EES, il sistema Ue che sta mettendo in crisi gli aeroporti europei
Nei principali aeroporti dell’Unione europea sta emergendo una nuova criticità nei flussi in ingresso e in uscita: disagi, code prolungate e, soprattutto, passeggeri extraeuropei che rischiano di perdere l’aereo a causa dei nuovi controlli di frontiera legati all’entrata in vigore delle norme dell’entry-exit system (Ees). Dopo l’avvio del meccanismo di verifica che dovrebbe ricalcare il modello statunitense dell’Esta, molte realtà aeroportuali hanno chiesto un intervento urgente, arrivando a parlare di procedura da sospendere temporaneamente.
entry-exit system (ees) e disagi ai controlli di frontiera
Il sistema Ees, introdotto negli aeroporti dell’Unione europea a partire da ottobre 2025 e operativo dal 17 aprile, prevede la registrazione dei dati biometrici dei viaggiatori extra-Schengen. Il perimetro include anche i cittadini britannici. L’obiettivo dichiarato del sistema è rendere i controlli più moderni ed efficienti, ma l’esperienza concreta sta descrivendo un scenario lontano dalle attese.
come funziona l’accesso tramite terminal fai-da-te
In teoria, i viaggiatori con passaporto biometrico e con soggiorni di breve durata non superiori a 90 giorni in un arco di 180 giorni possono usare i terminal fai-da-te presenti nei terminal. La procedura consente di scansionare il passaporto e immettere i dati necessari, includendo nome, cognome, data di nascita, numero del passaporto, oltre a date e luoghi esatti di ingresso e uscita. I dati vengono poi sottoposti a controllo da parte delle autorità di frontiera.
Una volta ottenuta l’approvazione, l’ingresso o l’uscita vengono registrati elettronicamente nel sistema Ees. Le registrazioni restano memorizzate per tre anni, includendo anche gli eventuali respingimenti.
francia, portogallo e grecia: sospensioni e esenzioni
La situazione reale risulta diversa dall’impostazione teorica. In più occasioni Francia e Portogallo hanno sospeso il sistema dopo che gli aeroporti coinvolti hanno registrato malfunzionamenti e criticità operative, descritte come veri e propri tilt. Anche la Grecia avrebbe deciso di esentare gli inglesi dalla “mappatura” fino a settembre.
Secondo il World Travel & Tourism Council, ritardi ai confini connessi all’Ees potrebbero mettere a rischio fino a 41 milioni di arrivi di visitatori e 45,4 miliardi di dollari di spesa turistica complessiva nell’Unione europea.
code fino a sei ore e impatto sul flusso dei passeggeri
Il nodo centrale riguarda la gestione operativa dei controlli. Sebbene la normativa preveda che i controlli debbano essere effettuati al 100% dei passeggeri coinvolti, numerose segnalazioni raccolte nei Paesi dell’Unione europea indicano che l’applicazione sta generando code anche di sei ore. Il quadro viene descritto come in netto peggioramento rispetto alla primavera, attribuito principalmente a problemi di funzionamento dei sistemi informatizzati.
I totem dedicati nei vari scali avrebbero invece prestazioni ridotte e una qualità operativa insufficiente, con l’effetto di spingere migliaia di passeggeri verso il controllo tradizionale, considerato più lento. Nel contesto di questa escalation, anche alcuni aeroporti italiani avrebbero lanciato un’esigenza di correzione dell’impostazione complessiva per evitare un peggioramento nel periodo di punta.
posizione di adr sui controlli e necessità di flessibilità
Negli scali di Roma si sarebbe arrivati a ipotizzare una sospensione del sistema di passaporti Ue per evitare un “disastro”. In un’intervista al Financial Times, l’amministratore delegato di AdR, Marco Troncone, ha indicato l’assenza di alternative: sarebbe necessario consentire ai passeggeri extra-Ue di saltare il sistema di ingresso e uscita come misura per evitare il caos dei viaggi durante l’alta stagione.
avvertimenti di aci europe e richiami su gestione e aumento del traffico
Le preoccupazioni arrivano anche dai rappresentanti del settore aeroportuale. Il presidente di ACI Europe, Stefan Schulte, ha descritto l’Ees come un elemento che tiene svegli gli amministratori delegati nella fase attuale, con passeggeri che nelle ore di punta restano in fila per ore. Secondo Schulte, la sfida diventa ancora più complessa nelle settimane successive, in presenza dell’aumento di traffico previsto.
