Massacro a Gaza Ucraina Sudan 56 massacri nel mondo il messaggio di ligabue a roma il mio nome è mai più il video
Durante il concerto allo Stadio Olimpico di Roma, Luciano Ligabue ha affidato alla musica un messaggio netto contro le guerre, rendendolo visibile attraverso testi e immagini proiettati sugli schermi. La scena ha alternato momenti di oscurità, ingresso della band e potenti illuminazioni rosse, trasformando il palco in un veicolo diretto di denuncia e sensibilizzazione.
luciano ligabue contro le guerre allo stadio olimpico
La performance si apre con il palco immerso nell’oscurità: l’artista è da solo con una chitarra acustica sull’estremità della passerella. Al ritornello, la band entra in scena e l’area si accende con una luce rossa intensa. Su tutti gli schermi compaiono messaggi espliciti, tra cui “Basta col massacro a Gaza”, “Basta col massacro in Ucraina”, “Basta col massacro in Sudan” e “Basta con i 56 massacri in corso nel mondo”. Il contenuto, presentato in forma chiara e ripetibile, concentra l’attenzione sulla condanna della violenza armata.
i messaggi del palco e il tema dei massacri
Il linguaggio visivo del concerto mette in primo piano la dimensione globale del conflitto. Le frasi proiettate non restano sullo sfondo: scandiscono il ritmo emotivo del brano e orientano la narrazione dell’esibizione verso un’unica direzione, basata sulla richiesta di cessazione dei massacri in diverse aree del mondo.
“nessuno è di qualcuno” e la violenza sulle donne
Nel corso dell’esecuzione, Luciano Ligabue passa a un altro fronte della violenza, introducendo l’ultimo inedito “Nessuno è di qualcuno”. Il cantautore specifica che si tratta di una canzone che ancora non è uscita, ma che è già stata eseguita dal vivo in un momento precedente. La dedica viene presentata in modo diretto: la canzone è pensata per donne e ragazze che hanno subìto qualsiasi tipo di violenza, con un riferimento a un dato riguardante la situazione in Italia, indicata come “una su tre”.
luci, schermi e visual del brano
La scena durante la parte dedicata al brano si basa su un’alternanza di luci rosse e bianche. Sullo schermo centrale, con fondo nero, appare il testo della canzone in bianco, accompagnato da grafiche rosse che richiamano il mondo e presentano elementi astratti. In parallelo, su tutti gli schermi viene proiettato un video in bianco e nero con alcuni volti dello spettacolo che ripetono “Nessuno è di qualcuno”. A seguire compare la frase “Una Nessuna Centomila” su fondo nero.
voce sul palco: chi ripete “nessuno è di qualcuno”
La parte video include numerosi ospiti e volti collegati allo spettacolo, chiamati a ripetere il messaggio centrale del brano e a sostenere la campagna simbolica della performance.
- Pierfrancesco Favino
- Linus
- Marco D’Amore
- Rosario Fiorello
- Marco Bocci
- Luca Zingaretti
- Luca Argentero
- Salvatore Esposito
- Stefano Fresi
- Edoardo Leo
- Giorgio Panariello
- Marco Giallini
- Raul Bova
- Giuseppe Fiorello
- Vinicio Marchioni
- Amadeus
- Fiorella Mannoia


