Ponte sullo Stretto, ex magistrato contabile intercettato: cosa dice su Salvini e le sue aspettative
Intercettazioni e atti giudiziari delineano un quadro articolato attorno all’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele, in relazione all’inchiesta per corruzione che coinvolge anche l’imprenditore Vincenzo Virgiglio e l’avvocato Francesco Saccomanno. Nel decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Roma vengono riportate conversazioni in cui Miele descrive scelte, motivazioni e contatti, con riferimenti specifici alla vicenda del ponte sullo Stretto di Messina e alle decisioni della Corte dei Conti che avrebbero portato allo stop del progetto.
intercettazioni Miele Virgiglio e contesto sul ponte sullo Stretto di Messina
Secondo quanto riportato nel provvedimento, Miele avrebbe raccontato di aver evitato di partecipare a una manifestazione. La spiegazione fornita, riportata nelle comunicazioni intercettate dagli inquirenti, ruota intorno alla necessità di non esporsi alle domande dei giornalisti, in particolare sulla decisione dei giudici contabili di bloccare il progetto del ponte sullo Stretto di Messina. Miele afferma inoltre che i suoi “amici del governo”, citando tra essi Salvini, avrebbero atteso una presa di distanza.
Nel decreto si precisa che il magistrato, in pensione dal febbraio scorso, dichiara di non essere “assolutamente allineato” a colleghi che pochi giorni prima avrebbero negato il visto di legittimità alla grande opera. Allo stesso tempo, sostiene di non poter esprimere apertamente il proprio pensiero per evitare crisi istituzionali.
decisione della camera di consiglio e confidenze riferite a Saccomanno
Tra le intercettazioni richiamate figura una conversazione del 31 ottobre 2025, avvenuta due giorni dopo la decisione. In quell’occasione Virgiglio riferirebbe a Saccomanno le confidenze ricevute da Miele sullo svolgimento della camera di consiglio. Il contenuto riportato nel decreto include l’idea di una spaccatura interna e la dichiarazione secondo cui Miele si sarebbe allontanato per non votare.
visioni su documentazione e report riservato: i passaggi nelle conversazioni
Ulteriori elementi emergono da un’altra conversazione in cui Miele, secondo il decreto, lascerebbe intendere di aver visionato la documentazione relativa all’istruttoria sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Il tenore della comunicazione descrive una situazione qualificata come critica e “in salita”, richiamando anche una discussione con un interlocutore identificato come “Franco”. Nel medesimo contesto viene prospettata la possibilità di un incontro breve “di persona” per chiarire aspetti specifici.
rigetti della Corte dei Conti e indicazioni sul “problema da risolvere”
Nel provvedimento Miele sostiene di non essere preoccupato per l’ultimo atto di rigetto del 17 novembre, presentandolo come conseguenza logica del precedente rigetto del 29 ottobre. La comunicazione attribuita all’ex presidente aggiunto include l’affermazione secondo cui, a quel momento, si trattasse di un atto “dovuto” perché la pratica sarebbe stata ancora “appesa”.
Tra le frasi riportate emerge inoltre la definizione del problema da risolvere come un nodo che, pur non modificando “una virgola”, richiederebbe contatti e dialogo: “se ci scriviamo, ci parliamo, ci vediamo”. Nel quadro delineato dal decreto, Miele fa intendere di aver predisposto, in via riservata, un report da consegnare ai privati, con la finalità di mantenere il coinvolgimento operativo.
aspirazioni dopo il pensionamento e richieste di contatti istituzionali
Secondo gli inquirenti, il rapporto tra Miele e Virgiglio sarebbe tale da coinvolgere anche obiettivi professionali futuri. Nel decreto viene riportato che Miele si rivolge a Virgiglio anche per individuare architetti di fiducia, con l’obiettivo di verificare la possibilità di preventivi per lavori di progettazione e ristrutturazione legati alle abitazioni dei figli.
A pochi mesi dal pensionamento, Miele manifesta interessi e ambizioni riguardanti l’accesso a cariche apicali in organismi di diritto pubblico successivamente al termine del mandato. Il provvedimento indica che queste aspirazioni sarebbero sostenute dalle “entrature” di Virgiglio e Saccomanno, descritte come strumenti per ampliare la platea dei soggetti in grado di favorire le prospettive professionali.
pressioni politiche: nomina e ruolo in organismi pubblici
Nel decreto è presente anche un riferimento a un dialogo con un amico sindaco di un comune del Veronese, in cui Miele, chiamato a rispondere della decisione sul Ponte, ribadirebbe di aver svolto il proprio compito. Nel racconto attribuito a Miele, la spiegazione si lega alla volontà di rappresentare la posizione di persona e a un’attesa circa una possibile nomina, con l’indicazione di un presidente dell’Antitrust o di una società partecipata.
Il testo riportato nel provvedimento include anche una richiesta ulteriore all’amico sindaco: un intervento presso i vertici politici e istituzionali per favorire la nomina. Le comunicazioni ricordano che, all’uscita dal lavoro nel “nuovo anno”, Miele immagina un incarico ancora non definito, definendo la scelta come ampia e dichiarando la disponibilità rispetto a un possibile supporto tramite approvazione o “endorsment”.
concerti e appuntamenti istituzionali: occasione di Montecitorio
Il decreto riporta una disponibilità immediata dell’interlocutore politico a collaborare, accompagnando Miele a parlare con esponenti politici. L’incontro viene collocato in occasione del concerto di Natale del 20 dicembre 2025 a Montecitorio.
persone citate nelle conversazioni e nei riferimenti del provvedimento
- Tommaso Miele
- Vincenzo Virgiglio
- Francesco Saccomanno
- Salvini
