Va n nacci perché la sinistra sbaglia a rincorrerlo

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Va n nacci perché la sinistra sbaglia a rincorrerlo

Agosto 2023 segna un punto di svolta comunicativo: Roberto Vannacci pubblica su Amazon “Il mondo al contrario”, che in pochi giorni raggiunge la vetta delle vendite. L’andamento non viene collegato a una strategia di marketing raffinata, ma viene interpretato come la verifica di un meccanismo di attenzione pubblica di lunga data: quando un tema provoca, la discussione si accende comunque, anche se l’oggetto è divisivo. Da qui prende forma un modello ricorrente, che accompagna ogni dichiarazione e ogni comparizione del generale, oggi europarlamentare.

robberro vannacci: la formula delle provocazioni che “restano nel nulla”

Il percorso descritto evidenzia un copione ripetuto, composto da tre passaggi. Il primo consiste in una provocazione pensata per rompere un tabù del dibattito pubblico, con riferimenti a diritti LGBTQ+, gestione dei migranti e al concetto di “normalità”. Il secondo passaggio vede una reazione netta: l’innesco di una sollevazione che coinvolge media e opinionisti/e, incluse eventuali denunce formali. Il terzo momento, quello decisivo secondo la narrazione, porta allo sgonfiamento giudiziario, politico e mediatico, fino a lasciare Vannacci nella posizione di “martire del buonsenso” e di presunto bersaglio di censure delle élite.

linguaggio e dizionari: il confine tra “noi” e “loro”

La strategia viene ricondotta alla ricerca di legittimazione del politicamente scorretto. Vannacci, secondo la ricostruzione, utilizza il linguaggio italiano e ricorre spesso ai dizionari, impiegandoli come strumento per definire ciò che conta davvero nel confronto pubblico. Ne deriva un’impostazione che divide l’orizzonte interpretativo in modo netto: un “noi” rappresentato dalla maggioranza silenziosa che pensa cose considerate “scorrette” ma non osa esprimerle, contrapposto a un “loro”, identificato come il blocco delle élite custodi del politicamente corretto.

otto e mezzo: l’intervento di lilli gruber e il jujutsu retorico

La dinamica viene collegata a un episodio specifico: il 10 giugno 2026, durante una puntata di “Otto e mezzo” su La7. Incalzato da Lilli Gruber su temi divisivi, Vannacci applica il suo metodo comunicativo descritto come jujutsu retorico. L’idea centrale è usare la spinta emotiva dell’indignazione dell’interlocutrice per ribaltare l’asse del confronto, mantenendo l’attenzione dentro cornici dettate dal generale.

Nel momento in cui Gruber lo accusa di essere “ossessionato dagli omosessuali”, Vannacci replica in modo secco sostenendo che “forse lo è lei, visto che ha portato questo argomento in una discussione politica”. L’effetto attribuito a questa risposta è la percezione di Vannacci calmo e in comando della situazione, in un contesto impostato principalmente sui temi che lui determina.

pier luigi bersani a otto e mezzo: assoluzione e appello alla battaglia delle idee

Due giorni dopo, il 12 giugno 2026, Pier Luigi Bersani risulta ospite della medesima trasmissione. La presenza viene spiegata anche con un riferimento giuridico: Bersani è stato assolto, nell’ottobre 2024, dall’accusa di diffamazione formulata dal generale. In quell’occasione, Bersani lancia un invito: “Ci vuole una battaglia delle idee, la sinistra deve reagire”.

Il testo si concentra poi sul nodo della risposta politica: viene posto in discussione se la sinistra italiana, effettivamente, debba impostare la propria reazione secondo quel percorso.

giorgia meloni e la risposta istituzionale: depotenziare senza legittimare

Nel frattempo, viene descritta la mossa attribuita a Giorgia Meloni. La risposta, secondo la ricostruzione, evita di muoversi sul terreno dei valori e del confronto sul politicamente scorretto, poiché si ritiene che farlo significherebbe rischiare di legittimare Vannacci o di perdere voti su aree politiche vicine all’esterno del perimetro progressista. La strategia adottata viene presentata come istituzionale e pragmatica.

Meloni, attaccando i deputati considerati vicini alle posizioni del generale che hanno votato contro provvedimenti del governo, liquida la questione con un ragionamento politico orientato alla responsabilità: “Avete votato sei volte contro la fiducia insieme a Schlein e Conte. La vera destra non è mai funzionale alla sinistra”. In questo modo, l’attenzione viene spostata sulla tenuta del governo e sulla coerenza parlamentare, con l’obiettivo di depotenziare la narrativa del martirio culturale.

centrosinistra e frame avversario: perché “non pensare all’elefante” indebolisce

La parte centrale della ricostruzione attribuisce al centrosinistra una difficoltà strutturale. Il riferimento chiave è il saggio del linguista cognitivo George Lakoff, “Non pensare all’elefante” (2004). L’argomento è che chiedere di non visualizzare un’immagine finisce per richiamarla: nel dibattito politico, quando si evoca il frame dell’avversario per smentirlo o criticarlo, si finisce per rafforzarne termini e concetti, anziché imporre i propri.

morale: interrompere la rincorsa e imporre un percorso concettuale proprio

Seguire ogni provocazione associata a Vannacci — giornalista, opinionista o leader che sia — viene descritto come un errore se significa accettare di discutere i temi scelti dal generale nei suoi termini: identità, “normalità” e cornici analoghe. In questo scenario, invece di portare al centro altri temi considerati prioritari — come salario minimo, sanità e precarietà — la discussione finirebbe per consegnare a Vannacci il centro della scena.

La conseguenza finale collegata al meccanismo è il consolidamento di una narrazione: la sinistra si occuperebbe soltanto di battaglie su diritti civili e linguaggio, trascurando i problemi materiali della vita quotidiana. Per spezzare questa catena di successi mediatici, il testo indica una linea: fermarsi dall’atteggiamento di inseguimento e impostare un percorso linguistico, concettuale e politico centrato sui bisogni concreti del Paese.

In questa prospettiva, i bisogni includono anche diritti civili mancanti e non rispettati, ma la questione verrebbe proposta come da trattare in modo originale e autonomo, lontano dal terreno scivoloso del “politicamente corretto”, indicato come saldamente presidiato dal centrodestra e, a partire dal 2023, dal lavoro comunicativo attribuito a Vannacci.

personaggi citati

  • Roberto Vannacci
  • Lilli Gruber
  • Pier Luigi Bersani
  • Giorgia Meloni
  • George Lakoff
  • Oscar Wilde
  • Schlein
  • Conte
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