Nucleare ideologico e rallentamento delle rinnovabili: perché cresce più lentamente

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Nucleare ideologico e rallentamento delle rinnovabili: perché cresce più lentamente

Nell’immaginario collettivo, le promesse tecnologiche più sorprendenti sembrano spesso presentarsi come soluzioni definitive. Nelle riunioni aziendali, però, il confronto tende a riportare tutto su un piano concreto: dove si compra la tecnologia proposta, quali risorse servono, quando è effettivamente disponibile. Questo stesso criterio, se applicato alle scelte energetiche di un governo, mette in evidenza una distanza rilevante tra idee e realtà acquistabile.

energia nucleare e domanda cruciale: dove si compra?

Nel caso del nuovo programma nucleare, la discussione ruota attorno a tecnologie descritte con denominazioni come nucleare di quarta generazione, smr e fusione, oltre ad altre proposte. La questione centrale è che tali opzioni risultano, nel racconto attuale, allo stadio di idee e progetti e quindi non disponibili sul mercato nel senso pratico del termine. Da qui nasce l’idea di concentrare l’attenzione su sistemi che funzionano già e che si possono acquistare oggi, come le energie rinnovabili.

tecnologia in azienda vs tecnologia in politica

In un’azienda, una scelta tecnologica sbagliata tende a produrre conseguenze immediate: si rischia di perdere competitività, arrivare alla bancarotta e, nei casi estremi, uscire dal mercato. L’esempio richiamato è la persistenza nel produrre soluzioni superate, come regoli calcolatori o macchine da scrivere, oppure l’insistenza a mantenere motori termici per autoveicoli in un contesto in cui il quadro complessivo richiede un cambio di rotta.

Nel governo, il meccanismo di correzione è descritto come più lento e meno diretto. Gli errori politici vengono sostenuti dalle tasse dei cittadini finché il sistema regge, almeno fino a un eventuale crollo. Questo scenario rende più agevole perseguire scelte legate a considerazioni ideologiche invece che a indicazioni tecniche.

ideologia e conseguenze: il caso del comunismo

Il testo richiama il comunismo come esempio storico di un progetto su cui non sarebbe stata fornita una prova scientifica della sua bontà, pur nonostante un impegno prolungato di intere nazioni nel tentativo di farlo funzionare. Il risultato citato è la bancarotta, come avvenuto con l’Unione Sovietica.

scelte nucleari e critica che non incide

Il punto di contatto individuato riguarda la dinamica decisionale: le scelte politiche, secondo l’impostazione proposta, sarebbero guidate da un’adesione a un quadro ideologico, non da una valutazione tecnica. In tale contesto, la logica descritta è che siano i fatti a doversi adeguare alle aspettative, e non il contrario. Di conseguenza, le critiche tecniche incontrerebbero un muro ideologico che ne limita l’impatto.

luigi moccia e i problemi dell’energia nucleare

Viene citato Luigi Moccia, ricercatore Cnr, autore di un articolo tecnico ritenuto ben argomentato. L’articolo elencherebbe vari problemi legati all’energia nucleare: costi più elevati, assenza di sicurezza negli approvvigionamenti di combustibile, questione delle scorie, problemi strategici e altre criticità. Nonostante la forza dell’argomentazione, il testo sostiene che l’articolo non abbia avuto alcun effetto.

Nel parallelo storico evocato, si immagina che un’analisi tecnica capace di dimostrare l’impraticabilità del comunismo, durante il periodo staliniano, non avrebbe avuto lo spazio necessario per incidere: la reazione sarebbe stata severa. Il riferimento serve a sottolineare che, quando una scelta è sostenuta da un’ideologia, un’argomentazione tecnica può non modificare il percorso. Nel testo si afferma inoltre che, almeno per quanto noto, non risulterebbe un destino analogo per Moccia.

effetti pratici: rinnovabili frenate e dipendenza da fossili

Il quadro descritto prevede che il governo continui ad avvalersi di tecnologie nucleari il cui orizzonte temporale è considerato lontano: nel migliore dei casi, arriverebbero fra dieci anni, se arrivassero. Nel frattempo, il risultato indicato è un rallentamento della crescita delle rinnovabili. Parallelamente, rimarrebbe attiva la dipendenza dalle energie fossili, con i relativi problemi: clima e forniture.

bancarotta e richiesta di verifica: la domanda ripetuta

La conclusione richiama il rischio di ripetere, in forme diverse, le traiettorie di crisi già viste in altre esperienze storiche, arrivando a una bancarotta. L’auspicio formulato è di evitare un esito simile. Il testo però segnala la necessità che, davanti a certe scelte, venga avanzata con regolarità una domanda semplice e diretta: ma dove si compra questa tecnologia?

Personaggi menzionati:

  • Luigi Moccia
Investire sul nucleare è una scelta ideologica. E intanto si rallenta la crescita delle rinnovabili

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