Longevity economy economia della longevità come cambia il futuro dell’età

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Longevity economy economia della longevità come cambia il futuro dell’età

L’aumento dell’aspettativa di vita sta ridefinendo i confini dell’economia e del welfare, trasformando l’invecchiamento della popolazione da semplice vincolo a leva di crescita. A Milano, presso la sede di Arca Fondi, è stato presentato il nuovo libro “Longevity Economy” di Alberto Brambilla, con l’obiettivo di mettere al centro modelli di servizi, consumo e sviluppo capaci di intercettare bisogni e opportunità legati alle età più avanzate.

longevity economy: perché l’invecchiamento diventa opportunità

Negli ultimi decenni, la crescita della popolazione over 65 ha cambiato l’assetto sociale e gli equilibri dei sistemi di protezione. La prospettiva tratteggiata da Longevity Economy sposta l’attenzione dalla sola dimensione di sfida per il welfare verso nuove possibilità economiche e sociali, legate soprattutto all’evoluzione delle esigenze e delle capacità della fascia adulta.

Il concetto richiama un ripensamento del ruolo delle diverse età, valorizzando il contributo dei cittadini più adulti tramite esperienza, consumi e capacità produttiva. Secondo l’impostazione del volume, la Longevity Economy comprende i prodotti e i servizi dedicati a chi si avvicina alla quarta età e a chi, storicamente, veniva indicato come “Silver”.

chi sono i longennial e come cambiano i bisogni

Nel quadro proposto, un ruolo centrale è attribuito ai cosiddetti Longennial, definiti come le persone che negli ultimi ottanta anni hanno visto un incremento marcato dell’aspettativa di vita. Il testo richiama una linea di trasformazione: alla fine della Seconda Guerra Mondiale la vita media era intorno ai 50-60 anni, mentre oggi si raggiungono 84-85 anni. La traiettoria indicata porta a ipotizzare una possibile estensione fino a 88-89 anni.

Questi cambiamenti, secondo l’impostazione del libro, rendono necessario riorganizzare economia, welfare e servizi per fare dell’invecchiamento un’occasione di sviluppo, con ricadute sia per il Paese sia per la società nel suo complesso. La trasformazione riguarda anche gli andamenti legati ai risparmiatori, in relazione all’allungamento della vita.

longevity economy e finanza: protezione e rendimento

All’interno del dibattito emerso durante la presentazione, viene evidenziata una concentrazione di asset finanziari nel perimetro della Silver Economy. L’osservazione sottolinea che, mediamente, molte persone di questa fascia non hanno la possibilità di continuare a guadagnare come in età lavorativa, risultando quindi più attente al rischio e con un orizzonte temporale esteso.

In questo scenario, la combinazione tra protezione e rendimento viene indicata come una sfida rilevante. La componente finanziaria, quindi, si intreccia con l’evoluzione dei bisogni legati all’età, richiedendo soluzioni coerenti con nuove aspettative e nuove priorità.

il contributo dei senior alla crescita delle comunità

Alla presentazione ha preso parte anche Mons. Vincenzo Paglia, Presidente Emerito della Pontificia Accademia per la Vita, intervenuto sul valore che i senior possono offrire alle comunità. Il punto centrale riguarda la capacità di generare un contributo significativo, partendo dal dato numerico: in Italia, secondo quanto riportato, la popolazione senior è di circa 14 milioni.

Nel suo intervento, viene richiamata l’esigenza di “inventare” gli anni aggiuntivi, con un’attenzione alla continuità generazionale. Viene proposta la creazione di una catena di generazioni che permetta di trasmettere prospettive, problemi e difficoltà, riconoscendo che ogni generazione possiede ricchezze e povertà insieme. L’invito conclusivo è legato alla cura reciproca: la collaborazione tra età diverse come base per un impegno condiviso.

esperienza e continuità tra generazioni

Il ragionamento pone l’accento sul fatto che non sia possibile vivere per decenni “nel vuoto”, rendendo necessario un modo nuovo di dare senso e struttura agli anni di vita più lunghi. In questo quadro, la testimonianza personale viene utilizzata per richiamare un’esperienza lunga della Repubblica e il passaggio di conoscenze alle nuove generazioni.

sfide e opportunità demografiche: equilibrio economico e forza lavoro

Nel corso della presentazione, il demografo Gian Carlo Blangiardo ha illustrato sfide e opportunità collegate all’invecchiamento della popolazione. Tra le sfide principali viene indicata la necessità di mantenere gli equilibri del sistema, evitando che l’economia entri in crisi per effetto del mancato ricambio tra generazioni giovani e meno giovani.

Un ulteriore punto riguarda la forza lavoro e l’aumento della pressione su sistemi pensionistico e sanitario. L’analisi, però, riconosce anche opportunità concrete: la presenza di una popolazione numerosa e mediamente benestante.

Le opportunità vengono ricondotte a condizioni favorevoli vissute da queste generazioni e alla tenuta complessiva di un welfare che, pur con fragilità, continua a reggere. Da qui deriva l’indicazione secondo cui il sistema economico, a diversi livelli, dovrebbe essere in grado di cogliere le possibilità generate dal cambiamento demografico.

nuovi bisogni e spazi di intervento in nicchie specifiche

La riflessione finale richiamata nella presentazione evidenzia che bisogni e consumi in evoluzione possono aprire spazi di intervento anche in nicchie specifiche, con l’obiettivo di produrre risultati economici soddisfacenti.

figure presenti all’evento

  • Alberto Brambilla
  • Ugo Loeser
  • Mons. Vincenzo Paglia
  • Gian Carlo Blangiardo
Categorie: SaluteEconomia

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