Tesori UNESCO del Libano in pericolo per Israele nel mirino

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Tesori UNESCO del Libano in pericolo per Israele nel mirino

La situazione a Tiro, nel Libano meridionale, resta critica mentre la pioggia di proiettili prosegue da giorni e i raid continuano a colpire aree legate al patrimonio culturale. Dopo le segnalazioni di danni agli spazi archeologici e l’allargamento delle misure di evacuazione, l’attenzione si concentra sulla vulnerabilità dei siti antichi e sulle ripercussioni in una città dove il contesto urbano rende ancora più complesso ogni impatto.

evacuazione a tiro e aree circostanti: nuovo ordine per la città

Il 9 giugno l’esercito ha emesso un nuovo ordine di evacuazione rivolto alla città, ai suoi campi profughi e alle zone circostanti. Per la prima volta l’evacuazione riguarda anche il quartiere cristiano. Nel quadro complessivo dei bombardamenti, Tiro viene indicata come un obiettivo rilevante, con i lavori di tutela che segnalano il rischio per il suo tesoro archeologico.

raid e danni al patrimonio: al mina e al bass colpiti nei bombardamenti

Dopo l’ultimo rinnovo dell’accordo di cessate il fuoco tra Tel Aviv e Beirut, formalizzato mercoledì 3 giugno, i bombardamenti non si sono arrestati. Secondo le autorità, lunedì i raid hanno colpito l’area archeologica urbana di Al Mina. Lo stesso Al Bass, situato a circa 2 chilometri dal centro, avrebbe già subito danni in una fase precedente del conflitto.

danni rilevanti ai siti: esplosioni e detriti su elementi storici

Ali Badawi, direttore regionale dei siti archeologici per il Libano meridionale, ha definito i raid come aventi il peggior impatto sulle aree antiche della città dall’inizio della guerra. La descrizione degli effetti include l’indicazione che la quantità di detriti e i danni risultano ingenti. Alcuni reperti sarebbero stati colpiti dalla caduta di detriti generata dalle esplosioni su un’area ampia, interessando un numero elevato di elementi, tra cui colonne, capitelli, basi e mosaici.

valutazioni impossibili sul campo per i bombardamenti in corso

L’Unesco è stata informata, ma la conta dei danni non sarebbe possibile in modo ordinario: gli esperti non possono recarsi sul posto a causa dei raid.

protezioni unesco, convenzione dell’aia e tutela rafforzata contro gli attacchi

I siti colpiti rientrano tra i 73 monumenti libanesi per cui l’Unesco ha concesso la “protezione provvisoria rafforzata”, prevista dalla Convenzione dell’Aia del 1954 e dal Secondo Protocollo del 1999. In base alle informazioni riportate, i beni iscritti nella Lista Internazionale con Protezione Rafforzata beneficiano del più alto livello di tutela previsto dal diritto internazionale contro gli attacchi e l’utilizzo a fini militari; aprire il fuoco su tali beni può integrare un crimine di guerra.

estensione della tutela unesco: record di siti protetti

Nel novembre 2024 la lista contava 34 siti. A partire da aprile, l’agenzia delle Nazioni Unite—che dall’inizio della guerra riferisce di segnalazioni di danni a oltre 20 siti culturali—ha esteso la protezione ad altre 39 aree. I dati presentati descrivono l’operazione come un record secondo quanto indicato dall’Unesco.

confronto internazionale delle aree in protezione rafforzata

Al secondo posto, per numero di aree in protezione rafforzata, viene indicata l’Ucraina, con 46 aree; seguono il Burkina Faso con 11, il Messico con 10 e lo Yemen con 7.

hezzbollah e scontri: intensificazione del fuoco su aree già colpite

La dinamica del conflitto risulta collegata alla campagna contro Hezbollah, associazione indicata come non firmataria dell’accordo di cessate il fuoco rinnovato a inizio giugno. Lunedì Tiro sarebbe tornata nel mirino dopo il proseguimento dei raid. La cronologia menziona anche la conquista del castello di Beaufort da parte della Brigata Golani il 31 maggio, avvenuta dopo giorni di raid aerei nell’area del governatorato di Nabatieh. Più a sud, i bombardamenti avrebbero gravemente danneggiato la cittadella di Chama’, roccaforte nella regione del Monte Amel. Da qui, le Idf avrebbero intensificato il fuoco su Tiro, già bersagliata dai bombardamenti fin da marzo.

appello per evitare le zone archeologiche: invito ufficiale del ministro della cultura

Dinanzi al rischio per i beni storici, il ministro della Cultura libanese Ghassan Salame ha rivolto un appello affinché vengano evitati i colpire le zone archeologiche del Paese. Il riferimento specifico riguarda le rovine di Tiro, descritte come parte del patrimonio dell’umanità. La dichiarazione indica anche che sia Al Mina sia Al Bass risultano inseriti nel tessuto urbano o sorgono a ridosso di quartieri densamente popolati di una città con oltre 100mila abitanti.

persone e autorità citate nel contesto dei bombardamenti e della tutela

Riferimenti nominali presenti nella ricostruzione della vicenda includono:

  • Ali Badawi
  • Ghassan Salame
Libano, Tiro è sotto le bombe di Israele: in pericolo il tesoro archeologico Unesco. “Colonne e mosaici danneggiati dai raid”

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