Iran, al negoziati sul nucleare di Teheran: Trump affida a Witkoff la strategia
La strada verso un riavvio dei negoziati Stati Uniti-Iran sul programma nucleare di Teheran torna ad aprirsi, dopo una fase di blocco e la ripresa delle tensioni in Medio Oriente. L’inviato speciale del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff, si trova in viaggio verso la Svizzera per dare avvio al primo round di colloqui con la Repubblica islamica. La cornice diplomatica è stata predisposta dalla firma di un memorandum d’intesa che ha posto fine alla guerra, mentre l’identità dei partecipanti ai colloqui aggiunge ulteriori elementi di interesse, con il coinvolgimento di Jared Kushner.
negoziati nucleari Stati Uniti-Iran: avvio in svizzera con Witkoff
Un avvicinamento concreto ai colloqui emerge dal viaggio di Steve Witkoff verso la Svizzera. È previsto l’avvio del primo round di colloqui tra Stati Uniti e Repubblica islamica dell’Iran, dopo la firma del memorandum d’intesa che ha segnato la fine della guerra. Secondo quanto riportato dai media americani, facendo riferimento a informazioni fornite da un funzionario, l’inizio dei colloqui in Svizzera sarebbe legato anche alla composizione della delegazione statunitense.
Il punto temporale resta ancora non definito con precisione: i media indicano che non è chiaro quando dovrebbero partire effettivamente i colloqui.
jared kushner ai colloqui: ruolo nel team statunitense
Nei colloqui in Svizzera sarebbe coinvolto anche Jared Kushner, indicato come genero del presidente. La sua presenza risulta già confermata sul territorio svizzero, mentre continua l’incertezza sull’avvio formale delle sessioni negoziali.
Witkoff e Kushner risultano aver preso parte ai negoziati che hanno condotto alla stesura del documento poi firmato tra le parti.
tempistiche e blocchi: dalla data prevista allo stop legato a israele e hezbollah
I negoziati avrebbero dovuto partire nella giornata di venerdì 19 giugno, ma l’inizio è stato congelato. Il congelamento viene collegato al momento in cui si è riacceso il conflitto tra Israele e Hezbollah, che ha influenzato l’avvio della trattativa.
Il percorso negoziale previsto si svilupperebbe in un arco di 60 giorni. L’obiettivo indicato è risolvere la questione centrale del nucleare e arrivare a un accordo definitivo.
linea nucleare di trump e soglia del 90% dell’uranio
Al centro della negoziazione c’è lo stato attuale del programma nucleare iraniano. L’Iran avrebbe in possesso circa 440 chili di uranio arricchito al 60%. La fonte descrive che sarebbero necessari pochi altri passaggi tecnici, relativamente considerati semplici, per raggiungere rapidamente la soglia del 90%.
Secondo la ricostruzione riportata, il livello del 90% sarebbe legato all’uso in ambito militare e alla produzione di armi nucleari.
Nel quadro politico delineato, la posizione di Trump è richiamata in modo esplicito: il presidente ha più volte affermato che Teheran non avrebbe accesso ad armi atomiche, sostenendo che l’Iran non le produrrà e non le acquisirà, prima e dopo la firma del memorandum.
risposta iraniana e disponibilità statunitense: nessuna urgenza a teheran
La posizione di Teheran viene comunicata attraverso una dichiarazione che esclude una necessità immediata di incontrare i negoziatori statunitensi in Svizzera. In giornata, l’Iran ha fatto sapere che non c’è alcuna urgenza di svolgere l’incontro.
Il Ministero degli Esteri iraniano, per voce del portavoce Esmail Baqaei, ha collegato la scelta alla tempistica: l’accordo sul memorandum d’intesa sarebbe stato firmato elettronicamente il 18 giugno. La conseguenza dichiarata è l’intenzione di organizzare l’incontro nei prossimi giorni, senza necessità di fissarlo con urgenza.
jd vance pronto a partire: indicazione della casa bianca
Sul versante statunitense, la Casa Bianca ha reso noto che il vicepresidente JD Vance è pronto a partire per i colloqui “alla prima opportunità”.
partecipanti menzionati ai negoziati
- Steve Witkoff
- Jared Kushner
- Donald Trump
- JD Vance
- Esmail Baqaei