Molestie su metro, treni e autobus: indagine a milano per capire la paura dei passeggeri

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Molestie su metro, treni e autobus: indagine a milano per capire la paura dei passeggeri

La sicurezza sui mezzi pubblici emerge come una priorità concreta, non solo sul piano emotivo ma anche su quello delle scelte quotidiane. Un’indagine condotta dall’Università Statale di Milano insieme all’Agenzia del trasporto pubblico locale della Città metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia restituisce un quadro articolato: una quota rilevante di persone segnala esperienze dirette di molestie e, soprattutto, descrive un clima di rischio che influisce sulle abitudini di viaggio.

sicurezza sui mezzi pubblici: dati sull’esperienza di molestie

La ricerca “Sentirsi al sicuro sui mezzi pubblici: una priorità per tutti” evidenzia che un passeggero su tre dichiara di aver subito almeno una molestia sui mezzi pubblici. Il dato colpisce per ampiezza e per la sua capacità di descrivere una condizione diffusa, capace di incidere sulla percezione del viaggio.

L’indagine, presentata nell’Aula Magna di via Festa del Perdono come riportato da media milanesi, ha coinvolto oltre 3.500 persone della comunità universitaria, includendo studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo. Il campione numericamente ampio consente di individuare tendenze significative, pur riferendosi a una popolazione specifica e non all’intero insieme degli utenti del trasporto pubblico lombardo. Questo aspetto metodologico è indicato come elemento rilevante per interpretare correttamente i risultati.

molestie e comportamenti intimidatori: tipologie per genere

Il quadro emerso descrive una percezione di insicurezza ampia: oltre l’80% degli intervistati utilizza abitualmente il trasporto pubblico come mezzo principale di spostamento e quasi il 30% riferisce di aver vissuto direttamente episodi di molestie o comportamenti ritenuti intimidatori. Le esperienze riportate non risultano uniformi e variano in relazione al genere.

Tra le donne risultano più frequenti apprezzamenti verbali indesiderati e contatti fisici inappropriati. Tra gli uomini, invece, prevalgono minacce, aggressioni e furti. Questa distinzione viene collegata a forme diverse di vulnerabilità nello spazio pubblico, con un impatto diretto sulla percezione del rischio.

bystander effect e senso di solitudine nelle vittime

Più degli episodi segnalati, il fattore che emerge con forza riguarda il senso di solitudine raccontato da molte vittime. In una larga maggioranza dei casi, chi assiste agli eventi non interviene. Lo studio richiama il “bystander effect”, fenomeno secondo cui i testimoni tendono a non agire, spesso perché ritengono che intervenga qualcun altro oppure per timore di esporsi personalmente.

livelli di insicurezza percepita: gruppi più esposti e contesti critici

Il timore non si presenta in modo uniforme. La ricerca indica che donne, anziani, persone con disabilità e appartenenti a minoranze etniche dichiarano livelli di insicurezza più elevati rispetto alla media. Anche il contesto incide: le fasce orarie serali e le zone periferiche vengono segnalate come i luoghi in cui la percezione del rischio aumenta maggiormente.

paura e cambiamenti nelle abitudini di viaggio

Le conseguenze della percezione del rischio non restano confinate al disagio psicologico. Per molti intervistati il problema modifica le abitudini quotidiane: la paura porta a evitare determinati percorsi o orari e, nei casi più estremi, può arrivare a limitare la libertà di movimento. I promotori dello studio sottolineano che la sicurezza percepita costituisce un elemento essenziale della qualità del servizio, pari a fattori come efficienza e puntualità.

sicurezza percepita e condizioni di viaggio: interventi proposti

I risultati mostrano che la sicurezza non dipende esclusivamente dalla presenza di reati o comportamenti illeciti. Influenzano in modo significativo il senso di protezione anche variabili come illuminazione delle fermate, pulizia degli ambienti, affollamento, presenza di personale e qualità degli spazi. In sintesi, la sicurezza percepita nasce dall’insieme delle condizioni che accompagnano l’esperienza di viaggio.

Tra le proposte formulate dagli intervistati figurano il rafforzamento della presenza visibile di personale e forze dell’ordine, l’estensione dei sistemi di videosorveglianza, il miglioramento dell’illuminazione e delle infrastrutture. Vengono inoltre indicate campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, orientate a favorire una maggiore responsabilità collettiva.

limiti dello studio e significato per la mobilità urbana

La ricerca non si propone di misurare in termini assoluti il fenomeno delle molestie sui mezzi pubblici, ma offre una fotografia significativa riferita a una popolazione che utilizza quotidianamente metro, treni, tram e autobus. Pur non rappresentando automaticamente l’intero universo degli utenti, il quadro evidenziato mostra come il tema della sicurezza percepita sia ormai parte integrante del dibattito sulla mobilità urbana e sull’accessibilità delle città.

“Molestie per un passeggero su tre”, un’indagine della Statale di Milano fotografa la “paura” su metro, treni e autobus
Categorie: SaluteCronaca

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