Disabilità nello sport e nelle fiabe: paramondiale al mago di oz, due letture

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Disabilità nello sport e nelle fiabe:  paramondiale al mago di oz, due letture

Un mondiale di calcio in arrivo, un metronomo culturale che scandisce il tempo e una domanda che torna a farsi strada con naturalezza: perché non immaginare anche un percorso parallelo, sul modello delle grandi manifestazioni internazionali, capace di includere nuove categorie e nuove discipline? L’idea di un ParaMondiale, pensato dopo il torneo principale, ruota attorno alla stessa logica con cui le Paralimpiadi seguono spesso le Olimpiadi: calcio integrato con specifiche per persone non vedenti e in carrozzina, attraverso discipline che possono essere già presenti o ancora da progettare. Una suggestione che, oltre lo sport, intercetta anche il modo in cui la disabilità viene raccontata, descritta e rappresentata in libri, fiabe e immaginari condivisi.

paramon diale e calcio integrato: nuove discipline, stessi grandi ritmi

Olimpiadi e Mondiali sono eventi paragonabili per dimensione globale e per la capacità di segnare l’agenda collettiva, alternandosi con regolarità ogni due anni come un segnale costante. In questo contesto, l’attenzione si sposta su una proposta che richiama il parallelismo tra eventi principali e iniziative inclusive: organizzare un ParaMondiale dopo il torneo dominante, mantenendo una struttura simile per portata e calendario.

Il cuore dell’idea riguarda il calcio integrato declinato in base alle esigenze specifiche: calcio per non vedenti e calcio in carrozzina. L’impostazione lascia spazio sia a discipline già esistenti sia a sport ancora da progettare, con l’obiettivo di costruire un’offerta coerente e riconoscibile.

libri sulla disabilità: racconti intensi tra autismo e fiabe

Accanto allo slancio sportivo, si apre un percorso letterario che mette al centro la disabilità attraverso due opere lette di recente, capaci di raccontare esperienze e rappresentazioni molto diverse tra loro, ma legate dallo stesso bisogno di dare forma a ciò che spesso resta invisibile.

eccentrico di fabriz io acanfora: autismo e “vigilanza permanente”

Il primo libro, Eccentrico di Fabrizio Acanfora (editore Effequ, 2022), presenta una diagnosi di autismo avvenuta quando l’autore ha 39 anni. La narrazione descrive un prima e un dopo: un sé che cambia, con una dimensione percepita come tortura e una “vigilanza permanente” che rende ogni secondo faticoso. Particolarmente complessa risulta la gestione della musica, attività a cui l’autore è legato, insieme a un’attenzione marcata per i rumori. Nel testo emerge anche il fatto che il canale preferenziale di entrata delle informazioni esterne è l’udito.

La scrittura costruisce un reportage di sé stesso: il modo di essere chiuso nei propri pensieri, la creazione di routine e ripetibilità per evitare distrazioni, e la vita con una ridotta capacità di astrazione rispetto alla capacità di vedere i pensieri. Vengono richiamati esempi legati all’attenzione ai dettagli, come quando si pensa a un appuntamento o si scrive un racconto. Le giornate si riempiono di musica, con lo studio di clavicembalo e pianoforte.

deforme di amanda leduc: disabilità nelle fiabe e nei cartoni

Il secondo volume, Deforme di Amanda Leduc (editore Nottetempo, 2025), affronta la disabilità a partire dalle storie in cui compare spesso come elemento centrale: l’autrice, che vive una lieve paralisi cerebrale e emiplegia spastica, analizza come personaggi e trasformazioni vengano messi in scena nelle fiabe e nei cartoni animati.

Nel testo vengono richiamate disabilità presenti nelle favole, come la bestia in Bella e la bestia, la strega con la stampella in Hansel e Gretel, le trasformazioni nelle fiabe dei fratelli Grimm, i brutti principi e i ranocchi. L’attenzione si allarga anche ai cartoni animati: il gobbo di Notre Dame, i nani che aiutano Biancaneve, il naso deforme di Pinocchio, e Fiona in Shrek, trasformata da principessa in orchessa per maledizione di una fata.

superpoteri, differenze e trasformazioni: disabilità come scarto narrativo

Le descrizioni portano a collegamenti con figure e storie note, in cui la differenza assume forme diverse: in Frozen, ad esempio, viene evocata Elsa con il potere di manipolare ghiaccio e neve, inizialmente incontrollabile, al punto da costringerla a lasciare la città e ritirarsi da eremita. La svolta arriva grazie alla sorella, dopo che Elsa aveva quasi ucciso involontariamente durante la scoperta delle sue abilità. Il superpotere viene così letto come disabilità o scarto

Disabilità nello sport e nelle fiabe: dal ParaMondiale al Mago di Oz, passando per due letture

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