Vannacci sceglie futura di ma la famiglia dice no

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Vannacci sceglie futura di  ma la famiglia dice no

Un brano di Lucio Dalla diventa il centro di una polemica legata all’uso in ambito politico. Prima del discorso sul programma, e poi in chiusura di un intervento durato oltre un’ora, “Futura” è stata fatta risuonare in un contesto pubblico, suscitando reazioni da parte della Fondazione e di chi tutela l’immagine dell’artista.

futura come colonna sonora di futuro nazionale

“Futura” è stata anticipata come canzone con un significato collegato al futuro, accompagnando l’avvio del discorso. Il brano è stato poi riproposto anche al termine dell’intervento, in una cornice che ha riportato il nome dell’opera al centro della discussione.

Il brano viene associato alle cosiddette “avanguardie futuriste”, intese come comitati che, secondo le intenzioni di chi gestisce le linee interne del partito, dovrebbero occuparsi anche di attività culturali e sportive. Da quanto emerge, però, “Futura” sarebbe stato scelto come colonna sonora per “Futuro nazionale”.

le critiche della famiglia di lucio dalla e della fondazione

La vicenda chiama in causa la tutela delle opere e delle immagini artistiche. Dea Melotti, vicepresidente della Fondazione Lucio Dalla ed indicata come cugina dell’artista, afferma che non è stata richiesta alcuna autorizzazione. Inoltre, osserva che l’uso delle canzoni di Dalla in contesto politico costituirebbe un impiego improprio, aggravato dal fatto che la scelta provenga da soggetti descritti come lontani dal pensiero e dal mondo di Lucio.

daniele caracchi: “nessun uso in contesto politico”

Nel merito interviene anche Daniele Caracchi, legato a Fondazione Lucio Dalla e a PRessing Line, la storica casa discografica del cantautore bolognese. Caracchi dichiara di essersi sentiti spiazzati e meravigliati.

Per tutelare immagini e arte, viene precisato che non si sarebbe mai autorizzato l’impiego di canzoni di Dalla in un contesto politico, senza distinzione tra partiti: Dalla viene presentato come estraneo a qualsiasi ragionamento di parte. Caracchi sostiene che l’uso descritto rappresenterebbe un caso raro e che sarà avviato un percorso per fare chiarezza.

precedenti in italia: proteste e diffide

La polemica si inserisce in una tradizione di contestazioni legate all’impiego di brani in campagne politiche. In Italia, si ricordano diversi episodi.

vasco rossi e “c’è chi dice no”

È citato il caso in cui Vasco Rossi avrebbe dichiarato esplicitamente di non usare “C’è chi dice no” nella campagna per il referendum costituzionale del 2016. In quella circostanza viene riportata la reazione legata all’uso del brano.

rinon gaetano, salvini e la diffida

Un altro episodio riguarda una diffida indirizzata a Matteo Salvini dagli eredi di Rino Gaetano, come segnalazione delle proteste legate all’uso di musica associata a figure artistiche tutelate.

la rappresentante di lista e “ciao ciao”

La fonte richiama anche proteste arrivate in connessione al brano “Ciao ciao” e al gruppo La rappresentante di lista.

i protagonisti citati nella vicenda

Nel quadro descritto compaiono più riferimenti a persone legate direttamente alla tutela dell’opera o citate come protagoniste di precedenti episodi.

  • Lucio Dalla
  • Roberto Vannacci
  • Dea Melotti
  • Daniele Caracchi
  • Vasco Rossi
  • Matteo Salvini
  • Rino Gaetano
  • La rappresentante di lista
Vannacci sceglie “Futura” di Dalla come “inno” del partito. I parenti dell’artista: “Lontano dal pensiero di Lucio, uso spiacevole”

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