Israele oltrepassa il Litani: il 41% degli attacchi aerei colpisce il nord del Libano

• Pubblicato il • 5 min
Israele oltrepassa il Litani: il 41% degli attacchi aerei colpisce il nord del Libano

La guerra in Libano sta cambiando forma e traiettoria. Le operazioni aeree israeliane, finora raccontate come legate a confini e margini di sicurezza, mostrano un andamento sempre più esteso verso nord: non solo oltre il confine simbolico della Blue Line, ma anche oltre il fiume Litani, indicato in passato come riferimento centrale per l’equilibrio delle misure di sicurezza. I dati raccolti da un think tank collegato all’intelligence indicano un’espansione stabile del raggio d’azione e una progressiva normalizzazione dei raid oltre il corso d’acqua, accompagnata da un’evoluzione parallela delle dichiarazioni politiche e militari.

operazioni israeliane oltre il fiume Litani: la nuova estensione dei raid

Per anni Israele ha presentato la “zona cuscinetto” fino al fiume Litani come un limite strategico e politico. Il corso d’acqua, posto a circa 30 km a nord della Blue Line, veniva descritto come il punto di equilibrio capace di garantire la sicurezza del nord del Paese. Nel settembre 2024, l’allora ministro degli Esteri Israel Katz sosteneva che, se il mondo non avesse rimosso Hezbollah a nord del Litani in linea con la risoluzione 1701, lo avrebbe fatto Israele.

La cornice richiamata da Tel Aviv faceva riferimento al documento delle Nazioni Unite del 2006, che prevede una zona libera da milizie tra la Blue Line e, appunto, il Litani. Oggi, secondo i report, la realtà descrive un altro scenario: le forze israeliane avrebbero spinto la guerra oltre quella linea.

pattern settimanali: ondate di attacchi sempre più spesso oltre il Litani

Nei report settimanali dell’Alma Research and Education Center, think tank collegato all’intelligence delle IDF, riferiti al periodo compreso tra il 25 maggio e il 7 giugno, emerge una tendenza chiara. Mentre Hezbollah concentrerebbe attacchi crescenti contro le truppe israeliane nel Libano meridionale, la Israel Air Force avrebbe ampliato in modo regolare il raggio delle operazioni aeree, colpendo anche aree situate a nord del Litani.

Nella settimana dal 25 al 31 maggio, sono state registrate 514 ondate di attacchi. Di queste, 237 hanno colpito a nord del fiume. Dal 1° al 7 giugno, i raid complessivi scendono a 286, ma 103 vengono comunque condotti oltre il corso d’acqua.

In entrambe le settimane, circa il 40% delle operazioni israeliane riguarda aree oltre la fascia meridionale che, per anni, è stata indicata come la principale criticità per la sicurezza del Paese.

volumi complessivi dal cessate il fuoco: quota raid oltre il fiume

Il quadro cambia in modo ancora più evidente analizzando i totali. Dal 17 aprile, data di inizio del cessate il fuoco, fino al 7 giugno, secondo Alma l’aviazione israeliana avrebbe effettuato 1.747 ondate di bombardamenti in Libano. Di queste, 716 avrebbero colpito obiettivi a nord del Litani. Altre 50 sarebbero state condotte nella valle della Bekaa e 5 nel governatorato del Monte Libano.

La progressione della quota di raid oltre il fiume segue un andamento crescente. Tra il 17 aprile e il 19 maggio circa il 36% delle ondate sarebbe avvenuto oltre il Litani. Nelle ultime settimane di maggio la percentuale sale fino a 45–46%, con quasi un bombardamento su due oltre il fiume. Dopo il picco di fine maggio, la quota si stabilizza intorno al 40–41% nel periodo fino al 7 giugno.

Nei report viene anche indicato che Beirut è tornata nel mirino, con tre attacchi.

evoluzione strategica: dal confine come limite alla profondità nel territorio

Parallelamente ai dati sui raid, cambia anche l’impostazione strategica. Fino al 2024, il dibattito avrebbe ruotato soprattutto attorno alla necessità di allontanare Hezbollah dal confine. Negli ultimi mesi, diversi osservatori evidenziano invece che droni e razzi continuerebbero a essere lanciati da postazioni situate oltre il Litani. In questa cornice, controllare o “bonificare” l’area a sud del fiume non sarebbe considerato sufficiente a eliminare la minaccia.

avanzata di terra verso il fiume zahrani e indicazioni alla popolazione

Tra il e il 7 giugno, le truppe di terra israeliane si sarebbero spinte almeno fino al fiume Zahrani, situato a circa 25 km più a nord del Litani. In diverse occasioni, le forze israeliane avrebbero intimato alla popolazione di evacuare e di trasferirsi a nord dello stesso corso d’acqua.

raid alla dahieh: colpire il comando politico e organizzativo

Il 7 giugno viene citato un caso ritenuto emblematico: un raid avrebbe colpito la Dahieh, periferia meridionale di Beirut. L’area viene descritta come il principale bastione politico e organizzativo del Partito di Dio. In base alla lettura riportata, la Dahieh non avrebbe un legame geografico diretto con la sicurezza immediata delle comunità israeliane lungo il confine, ma costituirebbe il cuore del sistema di comando del movimento sciita.

Colpire un’area di questo tipo significherebbe superare la sola logica della fascia di sicurezza e mirare invece a strutture strategiche dell’organizzazione.

dichiarazioni istituzionali israeliane: litani come obiettivo sempre meno “lineare”

Il cambiamento di rotta è collegato anche alle dichiarazioni dei vertici istituzionali. Il 24 marzo Katz annunciava che le IDF avrebbero “controllato i ponti e la zona di sicurezza fino al Litani”. Il 21 aprile il ministro della Difesa ribadiva l’intenzione di agire non solo in prossimità del confine, ma anche “contro le minacce provenienti da nord del Litani e da tutto il territorio libanese”.

La svolta viene rafforzata da quanto attribuito a Benjamin Netanyahu. Il 29 maggio, durante la visita alle truppe sul fronte, il premier avrebbe dichiarato che l’avanzata di terra in corso da giorni verso nord aveva portato le forze israeliane oltre il fiume Litani, con l’obiettivo di controllare le posizioni dominanti.

significato politico del litani: da traguardo a tappa già superata

La conseguenza descritta è che il Litani appare sempre meno come traguardo di un’operazione e sempre più come una tappa già oltrepassata. Non cambia soltanto la geografia dei raid; cambia anche il significato politico attribuito al fiume. Da linea oltre la quale Hezbollah doveva arretrare, il Litani diventa un confine considerato da Israele non sufficiente a garantire la sicurezza. L’obiettivo indicato risulta orientato a colpire Hezbollah in profondità nel territorio libanese.

personaggi citati nei report e nelle dichiarazioni

  • Israel Katz
  • Benjamin Netanyahu
Libano, il 41% dei raid a nord del fiume Litani: così Israele ha esteso verso Beirut la guerra a Hezbollah

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