Malagò presidente figc: cosa significa per l’italia del calcio

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Malagò presidente figc: cosa significa per l’italia del calcio

Il dodicesimo giorno dei Mondiali americani coincide con la seconda apparizione di Messi e Mbappé, ma sul fronte italiano il centro della scena diventa un altro evento: l’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc, chiamato a sostituire il dimissionario Gabriele Gravina. La scelta si inserisce in una cornice di continuità di potere che era, secondo la ricostruzione proposta, largamente attesa.

elezione figc: Giovanni Malagò succede a gabriele gravina

L’esito dell’elezione viene presentato come tendenzialmente inevitabile, con un passaggio che mira a preservare gli assetti esistenti. A guidare la continuità sarebbe Giovanni Malagò, classe 1961, in contrapposizione a Giancarlo Abete, indicato come sfidante quasi coetaneo. Il ricambio, dunque, si configura come uno spostamento interno all’ecosistema del calcio italiano, anziché come rottura netta.

continuità del potere e sfida tra età simili

La dinamica tra i due candidati viene descritta come una sfida tra profili vicini per età, con Malagò chiamato a incarnare la continuità rispetto al predecessore Gravina. In tale scenario, la sostituzione viene interpretata come un modo per perpetuare l’impianto precedente, senza cambiare il quadro generale.

candidatura di gravina e ipotesi di esito già tracciato

Malagò risulterebbe essere stato il candidato sostenuto da Gravina. Nel testo, questo passaggio viene collegato a una presunta linea di difesa del presidente uscente, indicata come autoassolutoria, che avrebbe accompagnato le scelte fino alla conclusione del mandato.

fallimenti e responsabilità: mondiali 2022 e 2026, 2018 e gestione precedente

La narrazione dedica spazio ai fallimenti legati al ciclo calcistico italiano. Vengono richiamati due mancati obiettivi, con riferimento ai Mondiali del 2022 e del 2026, mentre il primo fallimento viene collocato nel 2018.

scarico delle colpe e ruolo della politica

Secondo quanto riportato, Gravina avrebbe scaricato la responsabilità su fattori esterni, facendo riferimento alla politica. Nel testo viene citato un esempio legato a Rino Gattuso e a una Nazionale che avrebbe fallito la qualificazione ai Mondiali contro la Bosnia-Erzegovina. A completare il quadro, viene indicato che la Bosnia-Erzegovina risulta battuta dalla Svizzera per 4-1, in un passaggio temporale definito come avvenuto il giovedì precedente.

cambiamenti annunciati e progetto di riforma: il ruolo di andrea abodi

Il testo inserisce anche la figura del ministro dello Sport Andrea Abodi, descritto come rimasto senza interlocutori nel suo progetto di cambiamento. Viene citato un altro nome, Adriano Galliani, collegato a un possibile percorso alternativo.

malagò e il sistema: relazioni, stadi e visione sul calcio

La figura di Malagò viene delineata come espressione di un piacionismo trasversale, con radici nel calcio e con riferimenti a contesti precedenti della sua carriera e delle relazioni maturate nel tempo. La narrazione collega la sua elezione a una maggioranza favorevole, includendo anche Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli.

stadi nuovi e commissario: posizione attribuita ad aurelio de laurentiis

Nel testo si attribuisce a De Laurentiis la posizione secondo cui gli stadi nuovi dovrebbero essere realizzati con fondi pubblici. Per sbloccare l’attuazione, viene indicata la necessità di un commissario capace di neutralizzare la burocrazia in modo complessivo, senza più permessi e vincoli. Tale impostazione viene contrapposta a promesse di sviluppo manageriale.

statalismo e gestione del calcio: interpretazione del quadro

La visione riportata pone l’accento su una richiesta di intervento pubblico esteso, in modo “senza se e senza me”, a vantaggio dei soggetti privati che gestiscono il calcio. Il passaggio richiama l’idea che, nell’ambito degli obiettivi infrastrutturali, si punti a un modello basato sulla gestione statale.

parte tecnica e riforme: impossibilità di rivoluzione e rischio di status quo

La questione centrale indicata nel testo riguarda la parte tecnica del fallimento calcistico italiano. L’elezione viene interpretata come conferma di un limite strutturale: la difficoltà di avviare una rivoluzione perché le relazioni interne sarebbero troppo consolidate.

uomo di relazioni e riforme: bisogno di antipatia secondo la narrazione

Malagò viene descritto come un soggetto che “conosce tutti” e che baserebbe la propria forza sui legami. Questa impostazione viene collegata al contenuto dell’intervento attribuito a Malagò, nel quale viene riportato che avrebbe dato ragione a chi lo aveva preceduto. Sul tema delle riforme, viene introdotta la citazione di Andrea Binaghi, presidente della federazione del tennis, secondo cui per realizzare cambiamenti sarebbe necessario assumere un profilo antipatico e non conciliatorio.

revisione radicale e coltivazione talenti: scenario contrapposto

Nel testo si richiama l’idea che l’Italia avrebbe avuto bisogno, sul piano calcistico, di una rivoluzione radicale e di una gestione centrata sul talento, con un riferimento alla fascia anagrafica dei quarantenni e dei cinquantenni. La prospettiva proposta contrasta con l’attesa che l’amichettismo di Malagò possa limitarsi ad accontentare i diversi interlocutori, con la possibilità di un Mancini bis per la Nazionale e un tentativo di mantenere lo status quo.

messaggi simbolici del giorno: messi, mbappé e anniversario all’azteca

La chiusura del testo intreccia il quadro sportivo internazionale con un richiamo storico. Viene sottolineato il parallelismo tra Messi e Mbappé che giocano la loro parte nel presente e Malagò come figura centrale sul piano interno. Il testo ricorda inoltre che oggi ricorrono quarant’anni dal destino più grande del calcio che si realizzò all’Azteca di Città del Messico: prima la Mano de D10S e poi il gol più bello di sempre.

personaggi citati nel testo

  • Giovanni Malagò
  • Gabriele Gravina
  • Giancarlo Abete
  • Andrea Abodi
  • Adriano Galliani
  • Rino Gattuso
  • Buffon
  • Bonucci
  • Aurelio De Laurentiis
  • Luca Cordero di Montezemolo
  • Gianni Agnelli
  • Ennio Flaiano
  • Andrea Binaghi
  • Roberto Mancini
  • Messi
  • Mbappé
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