Studente gaza diretto a tor vergata arrestato: sarebbe di hamas

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Studente gaza diretto a tor vergata arrestato: sarebbe di hamas

La partenza verso l’Italia stava per diventare realtà, con un gruppo di giovani palestinesi diretto a Roma. L’episodio legato al valico di Kerem Shalom mostra però come, anche quando si ottengono permessi di uscita, l’attenzione dell’esercito israeliano possa interrompere i viaggi in corso, sollevando accuse precise e ricostruzioni contrastanti.

arresto a kerem shalom di mahmoud al najjar e accuse di idf

Martedì è stato impedito il viaggio di Mahmoud Al Najjar, indicato come uno dei 18 giovani diretti a Roma. Il blocco della partenza è avvenuto al Valico di Kerem Shalom, dove l’IDF lo ha arrestato. Secondo quanto reso noto tramite X, la nuova portavoce dell’esercito israeliano Ariella Mazor ha collegato l’arresto a accuse di natura militare: Al Najjar sarebbe un operativo della brigata nord di Hamas e avrebbe preso parte al massacro del 7 ottobre 2023.

racconto su media di gaza: permesso per tor vergata, trasferimento e silenzio sulla famiglia

La ricostruzione riferita da un giornalista tramite un media di Gaza descrive un percorso diverso. Il giornalista Muthanna al-Najjar sostiene che Mahmoud, originario di Jabaliya, sia stato arrestato dopo aver ottenuto finalmente il via libera a lasciare la Striscia. Il permesso avrebbe dovuto portarlo a recarsi all’Università di Tor Vergata a Roma, dopo mesi di sforzi per ottenere l’autorizzazione di uscita.

Secondo le stesse informazioni riportate, Mahmoud avrebbe pubblicato tre articoli di ricerca accademica. Dopo l’arresto, il racconto riferisce che sarebbe stato condotto in un luogo sconosciuto e che la sua famiglia non avrebbe ricevuto alcuna informazione. Nel quadro narrativo del giornalista, inoltre, Mahmoud sarebbe l’unico sopravvissuto della sua famiglia, che sarebbe stata uccisa in un raid israeliano.

tecnologia, riconoscimento facciale e possibili elementi emersi dai video di hamas

La vicenda viene collegata anche a un possibile fattore tecnologico. Se Mahmoud avesse davvero ottenuto un inserimento nella lista degli studenti in partenza verso l’Italia, la preparazione della documentazione sarebbe stata considerata, nel racconto riportato, molto efficace. A indicare un possibile punto di svolta sarebbe stato, al valico, l’utilizzo di sistemi che includono riconoscimento facciale.

Nel testo di riferimento viene inoltre ipotizzato che Mahmoud, sfuggito per circa tre anni alle ricerche dell’IDF, potrebbe essere stato riconosciuto proprio attraverso contenuti audiovisivi diffusi da Hamas. L’idea descritta collega il possibile riconoscimento ai video pubblicati da Hamas online dai kibbutz del sud di Israele nel contesto del massacro del 7 ottobre: secondo la ricostruzione, le immagini di circa settemila persone che assaltarono Israele sarebbero confluite in una lista associata all’unità speciale incaricata della caccia ai miliziani del 7 ottobre.

studenti palestinesi in italia: arrivi da gaza e iniziativa promossa da roma

Parallelamente all’arresto, nel racconto viene indicato l’arrivo a Roma di un gruppo di studenti. Tra questi si sarebbe collocato anche Mahmoud, secondo la narrazione relativa alla presunta infiltrazione. Il passaggio verso l’Italia rientrerebbe nell’iniziativa promossa da Roma a sostegno degli studenti palestinesi. Dallo scorso autunno, nel testo viene riportato che 229 universitari sarebbero già arrivati in Italia partendo da Gaza.

personaggi coinvolti nella ricostruzione

  • Ariella Mazor
  • Muthanna al-Najjar
  • Mahmoud Al Najjar
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Categorie: Cronaca
Tag: #Cuba

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