Morte beatrice bordighera: la zia chiede l’affido delle sorelline

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Morte beatrice bordighera: la zia chiede l’affido delle sorelline

Il caso della morte della piccola Beatrice a Bordighera, avvenuta lo scorso febbraio, continua a svilupparsi con nuove ricostruzioni e attività istruttorie. Mentre la famiglia prova a definire il quadro futuro delle due sorelline, l’indagine si arricchisce di ulteriori dettagli legati alle responsabilità contestate e agli elementi raccolti dalla Procura di Imperia.

richiesta di affidamento per le due sorelline di beatrice

In queste ore è emersa un’istanza presentata dalla zia della bambina deceduta. La richiesta mira a ottenere l’affidamento delle due sorelle della vittima, oggi collocate in una struttura protetta. La domanda si inserisce in una fase particolarmente delicata dell’indagine, con procedimenti in corso nei confronti della madre e del compagno.

Secondo l’impostazione accusatoria, i fatti contestati sarebbero legati a maltrattamenti pluriaggravati dai quali, secondo la Procura di Imperia, sarebbe derivata la morte della piccola Beatrice. In questa cornice, risulta attualmente in carcere Emanuela Aiello, madre della bambina, insieme al compagno Emanuel Iannuzzi.

emanuela aiello e emanuel iannuzzi: accuse e contestazioni

La Procura contesta a Iannuzzi comportamenti violenti diretti nei confronti della bambina. Alla madre, invece, viene attribuito un profilo omissivo: l’accusa sostiene che non avrebbe impedito le violenze e non avrebbe garantito alla figlia le cure necessarie nonostante un progressivo peggioramento delle sue condizioni.

Durante gli interrogatori di garanzia, Iannuzzi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Aiello, dal canto suo, ha negato sia di aver maltrattato le figlie, sia di essere a conoscenza delle presunte violenze contestate al compagno.

foto e video nell’ordinanza: chiarimenti sulla provenienza del materiale

Uno degli aspetti più discussi riguarda il materiale richiamato nell’ordinanza cautelare, costituito da fotografie e video che descriverebbero le condizioni della bambina nelle settimane e nei giorni precedenti alla morte. La difesa di Iannuzzi ha fornito una precisazione sulla provenienza dei contenuti.

L’avvocato Cristian Urbini, che assiste il compagno della madre, ha dichiarato che le immagini e le registrazioni menzionate non sarebbero state rinvenute sul cellulare di Iannuzzi, bensì su dispositivi riferibili alla Aiello. In particolare, uno dei telefoni risultava in utilizzo alle minori, circostanza che, secondo la difesa, spiegherebbe la realizzazione di foto e video da parte delle due sorelle.

Le immagini e i filmati restano comunque inseriti nel fascicolo dell’accusa e vengono considerati dagli inquirenti uno degli elementi in grado di documentare le condizioni della piccola nei mesi precedenti al decesso.

violenza protratta e elementi ricostruiti dagli atti della procura

Dagli atti depositati emergerebbe che Beatrice avrebbe subito violenza e vessazioni per lungo tempo. L’ordinanza descrive una bambina con ecchimosi diffuse, segni sul corpo e lesioni che gli investigatori ritengono incompatibili con semplici incidenti domestici.

Tra gli elementi richiamati figurano anche capelli tagliati a ciocche e diversi episodi di presunto maltrattamento ricostruiti attraverso testimonianze e riscontri investigativi.

dichiarazioni delle sorelline e tentativo di chiedere aiuto

Particolare rilievo assumono, per gli inquirenti, le dichiarazioni rese dalle due sorelline maggiori. Secondo quanto emerge, le bambine avrebbero raccontato episodi di violenza e descritto anche le ultime ore di vita della sorella più piccola.

Dalle testimonianze risulta inoltre un tentativo di chiedere aiuto quando le condizioni della bambina avrebbero iniziato ad aggravarsi.

accertamenti attesi: ris e autopsia per chiarire le cause del decesso

Restano in programma alcuni passaggi considerati decisivi. Gli investigatori attendono il deposito della relazione completa del Ris relativa agli esami eseguiti nell’abitazione di Perinaldo, luogo indicato dalla ricostruzione accusatoria come quello in cui la bambina sarebbe morta prima del successivo trasferimento del corpo a Bordighera.

È inoltre atteso il referto definitivo dell’autopsia, che dovrà chiarire in modo conclusivo le cause del decesso e l’origine delle numerose lesioni riscontrate.

persone coinvolte nell’indagine

La vicenda coinvolge direttamente i soggetti citati nelle contestazioni e nelle fasi descritte dell’attività giudiziaria.

  • Emanuela Aiello
  • Emanuel Iannuzzi
  • Cristian Urbini
  • Beatrice
Beatrice morta a 2 anni, la zia chiede l’affido delle sorelline. Il legale di Iannuzzi: “Foto e video erano nei cellulari delle bambine”
Categorie: SaluteCronaca

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