Tajani: Ben-Gvir parole inaccettabili e incommentabili, polemica politica e risposta del governo
Antonio Tajani interviene alla Commissione Difesa del Senato dopo le accuse e gli attacchi comparsi sui social da parte del ministro israeliano Ben-Gvir. Il confronto politico si concentra su quanto accaduto ai danni degli attivisti della Global Flotilla e sulla richiesta di un intervento sanzionatorio a livello europeo.
commissione difesa senato: tajani dopo le parole su x
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato di aver chiesto all’Alto Rappresentante Borrell di portare al Consiglio Affari Esteri una proposta di sanzioni nei confronti del ministro Ben-Gvir. La richiesta nasce, secondo quanto riportato, dopo gli “inaccettabili atti” compiuti ai danni degli attivisti della Global Flotilla e dopo le parole rivolte all’Italia dal ministro israeliano su X.
Nel corso dell’intervento, Tajani ha definito “inaccettabili” le frasi pronunciate da Ben-Gvir dopo aver appreso che il ministro era oggetto di una inchiesta presso la Procura della Repubblica. Tajani ha inoltre sottolineato che non si è lasciato scoraggiare da eventuali sviluppi giudiziari.
attacco social del ministro israeliano: il contenuto delle frasi
Nel post su X attribuito al ministro israeliano, viene riportato un messaggio con l’affermazione: “Non mi lascio scoraggiare da nessuna inchiesta”. Nello stesso intervento social, Ben-Gvir avrebbe attaccato l’Italia con un riferimento definito dal testo come “Paese delle ciabatte”. La contestazione prosegue con un passaggio secondo cui Israele non sarebbe un bersaglio per “un branco di bugiardi”, descritti come sostenitori del terrorismo e come soggetti che fabbricano calunnie e menzogne contro i combattenti.
posizione di tajani sulle accuse e sul contesto giudiziario
Tajani collega direttamente le dichiarazioni social del ministro israeliano alla reazione politica espressa in Senato. La base del ragionamento è costituita dai fatti contestati relativi alla Global Flotilla e dal richiamo alla necessità di una risposta sul piano europeo, tramite l’iter previsto per le sanzioni.
ben-gvir indagato: procedura collegata agli abbordaggi e ai maltrattamenti
Nel testo viene indicato che Ben-Gvir risulta essere il primo indagato nel procedimento collegato ai fatti del 29-30 aprile e del 18-19 maggio. I due episodi sono descritti come abbordaggi condotti dalla Marina israeliana contro le barche della Flotilla in acque internazionali, rispettivamente a ovest di Creta e a sud di Cipro.
Il testo specifica anche un quadro di maltrattamenti documentati riferiti alla detenzione di oltre 430 attivisti. Secondo quanto riportato, la sequenza inizia con la detenzione su due navi prigione al largo, prosegue con il trasferimento in un hangar militare del porto di Ashdod, e include la gestione descritta come effettuata dai militari dell’IDF insieme alla polizia legata a Ben-Gvir. La detenzione sarebbe poi continuata nel carcere di Ketziot prima dell’espulsione da Israele avvenuta il 21 maggio.
percorso della detenzione: navi prigione, hangar e carcere
La ricostruzione riportata nel contenuto indica tappe successive: navi prigione al largo, poi un hangar militare nel porto di Ashdod e successivamente il carcere di Ketziot. L’espulsione sarebbe avvenuta il 21 maggio, chiudendo il periodo descritto come collegato ai fatti contestati.