Le richieste puntano a interrompere l’idea che la situazione sia gestibile o che l’Ees funzioni “a meraviglia”, ribadendo che il funzionamento riscontrato non corrisponde alle aspettative.
critiche di compagnie aeree e associazioni: espressioni di forte contrarietà
Alle istanze dei gestori aeroportuali si aggiungono le reazioni delle compagnie aeree e delle associazioni di settore. Kenton Jarvis, amministratore delegato di easyJet, ha definito “completely unacceptable” le lunghe code causate dall’Ees, invitando gli Stati membri a usare tutta la flessibilità prevista dalla normativa per evitare ritardi ai passeggeri.
Nel medesimo filone, Johan Lundgren aveva già segnalato nel 2024 che l’Ees avrebbe potuto lasciare i passeggeri bloccati sugli aerei, collegando il rischio alla congestione dei terminal. Da parte sua, il capo di Ryanair, Michael O’Leary, ha definito la procedura “un disastro totale” e un “caso assoluto”, chiedendo di sospendere l’applicazione fino al termine della stagione estiva. O’Leary ha inoltre specificato che la compagnia non aspetterà i passeggeri in ritardo per via del nuovo sistema.
Analoga linea critica è emersa con Yvonne Moynihan, managing director di Wizz Air Uk, che ha descritto l’implementazione frammentata dell’Ees come una fonte di ritardi in tutta Europa.
ulteriori dichiarazioni nel settore: lavoro necessario e tempi di stabilizzazione
L’amministratore delegato di Airlines Uk, Tim Alderslade, ha affermato che l’Ees richiederà ancora molto lavoro per raggiungere un livello di funzionamento accettabile. Anche Mark Tanzer, amministratore delegato dell’Association of British Travel Agents, ha indicato come molto preoccupante l’ipotesi che possano servire uno o due anni prima della piena stabilizzazione del sistema.
responsabilità tra commissione europea e Stati membri: perché cresce la tensione
La cornice amministrativa del sistema viene descritta come complessa e articolata. Per Troncone, il processo risulta incompatibile con i picchi di volume previsti. Nelle dichiarazioni riportate, viene anche chiarito che non sarebbe in gioco principalmente una carenza di personale: a Roma la collaborazione con la polizia di frontiera sarebbe massima, con l’invio di personale specializzato nei passaporti.
Nel passaggio dai controlli elettronici a quelli manuali, garantiti ma più lenti, si è generato un aggravio operativo legato alla necessità di far dialogare 27 Stati membri con 27 polizie. In parallelo, la Commissione europea continua a richiamare i Paesi sull’attuazione corretta, sostenendo che le norme Ees garantiscano flessibilità e che sia possibile sospendere la procedura nei momenti di maggiore concentrazione dei passeggeri, con responsabilità attribuita agli Stati.
Le sospensioni avrebbero riguardato in particolare Francia e Portogallo, mentre il quadro generale resta critico: le conseguenze ricadono sui passeggeri, già colpiti dalle code e dalla difficoltà di completare i controlli prima della partenza.
personaggi e figure citate
- Marco Troncone, ad di AdR
- Stefan Schulte, presidente di Aci Europe
- Magnus Brunner, commissario europeo per gli affari interni
- Kenton Jarvis, ad di easyJet
- Johan Lundgren
- Michael O’Leary, capo di Ryanair
- Yvonne Moynihan, managing director di Wizz Air Uk
- Tim Alderslade, ad di Airlines Uk
- Mark Tanzer, ad di Association of British Travel Agents
