La dedica di lucarelli a igor protti: le tre cose che gli chiese di fare
Un messaggio carico di emozione e di ricordi accompagna la scomparsa di Igor Protti, raccontata attraverso le parole di Cristiano Lucarelli in un lungo post condiviso online. Il testo ricostruisce un’ultima chiamata, l’urgenza di raggiungere un amico e una serie di richieste maturate nel corso del tempo, fino al commiato finale.
l’annuncio: la chiamata durante lo spostamento in scooter
La narrazione prende avvio da un momento preciso, venerdì 12 giugno, alle 9:42. Mentre si è in sella a uno scooter, squilla il telefono e a chiamare è Igor. La comunicazione è breve ma immediata: “Cri, sono arrivato”. Seguono domande e chiarimenti, con Igor che conferma che l’attesa si sta chiudendo e che l’arbitro sta per chiudere il tempo: “è questione di ore o di giorni”. Da lì nasce l’indicazione più netta: se possibile, recarsi subito a casa.
il viaggio e la scoperta: Igor sul letto, Daniela lascia spazio
Alla notizia, lo stomaco si stringe e il respiro diventa difficile. Parte quindi immediatamente l’auto, con l’arrivo rapido presso l’amico. All’ingresso, il racconto descrive Igor sdraiato sul letto nel soggiorno, con lo sguardo rivolto verso la finestra. La presenza di Daniela emerge con una frase essenziale: “Vi lascio soli”. In quelle parole, il messaggio sottolinea l’idea che Igor avesse bisogno di parlare senza altri accanto, creando un momento riservato.
le tre richieste di Igor: memoria, poltrona e promesse da tenere con sé
Il testo entra nel cuore del rapporto tra i due, ricordando che Protti avrebbe chiesto a Lucarelli tre cose da fare dopo la sua morte. La prima riguarda una poltrona: prendere la poltrona regalata e portarla a casa propria, con l’impegno di ricordarsi ogni giorno di ciò che sono stati insieme. La seconda e la terza richiesta vengono indicate come ancora “per ora” tenute da Igor, insieme a tutto il resto, lasciando spazio all’idea che non fossero state completate in quella fase.
il commiato e il ricordo della tenacia: “non hai mai mollato”
Il messaggio prosegue descrivendo il momento immediato della reazione emotiva: piangere e abbracciarsi sul letto per diversi minuti. La difficoltà del periodo emerge anche dai segni della malattia: i segni della battaglia contro il tumore sarebbero stati visibili. Nonostante questo, viene ribadito che Igor non avrebbe mai mollato, portando la propria “cucciola” all’altare come un leone ferito.
il parallelo calcistico: la resistenza fino alla fine
Nella riflessione calcistica, Igor viene accostato a quanto accaduto nella doppia finale dei playoff contro il Como. L’immagine è quella di una presenza nonostante la difficoltà: zoppicante, ma presente, perché fino alla fine si resiste.
la conclusione: riposo in pace, gli amici della curva e la città che tributa
Il post si chiude con un saluto diretto. Igor viene invitato a riposare in pace e a godersi l’abbraccio con il padre. Subito dopo, viene indicato di cercare e salutare anche altre persone e amici: Miguel il Moro, il Nassi e tutti gli amici della Curva Nord “Paradiso”, includendo anche altri tifosi del Livorno che lo avrebbero amato e che sarebbero scomparsi negli ultimi anni.
La chiusura richiama infine un’immagine legata allo stadio: da domani, da “sopra lo stadio”, Igor dovrebbe godersi lo spettacolo che la città tributerà. Il messaggio si chiude con un ultimo pensiero affettuoso: “Mi manchi già, permalosone”.
Persone e gruppi menzionati nel testo
- Igor Protti
- Cristiano Lucarelli
- Daniela
- Miguel il Moro
- il Nassi
- Curva Nord “Paradiso”
- altri tifosi del Livorno
- il padre di Igor
