Scontro sul bilancio Ue: Meloni e Sanchez alla guida della coalizione degli Amici della Coesione

• Pubblicato il • 5 min
Scontro sul bilancio Ue: Meloni e Sanchez alla guida della coalizione degli Amici della Coesione

Il futuro bilancio europeo accende un equilibrio delicato tra alleanze che si consolidano su alcuni dossier e si ribaltano su altri. Sullo sfondo del vertice di Bruxelles prende forma un asse sempre più riconoscibile tra Italia e Spagna, mentre le tensioni emerse al Consiglio europeo mostrano quanto le posizioni tra i Ventisette restino mobili in base alle priorità del momento. Il confronto ruota attorno al Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e al modo in cui le risorse debbano essere distribuite tra politiche tradizionali e nuove esigenze dell’Unione.

bilancio europeo 2028-2034: quadro negoziale tra coesione e nuove priorità

La seconda giornata del vertice di Bruxelles è dedicata in gran parte al primo confronto politico sulla proposta della Commissione europea per il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, il bilancio settennale dell’Unione. In parallelo emerge la differenza tra le indicazioni della Commissione e la proposta avanzata dalla presidenza cipriota.

La presidenza cipriota ha infatti presentato un quadro da circa 1.947 miliardi di euro, contro i quasi 2.000 miliardi di euro indicati dalla Commissione. Il nodo centrale non è solo la cifra complessiva, ma soprattutto la ripartizione delle risorse: coesione e Politica agricola comune da una parte, difesa, competitività e sicurezza economica dall’altra.

contributori netti e Paesi rigoristi: richiesta di bilancio più contenuto

Un fronte chiede un bilancio più limitato e un riequilibrio delle spese verso le nuove priorità. A guidare l’impostazione dei “rigoristi” sono i contributori netti e il gruppo dei Paesi che si riconosce in una linea di contenimento: viene respinta l’ipotesi di nuovo debito comune e viene sostenuta la necessità di spostare risorse verso le aree emergenti dell’Unione, dalla difesa alla competitività.

amici della coesione: nuove esigenze senza tagli a politiche tradizionali

Dall’altra parte, gli “Amici della Coesione”, con Italia e Spagna tra i promotori, chiedono che le nuove esigenze strategiche non si traducano in una riduzione delle politiche tradizionali previste dai Trattati. La richiesta è orientata a mantenere un equilibrio in cui le priorità emergenti possano essere affrontate senza penalizzare coesione, Politica agricola comune e politiche collegate.

meloni e dan: coalizione dei 17 Stati per sostenere la linea comune

Per consolidare il fronte a favore della coesione, si sono riuniti diciassette Stati membri su iniziativa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del presidente romeno Nicusor Dan. Hanno partecipato: Bulgaria, Croazia, Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna e Ungheria.

Cipro, pur aderendo al gruppo, non ha partecipato all’incontro perché detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue.

Nel corso della riunione i leader hanno ribadito la posizione già emersa nei mesi precedenti: il prossimo bilancio europeo deve permettere all’Unione di affrontare le nuove sfide strategiche senza penalizzare la politica di coesione, la Politica agricola comune e la Politica comune della pesca. Secondo il gruppo, queste aree costituiscono investimenti essenziali per il futuro dell’Europa e continuano a svolgere un ruolo centrale nel rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale, oltre a incidere sulla sicurezza alimentare e sulla competitività.

merz e jetten: contrarietà a nuovo debito comune e priorità alle spese strategiche

A marcare il fronte del rigore è intervenuto il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Il leader tedesco ha definito “chiaramente troppo elevata” la proposta di bilancio sul tavolo, sostenendo che “le cifre devono essere ridotte”. Merz ha ribadito anche la netta contrarietà della Germania a qualsiasi nuova forma di debito comune europeo, affermando che si può spendere solo quanto effettivamente disponibile e che Berlino continuerà a opporsi a nuovi prestiti dell’Unione.

Pur ricordando che i Paesi contrari al debito comune non rappresentano una maggioranza, il cancelliere ha sottolineato che sul bilancio pluriennale serve comunque l’unanimità dei Ventisette.

Sulla stessa linea si è espresso il premier olandese Rob Jetten, secondo cui il futuro dell’Europa non può essere costruito con “il bilancio degli anni Novanta”. Secondo Jetten, il prossimo quadro finanziario dovrebbe essere modellato sulle nuove esigenze di sicurezza e competitività, concentrando le risorse sulle priorità strategiche invece di preservare gli equilibri di spesa esistenti.

asse italia-spagna: convergenze sul bilancio e divergenze sulle migrazioni

Nonostante l’intesa crescente sul fronte del bilancio, le posizioni tra Italia e Spagna emergono meno allineate sul tema delle migrazioni. Già nei giorni precedenti Meloni e Sanchez avevano concordato la necessità di una linea comune: finanziare le nuove priorità senza ridurre le risorse destinate alla coesione e all’agricoltura.

Durante il Consiglio europeo, però, si sarebbe sviluppato un confronto acceso tra Meloni e Sanchez proprio sulle migrazioni dopo un intervento della premier danese Mette Frederiksen. Frederiksen aveva sostenuto il nuovo regolamento europeo sui rimpatri, recentemente approvato dal Parlamento europeo. In base a quanto riportato, Sanchez avrebbe contestato l’efficacia del provvedimento, mentre Meloni avrebbe criticato la decisione del governo spagnolo di procedere alla regolarizzazione di centinaia di migliaia di migranti irregolari, sostenendo che tali scelte producono effetti anche sugli altri Paesi dell’Unione.

protagonisti delle posizioni: leader e figure citate nel confronto

  • Giorgia Meloni
  • Pedro Sanchez
  • Friedrich Merz
  • Rob Jetten
  • Nicusor Dan
  • Mette Frederiksen
Nuovo scontro sul prossimo bilancio Ue: rigoristi e contributori netti contro gli “Amici della coesione” guidati da Italia e Spagna
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