Sedie coltivate nel terreno vendute a 80mila euro: il bosco dei mobili viventi fa discutere

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Sedie coltivate nel terreno vendute a 80mila euro: il bosco dei mobili viventi fa discutere

Nel Derbyshire, in Inghilterra, l’idea di costruire un arredo cambia radicalmente prospettiva: invece di tagliare, assemblare o incollare, un gruppo di designer trasforma la coltivazione agricola in un metodo di creazione. Il Chair Orchard, noto anche come Frutteto delle Sedie, nasce da un piccolo appezzamento e porta le sedute a prendere forma direttamente dalla crescita delle piante. Un progetto di bio-design che richiede lunghi tempi di attesa—fino a dodici anni per un singolo esemplare—e che produce oggetti considerati “sculture viventi” privo di chiodi e colle. Sul mercato dell’arte contemporanea, le opere raggiungono valutazioni vicine ai 90.000 dollari (circa 80.000 euro), secondo quanto ricostruito a partire dalle dichiarazioni della coppia.

chair orchard: sedute che crescono dalla terra

Il Chair Orchard rappresenta la traduzione pratica di un’idea semplice e ambiziosa: l’oggetto non viene realizzato a partire da un materiale già pronto, ma viene coltivato fino a diventare una seduta. L’approccio si basa su un terreno coltivato come un laboratorio biologico, in cui i processi naturali guidano la forma finale. Ogni pezzo è il risultato di un percorso lungo e controllato, che combina pratiche agricole tradizionali con una regia precisa della crescita.

gavin munro: critica al design industriale e radici nell’infanzia

La direzione creativa del progetto trova un’origine personale nella storia di Gavin Munro. Da bambino, all’età di sette anni, affronta ricoveri ospedalieri legati a scoliosi e sindrome ossea di Klippel-Feil. Durante quei periodi passa il tempo osservando i bonsai nel giardino di famiglia. Un esemplare, cresciuto in modo irregolare, assume una sagoma che richiama un trono. Anni dopo, mentre studia il design del mobile, quell’immagine si intreccia con una critica ai metodi produttivi contemporanei.

Secondo le ricostruzioni riportate, l’osservazione chiave riguarda l’industria del legno: il processo standard prevede di abbattere alberi cresciuti per decenni, trasformarli in frammenti e poi incollarli in forme che, nel tempo, tendono ad allentarsi. Munro individua così un paradosso: progettare una solidità che dipende da incollaggi e tagli, quando la natura offre la possibilità di formare l’oggetto mentre la crescita è ancora in corso. Il cambio di paradigma consiste nel plasmare l’albero durante la sua crescita per ottenere un risultato stabile e duraturo.

metodo di produzione: taglio a ceduo e innesti guidati

La realizzazione del progetto avviene con l’avvio dell’attività insieme a Alice Munro, indicata come esperta di orticoltura. La produzione non si basa sulla forza meccanica applicata al manufatto, ma sull’uso di tecniche agricole storiche come taglio a ceduo, innesto e intreccio.

selezione delle piante e fase di radicazione

Il ciclo inizia piantando un alberello—tra le specie citate salice, quercia, frassino o ciliegio—e lasciandolo radicare indisturbato per circa cinque anni. Questa fase permette al materiale vegetale di stabilizzarsi prima di intervenire sulla forma.

modellazione vegetale a partire dal ceppo

Successivamente, la pianta viene tagliata fino al ceppo, una procedura che stimola la produzione di nuovi germogli. Questi germogli, inizialmente ancora flessibili, vengono poi indirizzati attorno a un’intelaiatura che riproduce la sagoma di una sedia capovolta. I rami non necessari vengono eliminati, mentre altri vengono innestati tra loro fino a creare una struttura portante unica.

assenza di chiodi e colle

Nei passaggi descritti dai Munro non compaiono chiodicolle. L’indicazione della direzione di crescita avviene tramite piccole incisioni mirate

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Categorie: Cronaca

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