Esperienza traumatica interpretare un cadavere a 20 anni e la delusione per non essere stata nominata per suburra
Un incontro inaspettato, un equilibrio che si rompe e una storia capace di trasformare i piani di un uomo dall’ambizione lucida in una nuova forma di consapevolezza. Greta Scarano porta sul grande schermo “Piccolo miracolo”, presentato al Taormina Film Festival e disponibile dal 25 giugno nelle sale.
piccolo miracolo: trama e protagonisti tra eredità e ostinazione
Il film vede al centro Davide Lancia, interpretato da Marco D’Amore, ricco quarantenne con gusti raffinati e un debole per ciò che considera bello: dalle donne all’arte. La sua fortuna affonda le radici nel legame con il padre, figura di spicco nel settore delle costruzioni romane, tra i più potenti e spregiudicati.
Per spronarlo a dimostrare di essere davvero il degno erede del proprio impero, il genitore mette sul tavolo un compito preciso: demolire una palazzina malandata e realizzare al suo posto un edificio di lusso. Davide non può permettersi di rinunciare a un affare così rilevante.
Nel corso del progetto, però, emerge un ostacolo fondamentale: nella palazzina vive ancora una inquilina che non intende lasciare l’appartamento. Si tratta di Ursula, interpretata da Greta Scarano, una donna cieca, bella, determinata e battagliera. L’incontro con Ursula modifica la traiettoria del protagonista, scompiglia i piani iniziali e apre per Davide la strada a un modo diverso di vivere e di vedere le cose.
greta scarano e i primi passi nel cinema: ris, un posto al sole e suburra
Greta Scarano, in un ricordo rivolto a La Repubblica, ha ripercorso i primi momenti professionali nel mondo del cinema. L’attrice ha indicato l’avvio dell’attività e della remunerazione intorno ai ventidue anni.
Tra le tappe iniziali, Scarano ha menzionato una partecipazione in “Ris”, ricordando un’interpretazione legata a una scena estremamente traumatica: un cadavere in una vasca da bagno, completamente nuda e morta, descritta come priva di ambiguità o sensualità, con impostazione asettica. A distanza di tempo, l’attrice ha sottolineato che, nonostante l’età e il contesto, l’esperienza è stata vissuta con grande sofferenza, contribuendo a renderla più forte.
un posto al sole: lavoro continuativo e scelta di andare oltre
Successivamente, Scarano ha citato “Un posto al sole” come un passaggio importante: un ruolo significativo e un anno di lavoro. Poi è arrivata una decisione personale, collegata alla necessità di cambiare direzione e uscire da una routine definita dai viaggi. L’attrice ha raccontato di aver vissuto un periodo di spostamenti tra Roma e Napoli, fino a decidere di andarsene senza avere, al momento, un’altra certezza pronta ad accoglierla.
Nell’elaborare la propria carriera, Scarano ha indicato anche un’altra delusione: non essere stata candidata ai David per “Suburra”. Col tempo, ha poi spiegato che premi e candidature contano, ma non devono diventare il criterio con cui misurare il valore di un percorso.
il lavoro che resta: quasi vent’anni, persone incontrate e amicizia
Guardando indietro, Greta Scarano ha parlato di quasi vent’anni di lavoro. La quantità di esperienze accumulate viene collegata a una maggiore lucidità: nel tempo, l’attrice ha fatto talmente tante cose da arrivare a una consapevolezza più netta.
Secondo quanto riportato nelle sue parole, ciò che rimane non è soltanto il risultato finale, ma il viaggio e le persone incontrate. Da “Piccolo miracolo”, Scarano ha detto di portare a casa anche una bellissima amicizia con Marco D’Amore.
cast e personaggi principali di piccolo miracolo
- Greta Scarano nel ruolo di Ursula
- Marco D’Amore nel ruolo di Davide Lancia
- Giorgio Colangeli nel ruolo del padre


