvigionamento

Le prime reazioni arrivano dall’Europa. Il ministro degli Esteri belga Maxime Prévot sottolinea che le catene di produzione dei farmaci sono globali e profondamente interdipendenti. Secondo Prévot, l’aumento di barriere commerciali all’interno di queste filiere può comportare impatti su costi e sicurezza dell’approvvigionamento.

La richiesta formulata è una risposta unitaria dell’Unione europea, con attenzione alle ripercussioni sia per i pazienti negli Stati Uniti sia altrove.

effetti potenziali oltre gli usa: generici, india, cina e filiere europee

La misura, per quanto centrata sul mercato statunitense, viene indicata come potenzialmente idonea a produrre effetti più ampi. I farmaci generici rappresentano circa il 90% delle prescrizioni negli Stati Uniti, mentre una quota significativa della relativa produzione risulta localizzata all’estero.

Nel quadro descritto, in particolare, la produzione di una parte dei generici risiede in India e, per quanto riguarda molti principi attivi, è presente anche in Cina.

ruolo delle aziende europee nella filiera dei generici

Secondo quanto riportato, le aziende europee risultano integrate nelle stesse catene del valore, sia attraverso produzione diretta di medicinali sia tramite la fornitura di ingredienti farmaceutici attivi. In questo contesto, Bruxelles teme che dazi estremamente elevati possano generare aumenti di costo e introdurre nuovi rischi legati alla continuità delle forniture.

vincoli di mercato: investimenti, tempi e margini ridotti

La stessa industria del settore mette in evidenza che la produzione dei generici opera con margini molto ridotti. Inoltre, lo spostamento degli impianti richiede investimenti e tempi lunghi, elementi che rendono più complesso adeguarsi a un calendario tariffario così stringente.

personaggi citati

  • Donald Trump
  • Maxime Prévot
Trump rispolvera i dazi sulle medicine: “Farmaci generici esentati per due anni, poi scatteranno tariffe del 100%”

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