Morte di isak andic indagini svela ipotesi terzo complice nel mirino una terapeuta familiare
La morte di Isak Andic, fondatore del gruppo di fast fashion Mango, continua a generare sviluppi rilevanti sul piano giudiziario. Il 14 dicembre 2025 Isak Andic è deceduto all’età di 71 anni dopo essere precipitato durante un’escursione sul massiccio di Montserrat, in Catalogna. L’indagine, finora concentrata su un’unica pista, sta assumendo nuove direzioni e introduce ulteriori elementi di complessità.
indagine sulla morte di isak andic: si valuta una terza persona
Il procedimento, fino a oggi quasi interamente incentrato sul primogenito Jonathan Andic, sta per allargare l’ambito delle verifiche. Jonathan Andic risulta formalmente indagato per presunto omicidio, poi arrestato e successivamente rilasciato dopo il versamento di una cauzione pari a un milione di euro.
La giudice istruttrice di Martorell, competente sul fascicolo, ha disposto la necessità di estendere gli accertamenti. In base a quanto viene indicato in un provvedimento richiamato dal quotidiano La Vanguardia, la magistratura mira a verificare “l’esistenza di una terza persona che direttamente o indirettamente abbia partecipato ai fatti”. Questo passaggio sposta il focus verso la possibilità che il quadro non sia circoscrivibile alle sole persone finora considerate.
focalizzazione giudiziaria oltre la pista iniziale
La decisione di ampliamento riguarda l’impostazione complessiva della ricerca di elementi utili a chiarire l’accaduto. La verifica dell’eventuale coinvolgimento di un soggetto ulteriore risulta determinante per comprendere la dinamica e per definire responsabilità e contributi diversi all’evento.
inchiesta e incongruenze: la ricostruzione contestata a jonathan andic
Le evoluzioni investigative si intrecciano con rilievi emersi dalle attività svolte sul campo, capaci di contraddire quanto dichiarato da Jonathan Andic. La giudice avrebbe contestato la ricostruzione fornita dal figlio in merito ad alcuni aspetti delle abitudini familiari, con particolare riferimento alla frequenza delle escursioni condivise con il padre.
Gli accertamenti effettuati dalla polizia catalana risulterebbero in netto contrasto con la narrazione difensiva. I dati investigativi indicano che padre e figlio non facevano passeggiate insieme in montagna da almeno dieci anni. Di conseguenza, l’uscita a Montserrat viene descritta, nel contesto delle verifiche, come un elemento anomalo rispetto alla ricostruzione del rapporto quotidiano tra i due.
movente economico e ruolo di una terapeuta familiare
Parallelamente agli aspetti legati alla dinamica dei fatti, l’indagine sta approfondendo le dinamiche private della famiglia Andic. Il magistrato inquirente avrebbe mostrato particolare attenzione per una terapeuta familiare che aveva in cura alcuni membri del nucleo familiare.
pressione e strategia: ipotesi sul movente
All’interno delle ricostruzioni al vaglio, emerge una pista legata a un possibile movente economico. Secondo l’ipotesi investigativa principale, Jonathan Andic avrebbe messo in atto una strategia finalizzata a “fare pressione e manipolare” il padre Isak.
Lo scopo, come viene riportato, sarebbe stato quello di costringere l’imprenditore a liquidare una parte dell’eredità mentre era ancora in vita. In questa cornice, la relazione familiare verrebbe considerata come un elemento utilizzato come strumento di scambio per ottenere vantaggi economici.
figure investigative coinvolte nell’ambito familiare
Nel procedimento risultano centrali soggetti appartenenti al perimetro familiare e professionale connesso alle dinamiche domestiche. Le verifiche includono anche la figura della terapeuta che seguiva parte della famiglia e la posizione di Jonathan Andic in relazione alle contestazioni emerse.
Soggetti menzionati:
- Isak Andic
- Jonathan Andic
- giudice istruttrice di Martorell
- terapeuta familiare


