Stefania rocca si racconta il fotografo intimo chiude la porta e lei reagisce con un calcio

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Stefania rocca si racconta il fotografo intimo chiude la porta e lei reagisce con un calcio

Stefania Rocca emerge con forza in una lunga intervista al Corriere della Sera, raccontando episodi, scelte e riflessioni legati alla propria carriera e al modo di interpretare i ruoli. Le parole dell’attrice delineano una figura ribelle, anticonformista e controcorrente, con un’attenzione costante alla dignità dei personaggi e alla capacità di reagire di fronte a situazioni delicate.

stefania rocca: paura, reazione e consapevolezza

Uno dei passaggi più intensi riguarda un ricordo quando aveva 18 anni. Durante un servizio fotografico a Milano, Rocca osserva il fotografo chiudere la porta della stanza in cui si trovavano, spiegandole l’intenzione con l’obiettivo di rendere l’incontro più intimo. L’attrice racconta di essersi spaventata e di aver reagito immediatamente: le chiede di aprire la porta e se ne va. Il giorno dopo, l’agenzia le rimprovera l’episodio, sostenendo che quell’“intimità” sarebbe servita solo a ottenere foto migliori.

Rocca collega l’accaduto a una percezione personale, descrivendo la propria reazione come guidata dalla paura o da un istinto. L’esperienza viene presentata come una consapevolezza concreta: per una ragazza, sottrarsi a dinamiche di questo tipo può risultare particolarmente difficile.

stefania rocca e i ruoli controcorrente

L’attrice si definisce ribelle e anticonformista, aggiungendo anche l’idea di essere controcorrente. Il punto centrale è la volontà di non farsi condizionare, con una scelta narrativa dei ruoli: i personaggi interpretati da Rocca raccontano diversità e dignità.

la madre di eva e il tema della transizione di genere

In questa linea rientra anche il riferimento a La madre di Eva. Rocca collega il lavoro a Silvia Ferreri e al romanzo omonimo, nel quale viene affrontato il tema della transizione di genere.

stefania rocca e antony minghella: il teatro e la sceneggiatura

Tra gli aneddoti raccontati emerge anche un episodio legato al regista Antony Minghella, noto per Il talento di Mr. Ripley. In un periodo in cui Rocca recita a teatro Giovanna d’Arco, per interpretare il personaggio deve sottoporsi a un taglio radicale, rasandosi i capelli a zero. L’attrice definisce la situazione come uno choc anche per lei, ma sottolinea che la reazione sorprese anche Minghella.

Il regista, vedendola, esprime stupore, dicendo che Rocca appare tutt’altro che italiana, troppo alta e troppo magra, fino a suggerire che somigli a una tedesca. Rocca riferisce di aver risposto arrabbiata, affermando che se la chiamava lui, doveva aspettarsi quel risultato. Minghella la ferma scusandosi e l’incontro prosegue con l’inizio della lettura della sceneggiatura insieme.

stefania rocca: dal lavoro in showroom alla famiglia

Prima di arrivare al centro della scena, Rocca racconta di aver svolto esperienze diverse: “dalla babysitter alla pony express, alla cameriera”. Nel periodo in cui frequenta il liceo, lavora anche nello showroom gestito a Milano da Carlo Capasa, indicato come un punto di riferimento familiare e professionale.

Con Capasa, Rocca ha due figli: Leone, oggi 18 anni, e Zeno, 16 anni. Alla domanda se sia una brava madre, l’attrice risponde in modo netto, spiegando di non credere nelle madri perfette. Il ruolo genitoriale viene descritto come trasformativo: l’essere madre sarebbe reso possibile dai figli, perché ogni azione compiuta con l’idea di fare ciò che è giusto viene poi stravolta dalla realtà quotidiana.

Rocca dichiara di sentirsi una madre presente, attenta, nonostante gli impegni lavorativi.

stefania rocca tra cinema, spot e regia: domande che contano

Nel racconto trova spazio anche il percorso creativo che attraversa linguaggi differenti. Rocca menziona un lavoro legato a uno spot per i tortellini, un’esperienza con il pesto insieme a Diego Abatantuono, e la regia di Gabriele Salvatores, che poi la porta nel suo Nirvana. Tra le tappe creative viene citato anche il primo film come regista, L’ora di tutti, tratto dal romanzo di Maria Corti del 1962 sul sacco dei turchi a Otranto del 1480.

Tra i rimpianti, Rocca indica una difficoltà personale: a volte non pone domande. Non afferma di avere paura nel farlo, ma dichiara di non amare essere invadente. Nello stesso tempo, riconosce che chiedere potrebbe essere importante, perché le domande possono aprire strade utili nel lavoro e nella collaborazione.

personaggi e figure citate

Nel racconto compaiono diverse figure centrali per episodi e percorsi professionali:

  • Stefania Rocca
  • Antony Minghella
  • Silvia Ferreri
  • Carlo Capasa
  • Leone
  • Zeno
  • Diego Abatantuono
  • Gabriele Salvatores
  • Maria Corti
“Il fotografo va a chiudere la porta e io gli chiedo perché. Lui dice ‘per essere più intimi’. Mi sono spaventata, gli ho sferrato un bel calcio… Ho capito quanto sia difficile sottrarsi per una ragazza”: Stefania Rocca si racconta
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Categorie: TV e Spettacolo

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