Sorelle scomparse in Abruzzo ricerche nel lago di Barrea e verifiche sui rapporti con i genitori

• Pubblicato il • 5 min
Sorelle scomparse in Abruzzo ricerche nel lago di Barrea e verifiche sui rapporti con i genitori

È passato circa un’intera settimana dalla scomparsa di Alisya (16 anni) e della sorella Sarah (12 anni), avvenuta dalla casa-famiglia “Ofh Hope” a Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. Le ricerche, coordinate dalle autorità competenti e intensificate nelle ultime ore, continuano senza ancora portare a elementi utili al ritrovamento delle due minori.

ricerche di alisya e sarah: focus sul lago di barrea e sui controlli sul territorio

Le attività investigative si sono concentrate nelle ultime ore nelle aree vicine al luogo della sparizione, con un’attenzione particolare rivolta al lago di Barrea. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno effettuato una ricognizione dello specchio d’acqua, soffermandosi sotto i due ponti. Parallelamente, droni e unità cinofile proseguono la perlustrazione dell’area dell’Alto Sangro.

Le indagini proseguono “a tutto campo” e sono coordinate dal sostituto procuratore di Sulmona, Stefano Iafolla, senza risultati finora utili all’individuazione delle due sorelle.

sparizione dalla casa-famiglia: cellulari lasciati e possibile uscita con auto

Secondo le prime ricostruzioni, le due minori sarebbero scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno, uscendo dalla porta-finestra e lasciando sul posto i propri cellulari. Gli investigatori non escludono la possibilità che, all’esterno, ad attenderle ci fosse un’auto.

In parallelo, le autorità stanno analizzando le immagini delle telecamere nel comune abruzzese, che avrebbero ripreso il passaggio di alcuni mezzi tra le 2 e le 5 del mattino. In base a questi riscontri, è stato aperto un fascicolo per sottrazione di minori.

Le verifiche includono anche l’ipotesi che qualcuno possa aver aiutato le ragazze ad allontanarsi dalla struttura. I carabinieri della compagnia di Castel di Sangro hanno effettuato diversi sopralluoghi nella casa-famiglia, con particolare riferimento alle camere da letto delle ragazze, che risultano poste sotto sequestro. A tre giorni dalla scomparsa sono state anche perquisite, senza esiti, le abitazioni dei genitori e dei nonni materni.

percorsi in casa-famiglia e provvedimenti giudiziari: ricostruzione della situazione familiare

Le due sorelle sono entrate nel circuito delle case-famiglia circa tre anni fa dopo una difficile separazione dei genitori. Inizialmente, Alisya era stata ospitata a Cassino e poi trasferita a Civitella Alfedena. Sarah, dopo un periodo a Cassino, era stata trasferita a Colli sul Velino, in provincia di Rieti. Le due minori si sono ricongiunte nella struttura abruzzese soltanto un anno fa, dopo due anni di separazione.

Durante l’affidamento alle strutture, a entrambi i genitori era stata revocata la responsabilità genitoriale in ragione della “conflittualità” successiva al divorzio. A fine maggio, però, il Tribunale per i minori di Cassino avrebbe restituito la responsabilità solo al padre.

attività di ricerca e testimonianze del padre

L’uomo sta seguendo le operazioni di ricerca tra Barrea e Villetta Barrea, accompagnato dal proprio legale Francesco Riccardi. Il padre ha smentito quanto emerso nei giorni successivi tramite dichiarazioni del legale della ex moglie, affermando che Alisya e Sarah non volevano né vedere né sentire non corrisponderebbe al vero. Ha sostenuto che mercoledì precedente alla scomparsa le due minori lo avrebbero contattato su Whatsapp, raccontando le attività svolte durante la giornata.

Secondo quanto riferito, il padre ha inoltre denunciato i gestori della struttura “Ofh Hope” come corresponsabili, lamentando una presunta mancanza di controlli.

appello della madre e dichiarazioni dell’avvocato

La madre ha rivolto un appello diretto alle figlie tramite un audio consegnato al proprio avvocato, Enrico Mastantuono. Nel messaggio, la donna chiede alle due minori di mettersi in contatto con lei, specificando che non è arrabbiata e che la situazione si “sistema” insieme, con la madre pronta ad aspettarle.

Secondo quanto riportato dal legale, la madre non avrebbe riottenuto la responsabilità genitoriale e l’ultimo incontro con le minori sarebbe avvenuto il 17 maggio, nel corso di un appuntamento regolare presso la casa-famiglia. Mastantuono ha riferito anche che le ragazze avrebbero sempre rifiutato di incontrare il padre e che sarebbero state speranzose di poter tornare con la madre, come testimonierebbero alcune lettere scritte dalle minori.

In riferimento al provvedimento che avrebbe ridato la potestà al padre, l’avvocato ha indicato che sarebbe soggetto a impugnazione.

contestazioni sulla decadenza della potestà materna

Le accuse vengono respinte dal legale del padre. Francesco Riccardi ha dichiarato che un Tribunale minorile avrebbe disposto due anni fa l’allontanamento delle minori dalla madre, richiamando relazioni di esperti su condotte definite pericolose e inadeguate. Riccardi ha inoltre citato un tribunale civile che pronuncerebbe la decadenza della potestà genitoriale materna e condannerebbe la madre a un risarcimento per il danno alle figlie e al proprio assistito.

documenti e segnali emersi nelle indagini: lettera e andamento scolastico

Dalle indagini risulterebbe emersa anche una lettera scritta a gennaio dalla più grande delle due ragazze, in cui veniva descritta la difficoltà di stare senza i genitori e l’affetto verso di loro. Nella stessa ricostruzione, viene riportata una frase in cui si affermava che nella testa “molti pensieri” invaderebbero e che sarebbe “come se non ci fosse un domani”.

Per quanto riguarda la situazione scolastica, Alisya frequenta le superiori, mentre Sarah frequenta la scuola media.

personaggi coinvolti nelle dichiarazioni e nel procedimento

  • Alisya
  • Sarah
  • Stefano Iafolla, sostituto procuratore di Sulmona
  • Francesco Riccardi, legale del padre
  • Enrico Mastantuono, legale della madre
Categorie: NewsCronaca

Per te