Fondi ai comuni governo scippo al sud lennesimo caso
Nel dibattito politico-monetario legato ai conti locali, emerge un provvedimento che impatta in modo diretto la ripartizione di risorse tra Comuni del territorio nazionale, con ricadute particolarmente critiche per le aree del Sud. Il cuore della questione ruota attorno all’Atto del Governo n. 400, trasmesso per il relativo parere alla Commissione Parlamentare per il Federalismo Fiscale, e finalizzato all’approvazione della stima delle capacità fiscali comunali. Le modalità di calcolo, secondo le contestazioni emerse durante le audizioni, finiscono per produrre effetti percepiti come penalizzanti proprio nei territori più fragili.
Il meccanismo, descritto come tecnico e fondato su parametri statistici, mira a definire regole di calcolo per le entrate utili alla ripartizione del Fondo di solidarietà comunale. L’esito temuto riguarda una perequazione che, nelle intenzioni, dovrebbe tutelare le aree svantaggiate, ma che viene contestata per incoerenze metodologiche e per l’impostazione di variabili ritenute poco aderenti alle reali condizioni economiche e sociali locali.
atto governo n. 400: capacità fiscale e fondo di solidarietà comunale
L’Atto del Governo n. 400 nasce per approvare la stima delle capacità fiscali dei singoli Comuni e per stabilire le regole di calcolo delle entrate da utilizzare nella ripartizione del Fondo di solidarietà comunale. La nozione centrale è la capacità fiscale, intesa come la stima di quanto ciascun Comune riesca a incassare dalle tasse locali, facendo riferimento a imposte come IMU e addizionale IRPEF, a parità di aliquote e tenendo conto della ricchezza reale del territorio.
Lo Stato utilizza tali dati per confrontare le entrate potenziali con i fabbisogni standard, ossia l’ammontare che ciascun Comune dovrebbe spendere per garantire i servizi essenziali. In base a tale confronto, i Comuni la cui capacità fiscale risulta insufficiente rispetto alle necessità ricevono fondi di aiuto dallo Stato.
Secondo quanto sostenuto nel corso delle audizioni, le metodologie contenute nel provvedimento, pensate per proteggere le aree fragili, avrebbero invece il potenziale di penalizzare i territori che dovrebbero essere maggiormente tutelati. A sostegno di tale impostazione vengono richiamate posizioni articolate da esponenti e tecnici.
audizioni e criticità: perequazione percepita come insufficiente
Nel ciclo di audizioni, le criticità vengono riportate in modo puntuale, con contestazioni che riguardano sia l’adeguatezza dei meccanismi perequativi sia la logica con cui vengono interpretate alcune caratteristiche territoriali. Tra i rilievi principali si colloca l’idea che la perequazione non risponda in modo adeguato all’ampiezza dei divari.
luca bianchi (svimez): meccanismi perequativi e divari nei servizi sociali
Il Presidente di Svimez Luca Bianchi pone l’accento sull’adeguatezza dei meccanismi perequativi del Fondo di solidarietà comunale, ritenuta coerente solo in misura limitata rispetto all’ampiezza dei divari nei servizi sociali dei territori fragili. Viene sottolineato che tali meccanismi risultano insufficienti rispetto alla dimensione dei divari territoriali esistenti.
pasquale lampugnale: algoritmo e variabili fisiche come distorsione
L’imprenditore Pasquale Lampugnale, già vicepresidente nazionale di Confindustria per la piccola industria, porta tra le contestazioni il legame tra ricchezza del territorio e alcune caratteristiche fisiche e strutturali. Tra queste compare persino la lunghezza delle strade comunali.
Viene rilevato che l’algoritmo assumerebbe un principio secondo cui più un Comune ha chilometri di strade significa più possibilità di incassare attraverso voci come multe, canoni di occupazione o parcheggi. L’obiezione proposta riguarda le aree montane e i territori interni, dove l’estensione delle strade sarebbe legata alla necessità di collegare piccole frazioni distanti. In tale contesto, considerare l’estensione stradale come segnale di ricchezza potenziale ridurrebbe ingiustamente i fondi perequativi per i Comuni svantaggiati, sottraendo risorse considerate necessarie.
giovanni barretta: perequazione dimezzata fino al 2020 e anticipazione al 100% prima del 2030
L’economista Giovanni Barretta evidenzia come la perequazione statale per i territori più fragili sia rimasta dimezzata fino al 2020. L’impostazione descritta è che, invece di assegnare risorse complete ai Comuni più poveri, sarebbero state trasferite solo una quota delle risorse previste.
Nel quadro ricostruito, sarebbe stato necessario attendere fino al 2026 per un incremento fino all’85%, accompagnato da un riconoscimento formale di un divario territoriale che viene indicato come ancora effettivo. Da questa lettura deriva l’indicazione che l’anticipazione della convergenza al 100% della capacità fiscale e dei fabbisogni standard prima del 2030 costituirebbe, secondo l’economista, l’unico strumento idoneo a sterilizzare le rendite di posizione finanziaria dei Comuni ad alta capacità fiscale.
modello di calcolo capacità fiscale imu: rendite catastali obsolete e rischi di sovrastima
Ulteriori criticità vengono ricondotte al modello di calcolo previsto dall’Atto n. 400, che stimerebbe la capacità fiscale dell’IMU considerando le rendite catastali, descritte come spesso obsolete e storicamente elevate al Sud. La contestazione si fonda sul crollo del valore di mercato registrato negli ultimi vent’anni, ritenuto non adeguatamente riflesso nelle variabili impiegate.
In questo quadro, la Senatrice Vincenza Aloisio invita il Ministero a introdurre coefficienti di svalutazione per i territori colpiti da svalutazione immobiliare. L’obiettivo indicato è evitare una sovrastima della capacità fiscale e, conseguentemente, la decurtazione dei trasferimenti.
parere favorevole della maggioranza: esito del processo di federalismo fiscale
Le fasi conclusive del procedimento avrebbero dovuto fornire, secondo le aspettative descritte, una presa di posizione chiara da parte della Commissione Federalismo, chiamata a esprimere il proprio parere sull’Atto Governo 400. Il riferimento, nelle contestazioni, è a fortissime criticità avanzate nel corso delle audizioni dai tecnici del settore, con la richiesta di valorizzare tali elementi in sede valutativa.
Invece, viene riportato che ignorando settimane di audizioni, il 17 giugno 2026 alle 8.15 arriverebbe il parere favorevole della maggioranza, descritto come a danno del Mezzogiorno.
Personalità citate nelle audizioni e nelle posizioni riportate:
- Luca Bianchi (Svimez)
- Pasquale Lampugnale (imprenditore, già vicepresidente nazionale di Confindustria per la piccola industria)
- Giovanni Barretta (economista)
- Vincenza Aloisio (senatrice)
